
Corrispondenza Romana 1929 – 17 Dicembre 2025
di Fabio Fuiano
Si è svolto il 9 dicembre, presso l’Istituto Maria Santissima Bambina a pochi passi da San Pietro, su iniziativa del Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII, unitamente alla Fondazione Lepanto, il convegno “Le glorie di Maria tra XIX e XX secolo”, organizzato in occasione del 75° anniversario del dogma dell’Assunzione e del centenario dell’apparizione di Pontevedra. A presiedere i lavori è stato il card. Dominique Mamberti, cardinale protodiacono e prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, che ha aperto la giornata richiamando l’importanza di riconsiderare oggi la grande stagione mariologica che ha segnato gli ultimi due secoli di storia della Chiesa.
Il primo intervento, affidato a S.E. Mons. Edoardo Cerrato, ha avuto come tema “San John Henry Newman, Dottore della Chiesa e la Beata Vergine Maria”. Il presule ha mostrato come la mariologia di Newman si inserisca organicamente nella sua impostazione teologica: Maria come “Nuova Eva”, unita a Cristo nella redenzione, e come modello di docilità alla grazia. Cerrato ha ripercorso alcuni testi fondamentali del cardinale inglese, nei quali la figura della Vergine emerge non come un elemento accessorio della fede, ma come parte integrante del mistero dell’Incarnazione.
Newman – ha ricordato il Vescovo – vedeva nella mariologia autentica una garanzia di ortodossia cristologica: ciò che la Chiesa afferma di Maria custodisce il vero volto di Cristo. In questa prospettiva, la proclamazione dei dogmi mariani nel XIX e XX secolo si configurava, per il teologo inglese, come un’esplicitazione coerente del deposito della fede. Mons. Cerrato ha concluso sottolineando come il nuovo Dottore della Chiesa sia oggi modello di equilibrio teologico e di profonda vita spirituale, in cui la devozione alla Vergine guida alla contemplazione del mistero di Cristo.
L’intervento del Prof. Roberto de Mattei ha invece analizzato il messaggio della Vergine a suor Lucia in occasione delle apparizioni di Pontevedra del 10 dicembre 1925. Secondo lo storico, comprendere il messaggio di Pontevedra significa anche riconoscere la continuità della divina Provvidenza nella storia della Chiesa. Pontevedra, infatti, si inserisce in una tradizione di apparizioni che comprende anche Fatima (1917), Lourdes (1858), La Salette (1846), Sant’Andrea delle Fratte (1842) e rue du Bac (1830. A Pontevedra la Madonna ha chiesto in particolare la devozione dei primi cinque sabati del mese, come atto di riparazione e strumento di santificazione, non solo per le singole anime, ma per la Chiesa intera.
Il prof. de Mattei ha ricordato come pochi giorni dopo la morte di suor Lucia avvenuta nel monastero di Coimbra, il 13 febbraio 2005, san Carlo Acutis sognò la veggente di Fatima mentre gli diceva che con la pratica dei Primi Cinque Sabati del mese, si potevano cambiare i destini del mondo. E’ giusto e doveroso chiedersi quali saranno i destini del mondo – ha concluso il presidente della Fondazione Lepanto – in un momento in cui incombe sull’umanità la possibilità di guerre e di distruzioni mai avvenute nella storia. “Eppure sappiamo che, al di là del castigo che con tutta probabilità attende l’umanità, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è irreversibile, perché la Madonna stessa ce lo ha promesso”
Nell’intervento successivo, l’Avv. Emilio Artiglieri ha sintetizzato i motivi storici e teologici che portarono Pio XII alla proclamazione del dogma dell’Assunzione. Tale dottrina era già presente nella tradizione, ma Pio XII avvertì l’urgenza di un segno chiaro di speranza e consolazione per un’umanità segnata dalla Seconda Guerra Mondiale. L’Assunta rappresenta la meta della vocazione umana, la gloria promessa ai figli di Dio e un antidoto alle ideologie nichiliste e materialiste. Il dogma, spiegato tramite la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, deriva dal consenso episcopale mondiale e dal sensus fidelium, evidenziando come la Chiesa interpreti e formalizzi la fede dei cristiani nel corso dei secoli. L’intervento ha ricordato anche le sue implicazioni spirituali: Maria, assunta in cielo con anima e corpo, è segno e modello della santità possibile a tutti, punto di riferimento per la vita morale e spirituale dei fedeli.
L’ultimo intervento è stato quello di fr. Mario Paolo Maria Padovano O.P., che ha illustrato la dimensione spirituale e teologica della mariologia contemporanea, prendendo le mosse dal volume di Reginald Garrigou-Lagrange, La madre del Salvatore e la nostra vita interiore, presentato nel corso del convegno alla presenza del curatore Alessandro Gaudino. La Vergine Maria è madre di Cristo e della Chiesa, ma anche maestra e modello della vita spirituale dei credenti. La sua maternità divina si estende in una maternità spirituale verso ogni anima, orientandola alla fede, alla speranza e alla carità. Padovano ha spiegato come Maria operi come causa strumentale e dispositiva nell’economia della salvezza: pur subordinata a Cristo, è efficace nel trasmettere grazie e nell’educare le anime alla vita virtuosa. La sua intercessione non sostituisce la mediazione unica di Cristo, ma la rende operativa nelle vite dei fedeli.
Un punto centrale del suo intervento è stata la spiegazione del culto di iperdulia, l’onore speciale riservato a Maria. Tale culto non diminuisce l’adorazione dovuta a Dio (latria), ma evidenzia la singolare dignità della Vergine come madre del Salvatore, cooperatrice nella salvezza e guida spirituale dei cristiani. La devozione mariana, secondo Padovano, conduce inevitabilmente all’imitazione della Vergine e alla sequela di Cristo, incarnando così la perfetta vita spirituale dei cristiani.
Il convegno, ricco di riferimenti storici, teologici e spirituali, ha mostrato come tra XIX e XX secolo si sia sviluppato un forte movimento mariano che ha condotto ai grandi dogmi moderni e alle apparizioni riconosciute dalla Chiesa. Il centenario di Pontevedra e il 75° anniversario dell’Assunta diventano così occasione per riscoprire non solo eventi del passato, ma la perenne attualità della presenza materna di Maria nella vita dei fedeli e nella missione della Chiesa.