In questi decenni è in atto il tentativo di elaborare la nuova religione dell’uomo al posto di Dio. L’uomo ha eliminato Dio e i Comandamenti e ha elaborato da solo delle leggi morali stabilendo ciò che è bene e ciò che è male; un esempio è l’aborto che il Concilio Vaticano II giudica un delitto e invece nella nuova morale diventa un diritto.
Siamo di fronte a dei capovolgimenti epocali perché se è l’uomo a stabilire ciò che è bene e ciò che è male è chiaro che anche le cose più perverse diventano obiettivi da raggiungere e leggi da imporre. In questo modo si aprono gli spazi al dilagare dell’immoralità e del male; è il sopruso dell’uomo sull’uomo. La barriera per tutto questo sono, appunto, i Comandamenti di Dio, quella Legge divina impressa nell’anima umana.
I Comandamenti sono quello spartiacque fra il bene e il male che Dio ha impresso nei nostri cuori e che ci viene certificato dalla voce della coscienza, la quale ci esorta a fare il bene e a fuggire il male e ci approva quando facciamo il bene e ci rimorde quando facciamo il male. Prima di essere una legge codificata sulle tavole che Dio ha consegnato a Mosé sul Monte Sinai e che Cristo stesso ha ribadito sintetizzandoli nel Comandamento d’amore per Dio sopra ogni cosa e del prossimo come se stessi, i Comandamenti sono impressi nel cuore umano in quanto l’uomo nella sua spiritualità è immagine di Dio.
È un’esperienza percepibile da tutti, perfino i bambini sono in grado di capire ciò che è bene e ciò che è male, in base a quella Legge eterna che Dio ha scritto nell’anima dell’uomo. La Legge di Dio è impressa nel cuore umano, è connaturale all’uomo anche se poi sappiamo che a causa del peccato originale si offusca.
Il peccato originale è quella tendenza al male che è in noi, che ci spinge al peccato, offusca la Legge di Dio che è in noi e per questo motivo abbiamo bisogno di essere istruiti, rafforzati dalla grazia per mettere in pratica i Comandamenti di Dio che da soli, con le nostre forze, non riusciamo ad adempiere nella loro totalità perché siamo deboli e abbiamo bisogno della grazia di Dio. Essendo i Comandamenti una tendenza della natura umana che è immagine di Dio, sono impressi nel cuore dell’uomo e spingono al bene; anche i non cristiani hanno in sé frammenti di moralità anche molto elevati proprio grazie alla somiglianza della natura umana con la natura divina.
I Comandamenti sono un ordine divino e anche quella tendenza della natura umana al bene che, se la realizziamo ci edifica, ci porta alla maturazione, porta a compiere il cammino di perfezione. I Comandamenti di Dio sono connaturali all’anima umana, immagine di Dio; chi li osserva edifica se stesso. La pratica del bene è benefica e ci dà la pace interiore della coscienza che approva e incoraggia sulla via del bene. Quando, invece, non osserviamo la Legge divina e compiamo il male vediamo che ci rende cattivi, ci distrugge, ci imbruttisce. Gran parte del mondo contemporaneo ha voluto emanciparsi da Dio e non riesce più a frenare le spinte al male, al sopruso, alla violenza e all’autodistruzione. La negazione di Dio e della sua Legge porta inevitabilmente l’inferno sulla Terra.
La pratica dei Comandamenti è sicuramente faticosa perché, benché sia connaturale alla natura umana, in noi c’è la ferita del peccato originale. Comprendiamo, allora, le parole di San Paolo: Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti, acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.
Da qui nasce il combattimento spirituale, l’ascetica, tutta quella letteratura presente anche in tante altre religioni e che insegna anche a contenere le spinte del male che sono in noi attraverso la pratica della rinuncia al male e attraverso gli atti positivi di bene che ci rafforzano e ci elevano, ci danni stima di noi stessi, ci danno la pace del cuore e ci fortificano sempre più nel combattimento spirituale.
Nel medesimo tempo vediamo che molte persone nella normalità della loro vita mettono in pratica i Comandamenti, specialmente quelli che hanno un grande rilievo sociale, che riguardano la famiglia e la società. Ci sono dei Comandamenti che tengono compatta la società che, diversamente, si disgrega e quindi hanno un valore. È proprio nella pratica dei Comandamenti che scopriamo questa realtà della vita a cui ci richiama Gesù Cristo e che è quella del combattimento spirituale, è quell’arena di battaglia in cui scendiamo ogni mattina al risveglio e dove trascorriamo tutta la giornata che ci pone davanti infinite scelte fra il bene e il male. Dobbiamo attrezzarci per essere costanti nella scelta del bene, nel discernimento del bene perché molte volte le situazioni sono difficili da capire.
Nel medesimo tempo abbiamo quella voce interiore che ci guida nel cammino della vita e ci mette sulla retta via. La giornata è tutta un combattimento spirituale alla luce della Legge di Dio che guida la nostra vita. La Legge morale iscritta nel cuore umano è una tematica che ha un valore universale. Mentre la legge evangelica ha bisogno della luce della fede per essere compresa, la legge morale arriva a tutti. I Comandamenti possono essere spiegati anche ai non credenti proprio perché sono tutte quelle forme di moralità naturale che si apre alla fede ma può essere praticata da tutti; pensiamo, ad esempio, alla fedeltà coniugale, al rispetto delle cose altrui, alla non violenza.
Al termine della vita, infatti, anche i non credenti che avranno osservato i Comandamenti potranno sentirsi dire dal Signore Vieni servo buono e fedele. Anche i non credenti verranno giudicati in base a se avranno ascoltato o no quella Legge divina che è impressa nel loro cuore e che è la voce della coscienza che li guida nel corso della vita.
La grazia di Dio, che è la luce che illumina il cuore e che spinge al bene, va al di là delle frontiere della Chiesa. Per vie note a Dio, la sua grazia può raggiungere qualsiasi uomo, risvegliare la sua coscienza, illuminarla e metterla sulla via della pratica del bene.
Viviamo in un tempo in cui i Comandamenti sono stati rimossi. L’umanità ha abolito la Legge del Vangelo e anche la Legge morale proprio perché ha cancellato Dio, vive come se non esistesse. L’uomo moderno stabilisce ciò che è bene e ciò che è male, chiama diritti i delitti nonostante la voce della coscienza si faccia sentire; sappiamo però che molti la tacitano, la zittiscono, la uccidono. È la fase tremenda dell’impenitenza finale, che Dio ce ne scampi! La Madonna ci dice di pregare per i peccatori, per i moribondi, affinché vengano illuminati anche da un bagliore di luce che li riporti a Dio e si salvino.
Ritorniamo ai Comandamenti di Dio, esaminiamo la nostra condizione spirituale passandoli in rassegna uno ad uno e accostiamoci al Sacramento della Confessione in maniera adeguata e preparata.