Oggi, la sua memoria liturgica

Pio IX | Pio IX | Credit pdPio IX | Pio IX |Credit pd

Di Antonio Tarallo

Roma , sabato 7 febbraio 2026, 14:00 (ACI Stampa).

Il Beato Pio IX, l’ultimo Papa re. Un pontefice che ha lasciato un’eredità profonda e importante. Fra questa eredità c’è senza dubbio l’aver proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria. Era l’8 dicembre del 1854 quando il beato Pio IX con la bolla “Ineffabilis Deus” proclamava Maria “tutta bella e perfetta” perché “immune interamente dalla macchia del peccato originale”. Il Papa Re poneva così fine a secoli di diatribe e controversie (soprattutto risalenti all’epoca medievale) che vedevano protagonisti diversi teologi e importanti università.

“Non appena fummo elevati, non per nostro merito, ma per arcano disegno della divina Provvidenza, alla sublime Cattedra del Principe degli Apostoli (…) fummo presi da grandissima consolazione, Venerabili Fratelli, nel rilevare come già sotto il Pontificato del Nostro Predecessore Gregorio XVI, di felice memoria, fosse divenuto ardente nel mondo cattolico il desiderio che finalmente venisse definito dalla Sede Apostolica, con solenne provvedimento, che la Santissima Madre di Dio e Madre nostra amabilissima, l’Immacolata Vergine Maria, era stata concepita senza peccato originale. Questo piissimo desiderio è chiaramente e indubbiamente testimoniato dalle suppliche inviate al Nostro Predecessore e a Noi: suppliche con le quali celebri Vescovi, insigni Capitoli di Canonici e Famiglie Religiose, tra le quali l’inclito Ordine dei Predicatori, gareggiarono nell’implorare con insistenza che si permettesse di annunciare pubblicamente e di aggiungere nella sacra Liturgia, particolarmente nel Prefazio della Messa della Concezione della beatissima Vergine, l’aggettivo “Immacolata””. Queste righe sono contentute nella Lettera Enciclica “Ubi primum” del 2 febbraio 1849. Pio IX chiese a tutti i vescovi di esprimersi sull’opportunità della definizione del concepimento senza peccato originale della Vergine: “Venerabili Fratelli, amiamo sapere quale sia in questa materia il vostro pensiero ed il vostro desiderio”, così nel documento. 

I Vescovi e i prelati, allora, fecero arrivare al pontefice il loro responso: quasi tutta la maggioranza volle esprimere parere favorevole alla proclamazione del Dogma.

Ed ecco, allora, altro documento di papa Pio IX: “Dio ineffabile, le cui vie sono la misericordia e la verità, la cui volontà è onnipotente, e la cui sapienza si estende con potenza da un’estremità all’altra [del mondo] e tutto governa con bontà  avendo previsto da tutta l’eternità la luttuosissima rovina dell’intero genere umano, che sarebbe derivata dal peccato di Adamo, decretò, con disegno nascosto dai secoli, di compiere l’opera prima della sua bontà con un mistero ancor più profondo, mediante l’incarnazione del Verbo”.

E’ questo l’incipit della Costituzione Apostolica “Ineffabilis Deus”, Definizione dogmatica dell’immacolato concepimento della B. V. Maria. Documento che recava alla fine: “nell’anno dell’Incarnazione del Signore 1854, 8 dicembre, anno IX del Nostro pontificato”

Ed ecco la proclamazione del Dogma: “Dichiariamo, pronunziamo e definiamo: La dottrina, che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli”.

Pio IX, un pontefice che ha fatto la storia della Chiesa.