
Appetitus excellentiae- Il desiderio di eccellere
La superbia e la vanagloria sono i vizi attraverso i quali satana riesce ad espugnare molte anime, anche quello che sono avanti nel cammino di santità e nella pratica delle virtù cristiane.
Non c’è da meravigliarsi, perché il principe dei demoni ha introdotto il peccato nel mondo con un atto di superbia, o meglio con uno sguardo di sfida, con quale nel suo primo istante si è paragonato al suo Creatore, desiderando di essergli superiore.
Sembra persino ridicolo che una creatura si senta superiore a Colui che, con la sua sapienza e il suo amore, l’ha tratta dal nulla e la sostenga nell’essere.
Tuttavia questo avviene perché la superbia è un movimento dell’anima che distoglie lo sguardo da Dio e si fissa su sé stessa rimanendone accecata.
Solo mantenendo lo sguardo fisso in Dio la creatura, angelo o uomo che sia, vede sé stessa nella verità, cioè nel suo limite, nella sua dipendenza e nella sua nullità.
Da qui nasce l’umiltà, il fondamento di tutte le virtù, grazie alla quale la creatura vede la sua grandezza e la sua miseria e apre il cuore alla lode, al ringraziamento e all’adorazione.
Noi viviamo in un mondo in cui l’umanità, nel suo insieme, non riconosce più il suo Creatore e Salvatore e attribuisce a sé stessa tutto ciò che appartiene solo a Dio.
Di qui lo spettacolo grottesco degli umani che fanno a gara a innalzarsi e a gonfiarsi, fino a cozzare e a distruggersi fra di loro per stabilire che è il più grande.
Se incontri una persona umile inginocchiati dinanzi a Lei, perché in essa dimora la gloria di Dio e ti indica la strada per conseguire la vera grandezza, come quella di Maria, umile ed alta più che creatura” (Dante).
La superbia ha dato origine alla guerra degli uomini contro Dio. L’umiltà apre alla pace con Dio e degli uomini fra di loro.