
41. «Siate le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio che è amore» (25 febbraio 2024)
Una delle espressioni più celebri di Sant’Agostino è contenuta nelle Confessioni: «Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te». Questa è una delle tematiche fondamentali dell’esistenzialismo cristiano che parte, appunto, dall’analisi del cuore umano. Il cuore umano desidera la vera felicità, non quella passeggera, fasulla, che dura poco; il cuore umano desidera la vera felicità che viene dall’amore pulito, santo, durevole, senza inquinamenti e senza limiti. Questo è anche il sigillo che Dio ha posto nel cuore umano.
Siamo stati creati a immagine di Dio e orientati a lui; siamo rivolti a Dio, capaci di Dio. L’anima umana è un’entità spirituale capace di Dio ma anch’essa è inquinata dal peccato originale che sussiste anche dopo il Battesimo. Abbiamo, però, la grazia di Dio che ci dona la forza di purificarci dalle scorie del male che sono in noi, di sanare le ferite del male e di tenere orientato il nostro cuore verso la fonte dell’amore eterno che è Dio. In realtà, siamo deboli e man mano che cresciamo le ferite del male e i semi del male iniziano a germogliare dentro di noi infestando il nostro cuore di erbe cattive. Le false felicità finiscono per superare l’orientamento di fondo del nostro cuore che orientato a Dio, all’amore. Queste scorie del male prendono man mano il sopravvento e ci orientano verso le false felicità, le false gioie, le cose materiali che riguardano proprio il nostro essere.
Il male che cresce in noi soffoca il nostro desiderio di Dio. Quelli che si sono stabilizzati spiritualmente e hanno raggiunto l’amore di Dio devono sempre vegliare perché senza la grazia non si riesce a perseverare nel bene. Bisogna vegliare soprattutto nella preghiera, nell’umiltà e nell’esercizio della rinuncia. Diversamente il male si insinua in una piccola fessura e come un’erba infestante si impadronisce del cuore.
Il male che è in noi prolifera se non lo estirpiamo man mano, con costanza, dedizione e perseveranza praticando la rinuncia, la preghiera e la vigilanza. Sono pochi quelli che riescono a uscire vittoriosi da questa battaglia che consiste nel tenere il cuore orientato a Dio e al suo amore; sono coloro che riescono a conservarsi in grazia di Dio. La Chiesa ha portato a esempio tanti santi che hanno mantenuto ben salda la presenza di Dio in loro e hanno fatto del loro cuore un’abitazione per Dio.
Un esempio bellissimo, moderno, semplice, alla mano è San Carlo Acutis che è riuscito a perseverare sulla strada della tendenza del cuore umano verso l’amore di Dio, verso la vera felicità. La Chiesa lo ha portato a modello ai giovani indicando loro non la via delle vanità, quella che offre il mondo e che è piena di delusioni e di inganni. Non c’è nulla che renda più bella un’anima come la grazia che dà luce agli occhi, la bontà che dà alla persona la forma dell’accoglienza e del dono. La via del bene rende belli.
Siccome satana è riuscito a seminare la zizzania in tanti cuori, la Madonna ci dice possiamo fare pulizia delle erbacce infestanti e rendere il nostro cuore un giardino meraviglioso abitato da Dio. Dobbiamo, allora, confessarci anzitutto perché il peccato rende schiavi e fa soffrire. Dobbiamo indicare la strada del bene a coloro che si sono persi, che sono lontani da Dio affinché ritornino a lui. Noi siamo fatti per Dio, questo è il desiderio del nostro cuore. Chi segue questa strada è felice e nella misura in cui avanza lo diventa sempre di più. Come dice la Madonna, già su questa Terra si può sperimentare un pezzetto di Paradiso.
«Cari figli! Pregate e rinnovate il vostro cuore affinché il bene che avete seminato porti frutto di gioia e di unione con Dio. La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili, perciò voi, figlioli, siate luce, amore e le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio che è amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 febbraio 2024)