La visita di Maria a Santa Elisabetta

La figura di Elisabetta è straordinaria. Nei Vangeli, dopo Maria, è indubbiamente la donna meglio descritta. Nel testo più importante della Sacra Scrittura, che è il Vangelo dell’Annunciazione perché si afferma che il Verbo si è fatto carne, accanto a Maria c’è Elisabetta. Dopo aver manifestato tutto il piano divino l’arcangelo dice a Maria: “Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”; Gabriele ha voluto dare a Maria un segno concreto della validità della rivelazione che le ha appena fatto.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1, 39-45).

Quando l’arcangelo dice a Maria che sua cugina in età avanzata è in attesa del primo figlio, rimane molto colpita, si conferma nella fede e si affida totalmente a Dio nel progetto che ha in serbo per Lei. Dopo l’Annunciazione la Madonna si mette subito in cammino verso Ain Karim, dove vive sua cugina Elisabetta. San Luca pone l’accento sulla fretta con cui Maria si mette in cammino proprio perché non vede l’ora di condividere con Elisabetta il mistero che le è appena stato rivelato e anche per verificare che sua cugina fosse già al sesto mese di gravidanza.

Prima che Maria entri in casa, Elisabetta la accoglie con parole sublimi perché, per illuminazione interiore dello Spirito Santo, ha capito che stava arrivando la Madre di Dio. Nel saluto a Maria, “Benedetta tu fra le donne”, Elisabetta comprende la sua altezza incommensurabile e manifesta la consapevolezza di trovarsi di fronte la Madre di Dio.

Elisabetta umilmente si ritiene indegna della visita di Maria ed esprime con poche parole tutto il cuore della fede Cattolica chiamandola Madre di Dio: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”. La fede di Elisabetta coglie la grandezza di Maria che ha risposto con totale adesione al piano di Dio per cui il Verbo si è fatto veramente Carne nel suo grembo. Nelle parole con cui accoglie sue cugina, Elisabetta esprime tutta la fede Cattolica in Maria, Madre del Verbo, e in Gesù Cristo, Figlio di Dio. Dopo Maria, Elisabetta è colei che esprime con maggiore consapevolezza e amore tutta la fede Cattolica.

Elisabetta, poi, dice a Maria che quando ha sentito il suo saluto, il bambino ha sussultato di gioia nel suo grembo. Viene messo, allora, in evidenza un aspetto straordinario di Maria, mediatrice delle grazie. Ovviamente l’autore della grazia della salvezza è Gesù Cristo, che opera attraverso sua Madre; appena il saluto di Maria è giunto agli orecchi di Elisabetta ha operato la grazie della Redenzione per San Giovanni Battista. Nelle parole di Elisabetta è racchiusa la fede in Cristo Redentore del mondo; lo Spirito Santo si è servito di Elisabetta, l’ha illuminata suggerendole interiormente le straordinarie parole con cui ha accolto la cugina e che sono state tramandate nel corso dei secoli nella prima parte dell’Ave Maria. Elisabetta ha compreso immediatamente che Maria le aveva portato la grazia della Redenzione proprio nel Bambino che Dio, per opera dello Spirito Santo, aveva posto nel suo grembo.

Nelle ultime parole di Elisabetta è racchiusa tutta la fede di Maria, che è inarrivabile perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore. La Madonna è beata perché ha creduto, ha detto “sì” a Dio con convinzione e con totale affidamento. Anche Elisabetta è beata perché ha creduto nella fede di Maria e nella sua grandezza, ha creduto che il Bambino che portava nel grembo era veramente il Figlio di Dio. Questo brano di Vangelo è uno dei più belli di tutta la Sacra Scrittura, meriterebbe di essere valorizzato maggiormente; penso, inoltre, che non si parli di Elisabetta con la dovuta comprensione e non le si attribuisca la dovuta grandezza nella Storia della fede.

Dopo Maria, Elisabetta è certamente la donna più significativa di tutta la Sacra Scrittura. Elisabetta, inoltre, ha trasmesso la sua fede in Cristo e in Maria a suo figlio Giovanni Battista che, pur non avendo mai incontrato Gesù e avendo vissuto per anni nel deserto, ne è il precursore, è colui che si è annientato tanto perché il Signore crescesse.