Come ha detto la Regina della pace oggi la famiglia è sotto attacco e questo lo vediamo perché viene addirittura distrutta l’identità dell’uomo e della donna così come Dio li ha creati nella loro identità, nella loro specificità, nella loro ricchezza per cui sono orientati uno all’altro in un dono reciproco di se stessi. La famiglia è il caposaldo della Creazione e che Cristo ha elevato a Sacramento in quanto l’amore reciproco dell’uomo e della donna è segno dell’amore di Cristo per la Chiesa e, ovviamente, dell’amore della Chiesa per Cristo.
Per tutti i battezzati il Matrimonio è un Sacramento, forse lo abbiamo dimenticato. Il Matrimonio ha una sua validità dal punto di vista di patto naturale fra l’uomo e la donna, l’elevazione a Sacramento lo conferma e ne fa un’immagine viva di Cristo per cui vale quello che ha detto Gesù: «L’uomo non separi ciò che Dio ha unito» (Matteo 19,6).
Siamo arrivati a una disgregazione di tutti i principi fondamentali con i quali guardare alla vita per cui bisogna ricostruire prima di tutto nella mente e poi nei cuori quello che è nell’ordinamento divino della Creazione e cioè che ci sono alcuni valori che Dio ha iscritto nella natura umana che ha due poli, quello maschile e quello femminile. In questi due poli Dio ha iscritto dei valori eterni che sono incancellabili, il primo dei quali è il patto di amore fra l’uomo e la donna. Il Matrimonio è un patto d’amore fra l’uomo e la donna e ha un valore in se stesso che poi si concretizza nella cooperazione che insieme danno a Dio Creatore per prolungare l’Opera della Creazione.
Non c’è nulla di più grande, di più straordinario che cooperare con Dio nel mettere al mondo un essere umano. L’uomo può realizzare qualsiasi cosa dal punto di vista tecnologico ma sarà sempre un nulla nei confronti di un embrione umano nel quale c’è già tutta la programmazione del futuro essere umano.
Dobbiamo riscoprire tutti i principi fondamentali della vita, uno dei primi che dobbiamo recuperare oggi è quello del patto matrimoniale indissolubile fra l’uomo e la donna che costruisce poi la famiglia. La famiglia è anch’essa un grandissimo dono della Creazione. I figli nascono in una famiglia, hanno un padre e una madre. Fra questi valori eterni, se il primo è il patto reciproco fra l’uomo e la donna il secondo è quello della paternità e della maternità. Essere padri e madri è un grande dono che Dio ci ha fatto e che ci aiuta anche a riscoprire la paternità di Dio nei nostri confronti. Essere padre ed essere madre aiuta anche noi a capire il valore della paternità e della maternità di Dio nei nostri confronti. Dio in se stesso ha la sorgente dell’amore sia paterno sia materno e quindi ci ama come un padre e come una madre, con la fortezza dell’amore paterno e con la dolcezza dell’amore materno. Diventando padri e madri prolunghiamo la paternità e la maternità di Dio in quell’oasi in cui nasce la vita, in cui sbocciano i rapporti più forti della vita come quello fra lo sposo e la sposa, fra i genitori e i figli. Questi rapporti così profondi sono tutte espressioni della ricchezza infinita dell’amore di Dio che viene riversato nei nostri cuori.
In questo modo la famiglia è una missione divina. Essere padre ed essere madre, formare una famiglia, è una vocazione, è una missione divina vera e propria perché noi cooperiamo con Dio alla grande Opera della Creazione. Purtroppo, oggi abbiamo dimenticato queste bellezze della Creazione di Dio e l’amore umano è stato portato in uno stato di grave degrado. Proprio per la mancanza della fede e per la chiusura dei nostri cuori all’amore di Dio la famiglia, invece di essere il focolare dell’amore come lo è nel progetto di Dio, spesso diventa luogo della violenza, della sopraffazione purtroppo.
Dobbiamo riscoprire tutto questo e farlo riscoprire anche ai nostri giovani, soprattutto il fatto che la famiglia è una missione e una vocazione divina. Diventare genitori è una grande responsabilità, certamente bisogna interrogarsi sull’importanza di questo grande passo, di tutto l’amore, la dedizione e il sacrificio che la genitorialità comporta; ma diventare genitori è anche una grande gioia. Dobbiamo però anche proteggere la famiglia dall’egoismo e dalla disgregazione dei valori in una nostra società dove viene negato Dio e il valore della Creazione.
La formazione di una famiglia è una vocazione divina che esige preparazione, maturazione, responsabilità, è un progetto che dura tutta la vita. Oggi i figli, purtroppo, vengono visti come un peso che impedisce alla coppia di fare quello che si vuole. Non è così! Bisogna capire il valore della maternità e della paternità, la missione divina che c’è nell’essere genitori. Non è impossibile conciliare l’essere genitori con la realizzazione delle proprie passioni, molte volte le due cose influiscono positivamente una sull’altra. Con coraggio invito i giovani a vivere la vita come vocazione.
Nell’ambito della fede le vocazioni sono due, il Sacramento del Matrimonio e la famiglia o la speciale Consacrazione a Dio di chi si dedica totalmente a Cristo e al Suo Regno e fa dell’umanità intera la sua famiglia. Chi si consacra in modo speciale a Dio gli offre totalmente la vita con la grande missione della salvezza delle anime. C’è una schiera immensa di persone che nel corso della Storia, e anche oggi, si sono risposto alla vocazione di dedicarsi alla famiglia di Dio.
Anche il Matrimonio è una vocazione e una missione da vivere in questa dimensione e non mancano le famiglie che vivono così e che scoprono la gioia della paternità e della maternità. Cerchiamo di essere generosi nel diffondere l’amore di Dio attraverso l’Opera della Creazione nell’ambito della responsabilità e anche delle forze che ciascuno ha. Non dimentichiamo che c’è la Provvidenza. È bene fare queste riflessioni in contrapposizione al disastro delle famiglie dove c’è la sopraffazione reciproca, dove l’amore è mercenario e non è l’amore di Dio riversato nei nostri cuori, fedele e donativo e con il quale dobbiamo costruire le nostre famiglie.
Vorrei esortare specialmente i giovani a vivere la famiglia come una vocazione e una missione. La famiglia sarà ciò che non perderemo mai nel pellegrinaggio terreno. La famiglia accompagna lungo il cammino della vita e, nel momento nella morte, le preghiere dei figli e dei nipoti circonderanno il capezzale.
Rispondiamo positivamente all’attacco della famiglia vivendola come una vocazione.