
Il Papa ai sacerdoti: “Siate Santi”
In un momento in cui sui mass-media si enfatizza la crisi di qualche sacerdote e si ipotizzano soluzioni comode per un ministero che ha Cristo come punto di riferimento, Il Papa, nella sua lettera ai Sacerdoti, li ha esortati a tendere all’unico obbiettivo che conta veramente: “Siate Santi!”.
Il Sacerdote, infatti, è stato scelto da Cristo per prolungare la sua presenza fra gli uomini. Il suo compito è quello di essere il Buon Pastore, ad imitazione di Cristo, che ha cura delle sue pecorelle e le difende dai lupi, fino a dare la sua vita per esse.
Visto in questa prospettiva il Sacerdozio è una missione divina, insostituibile nell’opera della Redenzione e della salvezza delle anime che Cristo ha affidato alla Chiesa.
Giustamente la definizione più ricorrente del Sacerdote è stata per secoli quella di essere un “Alter Christus”, il prolungamento di Cristo, grazie al Sacramento dell’Ordine. Come si possono dimenticare le parole solenni pronunciate nel rito dell’Ordinazione sacra?
Questa identità con Cristo buon Pastore è l’obbiettivo che ogni Sacerdote deve tenere davanti agli occhi, senza mai perderlo di vista e impedire che una vocazione divina diventi una qualsiasi professione umana.
Questo è il pericolo che insidia il nostro ministero e le nostre giornate. Per evitare di essere trascinati nella mondanità è necessario dare la priorità alla preghiera, al nutrimento della parola di Dio e alla propria intimità con Cristo.
Il cuore umano infatti anela a Dio e lo cerca anche quando ne è lontano. Il nostro compito è quello che nessun’altra professione umana può dare: quello di trasmettere gli insegnamenti di Cristo, di donare la sua luce, la sua grazia e il suo amore. Non c’è nulla di più importante che la gente desideri da un Sacerdote.