C’era una volta il Natale

Chi è entrato nel mondo negli anni Quaranta del secolo scorso, quando infuriava la prima guerra mondale, e negli anni successivi, caratterizzati dal freddo, dalla fame e dalla povertà, si ricorda bene con quale gioia ci si avvicinava alla notte di Natale, come se fosse un anticipo di paradiso da gustare fino in fondo.

La Messa di mezzanotte era l’appuntamento con il Cielo e noi, come i pastori, ci affrettavamo verso la Chiesa per rivivere la notte santa di Betlemme, mente noi stessi prendevano il posto degli angeli nel cantare la ninna nanna a Gesù Bambino.

Quella di Natale era una notte al freddo e al gelo, ma la luce della fede illuminava i volti e riempiva di gioia i cuori. nei quali il Salvatore del mondo trovava la sua dimora.

Rientrati dalla Santa Messa, intorno a una tavola, si mangiava quello che c’era e bastava poco per fare del Natale una grande festa, perché il Cielo si era aperto e Dio era venuto in mezzo a noi a condividere la nostra povertà, le nostre miserie e i nostri affanni.

Ora tutto è cambiato. Il Natale per la nostra società è divenuta una festa pagana, una fiera delle vanità, dove non c’è posto per la Santa Famiglia di Nazareth e neppure per gli angeli che cantano la pace e meni ancora per gli umili e miti di cuore che il mondo ignora e disprezza.

Noi però, che abbiamo la grazia inestimabile della fede, ben più preziosa delle vanità nelle quali gli uomini si perdono, dobbiamo ritornare al Natale vero, quello che ha vissuto la Santa famiglia di Nazareth, nella preghiera e nell’affidamento a Dio, e prepararci ad accogliere il Bambino Gesù e con Lui i doni inestimabili della pace e della gioia che il cuore desidera.

Trascorriamo interiormente il nostro Natale con Maria, Gesù e Giuseppe, portiamo ai nostri familiari, amici e conoscenti il sorriso dei Bambino Gesù e a questo mondo triste e senza speranza, diciamo anche noi, come gli angeli ai pastori: “Oggi è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo Signore”. Accorreranno alla grotta? Preghiamo perché gli occhi vedano e le orecchie sentano.