
“Brillare di santità come i fiori di primavera” (25 febbraio 2026)
Nelle realtà spirituali c’è un intimo rapporta fra santità e bellezza e la Madonna ce lo fa comprendere modo particolare nei messaggi di inizio primavera, quando indica nello splendore dei fiori un segno della bellezza che deve avvolgere la nostra anima.
Creando la nostra anima a sua immagine e somiglianza, Dio vi sparge il suo splendore, che purtroppo la macchia oscura del peccato offusca e cancella.
Quando il tarlo del male si impadronisce dell’anima, tutta la persona ne viene compromessa, soprattutto nel volto che perde la sua luce e negli occhi che diventano fessure inquietanti.
Il peccato è la malattia mortale dell’anima, che deturpa l’intera persona, facendone un’immagine del falsario, in tutto ciò che è e in tutto ciò che fa.
Invano ricorri alle arti più raffinate del restauro, per riprodurre una bellezza che non c’è, perché si è andata guastando sotto le tossine corrosive e implacabili dei vizi e delle vanità.
L’unico rimedio alla bruttezza del peccato è la grazia della conversione, che ti lava e purifica nelle profondità di te stesso e ti riveste dello splendore e della santità di Dio.
La Madonna desidera che le nostre anime brillino di santità come i fiori di primavera, che si son fatti largo fra la neve del gelido inverno e hanno aperto i petali al calore generoso del sole.
(26 febbraio 2026)