Il rinnovo delle promesse battesimali è una pratica che deve entrare nel nostro bagaglio di preghiere. Di tanto in tanto dobbiamo rinnovare le nostre promesse battesimali e farne un’abitudine. La nostra identità di cristiani è quella di essere figli di Dio. Grazie al Sacramento del Battesimo siamo diventati figli di Dio e membri del Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa.

Ecco allora il testo del rinnovo promesse battesimali che viene letto nella Celebrazione del Sabato Santo con l’introduzione del celebrante, le domande e le risposte dell’assemblea.

Fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa Cattolica.

Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?

Rinunzio.

Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

Rinunzio.

Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato?

Rinunzio.

Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Credo.

Credete in Gesù Cristo, suo unico figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, mori e fu sepolto e resuscitato dal morti e siede alla destra del Padre?

Credo.

Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

Credo.

Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore.

Amen.

La prima parte è la rinuncia. Anche il digiuno quaresimale, molto caro anche alla Regina della pace che ne ha spiegato la finalità e cioè abituarci a piccole rinunce di cose materiali per esercitare la volontà in modo tale che poi abbiamo la forza di rinunciare la male, alle seduzioni di satana e a satana stesso. Il digiuno, allora, ci abitua a dire no alle tendenze della carne, soprattutto quando ci portano verso il male. Il digiuno ci abitua a dire no a satana. Attraverso la rinuncia apriamo il cuore verso l’alto e diamo la totale adesione di noi stessi a Cristo.

La prima rinuncia è quella a satana. Se vedessimo satana così com’è indubbiamente scapperemmo, è l’orrore personificato. La rinuncia a satana presuppone il discernimento che è quella illuminazione interiore dello Spirito Santo attraverso la quale riusciamo a smascherare satana, a vedere i suoi inganni. Satana indora i frutti che ci propone rendendoli appetitosi e invitanti, ma con il discernimento spirituale possiamo capire che si tratta di frutti velenosi. Satana è un abile tentatore, sa come mascherare il male sottoforma di desiderio, di bramosia. La tentazione del demonio è quella di farci desiderare di essere come Dio ed è la tentazione nel quale lui stesso è caduto; infatti, nel momento in cui è stato creato ed elevato in grazia, Lucifero non ha sopportato che ci fosse un Creatore sopra di lui e ha voluto mettersi al posto di Dio. Questo atteggiamento di superbia, di rifiuto di Dio, di prepotenza e di alterigia, lo comunica a noi nella tentazione quando ci offre qualcosa che è contro i Comandamenti di Dio come la violenza, l’adulterio, i furti e tutto ciò che è male. La rinuncia a satana è una cammino interiore che inizia rinunciando alle sue tentazioni, alle sue seduzioni, alle sue opere con le quali ci presenta il male da fare tinto di bene per portarci alla rovina.

Dobbiamo, allora, esercitarci alla rinuncia che è dolorosa e faticosa. Specialmente i primi combattimenti spirituali, in un mondo imbevuto di peccato, sono molto difficili da affrontare. Dentro di noi c’è fame di mondo che soffoca la fame di Dio e che soffoca noi stessi. Noi distruggiamo noi stessi mangiando il mondo e edifichiamo noi stessi mangiando Dio. Per nutrirci di Dio dobbiamo avere la fame di Dio. Per avere la fame di Dio bisogna estirpare la fame di mondo che sono le sette bocche mai sazie dei vizi capitali.

La battaglia della rinuncia a satana è furiosa, è tremenda, è sanguinante. È una battaglia durissima e molte volte prevede le sconfitte e l’umiltà di ricominciare da capo riaffidandosi a Dio. Il combattimento spirituale contro il mondo, il demonio e i vizi capitali che sono in noi, richiede una rinuncia quotidiana. Più ci applichiamo nella rinuncia e più essa stessa diventa facile. Nella battaglia spirituale, quei vizi che ci sembrano quasi impossibili da combattere, alla fine diventa facile. L’esercizio quotidiano alla rinuncia rende facile dire no a satana. Quando arriviamo a dire no facilmente ci sentiamo liberi e capiamo la libertà dei figli di Dio. Ci sentiamo liberi in questo mondo e non siamo più soggetti alla tirannia dei vizi capitali che portiamo in noi.

La seconda parte del rinnovo delle promesse battesimali è quella della fede. Dopo esserci liberati interiormente con la rinuncia, ci è più facile dire sì a Dio perché non abbiamo più il peso del male e del peccato dentro di noi. Il demonio non ci tiene più al guinzaglio, siamo liberi. La professione di fede, allora, diventa qualcosa di bello, di gioioso, di totale che ci fa pregustare già in questa vita un pezzetto di Paradiso. La professione di fede è la proclamazione dell’appartenenza a Dio, del nostro amore per Lui, del nostro totale abbandono in Lui. Il Credo prosegue poi con la professione di fede in Cristo. Oggi il mondo ci ha reso schiavi della carne e della superbia, Cristo è stato rinnegato. La superbia ci ha reso incapaci di vedere Dio, di credere in Dio, di scegliere per Dio. L’ateismo è una resa alla mondanità, a satana che è l’avversario di Dio. Allora, liberi dalla superbia della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita, lasciamo che la professione di fede sgorghi dal nostro cuore come una fontana d’acqua fresca.

Nel momento in cui riusciamo a recitare il Credo così, liberi dal male e aperti totalmente a Dio, pregustiamo già il Paradiso!