di Maurizio Molinari – La Repubblica – 28-02- 2026

Sono previsti quattro giorni di incursioni. Obiettivi prescelti: leader politici e militari, basi missilistiche e caserme di pasdaran, oltre alla marina iraniana
28 Febbraio 2026Aggiornato alle 10:29 1 minuti di lettura
Israele e Stati Uniti hanno lanciato un massiccio attacco aereo e missilistico contro l’Iran. L’obiettivo sono i centri militari e di comando della Repubblica Islamica, con l’intento di decapitarla. I raid israeliani sono iniziati intorno alle 7 del mattino, ora italiana, poco dopo che la grande portaerei americana “USS Ford” aveva attraccato al porto di Haifa, aumentando le difese aeree di Israele.
Il presidente Trump ha confermato l’attacco in corso parlando di “vasta operazione”, chiedendo ai Guardiani della Rivoluzione di “cedere le armi ed arrendersi” e preannunciando i piani: “Distruggeremo la Marina iraniana e colpiremo gli alleati che l’Iran ha creato in Medio Oriente”. Rivolgendosi direttamente agli iraniani Trump ha aggiunto: “Da anni chiedevate aiuto, nessun presidente Usa ha voluto fare ciò che io ho deciso, impiegando il potere degli Stati Uniti per ascoltarvi”.
Le forze aree e navali Usa in Medio Oriente sono le più ingenti schierate nella regione dall’invasione dell’Iraq nel 2003. La decisione di Trump di attaccare segue il fallimento venerdì dei negoziati a Ginevra, durante i quali Teheran aveva rifiutato le due condizioni poste da Washington: smantellamento totale dei siti nucleari e consegna di tutto l’uranio arricchito.
Fonti militari israeliane prevedono almeno quattro giorni di operazioni. Dalle prime informazioni disponibili l’offensiva militare investe le sedi del governo e dell’intelligence nelle maggiori città iraniane ed è stato accompagnato dal lancio di missili contro obiettivi prescelti: leader politici e militari, basi missilistiche e caserme di pasdaran.
Teheran preannuncia una imminente “devastante risposta” lasciando intendere di voler colpire Israele ed obiettivi militari Usa in Medio Oriente. Il Leader Supremo, Ali Khamenei, si trova in una località segreta ignota anche ai suoi più stretti collaboratori, consapevole di essere l’obiettivo principale dell’attacco. C’è anche un secondo fronte dell’operazione israeliana “Ruggito del Leone”: il Mossad ha aperto un canale Telegram per consentire agli oppositori del regime di comunicare dall’interno, diffondendo notizie e immagini su quanto sta avvenendo.
Negli ultimi cinque giorni si erano susseguite manifestazioni di protesta in più atenei, da Teheran a Mashad, ad oltre quaranta giorni di distanza dalla repressione dei moti di inizio gennaio che, secondo Washington, hanno causato 32 mila vittime. L’intervento di Stati Uniti ed Israele si propone di abbattere la teocrazia iraniana modificando la mappa geopolitica del Medio Oriente, creando le premesse per un riassetto con conseguenze globali.