Chiesa cattolica | CR 1929 17 Dicembre 2025 

di Redazione

San  Massimiliano Kolbe (1894-1941) è una delle più eminenti figure della spiritualità mariana del XX secolo. Riportiamo questo suo articolo tratto dal primo numero del 1938 della rivista da lui diretta “Miles Immaculatae”.

Conosciamo tutti quanto sia stretto il legame che unisce le verità della dottrina cristiana. I dogmi cattolici, infatti, derivano gli uni dagli altri e si arricchiscono vicendevolmente. Ecco un esempio: basandosi unicamente sulla dottrina cattolica dell’unione ipostatica della natura divina e della natura umana nella Persona del Verbo, i Padri del Concilio di Efeso proclamarono la divina maternità di Maria.

Inoltre, dalla conoscenza dei rapporti tra Gesù e Maria sua Madre, è sorta tra i cattolici una dottrina, la quale afferma che la Madre del Salvatore è immune dalla colpa originale. I cattolici non ardivano neppure pensare che Maria fosse rimasta sotto la schiavitù del peccato nemmeno un solo istante. Ancora, dalla singolare missione della beata Vergine Maria e dalla sua ineffabile unione con lo Spirito Santo (Immacolata Concezione) i fedeli acquisirono la meravigliosa speranza di ottenere la soave protezione di Maria.

È evidente che i nostri rapporti con Maria Corredentrice e Dispensatrice delle grazie, nella economia della redenzione, non vennero accolti fin dall’inizio in tutta la loro perfezione. In questo tempo, tuttavia, la nostra fede nella mediazione della beata Vergine Maria cresce di giorno in giorno. In questo breve articolo vogliamo mostrare l’apporto del dogma dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria al dogma della sua Mediazione.

L’opera della redenzione dipende immediatamente dalla seconda Persona divina, Gesù Cristo, il quale con il proprio sangue ci ha riconciliati con il Padre, gli ha reso soddisfazione per il peccato di Adamo e ci ha meritato la grazia santificante, le varie grazie attuali e il diritto di entrare nel regno dei cieli.

Tuttavia, anche la Terza Persona della santissima Trinità partecipa a quest’opera, per il fatto che trasforma le anime degli uomini in tempio di Dio, per virtù della redenzione compiuta da Cristo, ci rende figli adottivi di Dio e fa di noi gli eredi del regno dei cieli, secondo l’affermazione di San Paolo: «Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!» (1 Cor 6, 11).

Penetrando fin nell’intimo delle nostre anime, lo Spirito Santo, Dio-Amore, ci unisce alle altre due Persone divine. Per questo S. Paolo, scrivendo ai Romani, dice: «Noi non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili» (Rom 8, 26).

Anche nella lettera ai Corinzi afferma che la distribuzione delle grazie dipende dalla volontà dello Spirito Santo: «A uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro il linguaggio della scienza […]; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia […] Ma tutte queste cose è l’unico e medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole» (1 Cor 12, 8-11).

Come Gesù, per manifestare il suo immenso amore verso di noi, si è fatto Uomo-Dio, così anche la terza Persona, Dio-Amore, volle manifestare con qualche segno esterno la propria mediazione presso il Padre e il Figlio. Questo segno è il Cuore della Vergine Immacolata, come appare dagli scritti dei santi, soprattutto da quelli che considerano Maria Sposa dello Spirito Santo.

Anche dopo la morte di Cristo lo Spirito Santo opera ogni cosa in noi per mezzo di Maria. Infatti, ciò che il Creatore disse al serpente a proposito di Maria: «Ella ti schiaccerà il capo» (Gen 3, 15), secondo la dottrina dei teologi, deve essere inteso senza limitazione di tempo.

È compito dello Spirito Santo formare sino alla fine del mondo le nuove membra dei predestinati del corpo mistico di Cristo. Ma come dimostra il beato Luigi Grignion, quest’opera viene attuata con Maria, in Maria e per mezzo di Maria.

A questa conclusione, vale a dire che lo Spirito Santo opera per mezzo di Maria, siamo condotti dai testi della sacra scrittura e dalle affermazioni dei santi, che sono i migliori interpreti della sacra scrittura. «Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità […] Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Quando però verrà lo Spirito di verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera […] Egli mi glorificherà» (Gv 14, 16-17. 26; 16, 13-14).

Perciò, come la seconda Persona divina incarnata si manifesta sotto il nome di «seme della donna» (Gen 3, 14), così anche lo Spirito Santo, attraverso la Vergine Immacolata, che Egli ha unita a sé in modo tanto stretto che ci è addirittura impossibile comprenderlo pienamente – pur conservando la distinzione delle due persone – manifesta esteriormente la propria partecipazione all’opera della redenzione. È quindi diverso da quello che avviene nell’unione ipostatica delle due nature, la divina e l’umana, nell’unica Persona di Cristo; il che tuttavia non impedisce affatto che l’azione di Maria sia una perfettissima azione dello Spirito Santo. Maria, infatti, in quanto Sposa dello Spirito Santo, perciò elevata al di sopra di ogni perfezione creata, compie in tutto la volontà dello Spirito Santo che abita in Lei, e ciò fin dal primo istante della sua concezione.

Raccogliendo insieme tutte queste affermazioni, è lecito concludere che, per il fatto di essere la Madre di Gesù Salvatore, Maria è divenuta la Corredentrice del genere umano, mentre per il fatto di essere la Sposa dello Spirito Santo partecipa alla distribuzione di tutte le grazie. Possiamo dire perciò con i teologi: «[…] Come la prima Eva, con azioni veramente libere, contribuì alla nostra rovina, da lei realmente provocata, così Maria con le sue proprie azioni veramente libere collaborò alla riparazione […]; cosicché si può parlare in modo chiarissimo di una vera e propria mediazione» (J. Bittremieux).

Soprattutto in questi ultimi tempi noi comprendiamo che l’Immacolata, Sposa dello Spirito Santo, è la nostra Mediatrice. Nell’anno 1830, infatti, la Vergine Immacolata apparve a suor Caterina Labouré. Dalla narrazione di questa novizia noi conosciamo quale fu lo scopo dell’apparizione di Maria: manifestare la sua Immacolata Concezione e la sua meravigliosa potenza presso Dio: «La santissima Vergine volse i suoi occhi verso di me e nello stesso tempo udii una voce: “Questo globo terrestre rappresenta tutti gli uomini e ogni singola persona”. E inoltre: “Ecco il simbolo delle grazie che intendo riversare in tutti coloro che mi invocano”. Poi apparve attorno alla santissima Vergine una cornice di forma ovale sulla quale era scritta, a caratteri d’oro, la seguente invocazione: O Maria concepita senza peccato, prega per noi, che ricorriamo a te. Nello stesso tempo udii una voce: “Coniate una medaglia secondo questo modello; tutti coloro che la porteranno riceveranno molte grazie”».

A Lourdes, la Vergine Immacolata esorta tutti gli uomini a far penitenza e, quasi per mostrarci una sorgente di aiuto, recita l’Ave Maria. Da quel momento a Lourdes l’Immacolata comincia a compiere l’ufficio di Mediatrice nei nostri confronti: invita gli ammalati, raccoglie gli storpi e i deboli per guarirli e per farci comprendere quanto dipendiamo da Lei nella vita naturale. Attrae soavemente coloro che sono ammalati nell’anima, cioè gli increduli e i peccatori dal cuore indurito, e infonde la vita soprannaturale nel loro cuore per convincerli del potere che Ella ha di donarci la vita soprannaturale.

Inoltre, bisogna considerare soprattutto il fatto che Cristo compie miracoli proprio in una località (Lourdes) scelta dalla Madre sua. Tutto ciò che viene operato a Lourdes dalla beata Vergine Maria testimonia la verità delle parole di san Pier Damiani: «Attraverso una donna è scesa sulla terra la maledizione, attraverso una donna viene restituita alla terra la benedizione», come pure quelle di sant’Agostino: «Con inganno attraverso una donna è stato iniettato nell’uomo il veleno, in riparazione attraverso una donna è stata concessa all’uomo la salvezza».

Pertanto, ciò che san Bernardo asserisce con le parole, la Vergine Immacolata lo conferma con i fatti: «Tale è la volontà di Colui il quale ha voluto che noi ottenessimo ogni cosa attraverso Maria»