7. MARIA MADRE FEDELE

La Madonna è una madre che ha accolto con serietà il compito che l’Onnipotente le ha affidato, rispondendo fino in fondo alle aspettative divine. L’eccelsa grandezza di Maria non consiste soltanto nella missione sublime che ha ricevuto, ma anche nella fedeltà con la quale l’ha compiuta. La santità di una persona non dipende tanto dalla grazia dell’elezione, quanto dalla generosità della risposta. Anche Giuda era fra i dodici che sono stati scelti da Gesù come colonne della Chiesa, ma l’esito della sua vita è stato fallimentare. Prima di divenire la Madre della Chiesa, Maria ha ricevuto la chiamata straordinaria ad essere la Madre del Redentore. Se noi siamo stupiti di fronte all’umiltà dell’Altissimo, che si è abbassato fino a divenire uomo nel grembo di una donna, rimaniamo non meno ammirati dinanzi allo slancio d’amore col quale l’Ancella del Signore ha accolto la maternità. Dal momento in cui il Verbo si è fatto carne nel suo grembo, Maria si è totalmente dedicata a Lui con una dedizione materna costante e assoluta.

            Dalla grotta di Betlemme al Calvario la Madre è sempre accanto al Figlio. Si stringe il neonato al cuore, lo allatta, lo riscalda e lo protegge. Non lo perde di vista neppure per un istante e i suoi occhi trepidanti sono sempre fissi su di Lui. Lo segue giorno dopo giorno mentre cresce in sapienza età e grazia (cfr Lc 2,40). Durante i lunghi trent’anni dell’esilio in Egitto e del soggiorno a Nazareth, Maria è la Madre e l’Ancella del Signore, perché quel bambino che cresce e diventa uomo è il suo figlio, ma nel medesimo tempo è anche il suo Signore. Nei tre giorni in cui il giovinetto si perde a Gerusalemme, il suo cuore materno è straziato da un’angoscia profonda. Forse i due genitori pensavano di non aver bene adempiuto al loro compito di custodi del Redentore? La Madre non può trattenere un interrogativo venato da rimprovero: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco tuo padre ed io angosciati ti cercavamo” (Lc 2,48).

            Maria non è stata affatto assente o lontana da Gesù durante i tre anni della sua vita pubblica. Pur continuando ad essere la Madre, ha incominciato ad essere la prima discepola.  Quando era sola nella casa di Nazareth, pregava e trepidava per Lui. È Lei che a Cana esorta il Figlio a incominciare la sua missione e introduce i discepoli nella fede in Lui. Vediamo la Madre in mezzo alla folla che lo esalta (Lc 11,28) o, cosa assai più frequente, che lo disprezza e lo perseguita (Mc 3,21). Come poteva la Vergine fedele non essere presente nel momento culminante della Passione, quando il Figlio è stato immolato, portato come un Agnello al macello, per redimere i peccati del mondo? La Madonna ai piedi della croce è l’icona della fortezza e della fedeltà materne. Maria non distoglie il Figlio dal bere il calice di dolore del Padre, perché possa avere salva la vita. Al contrario lo beve insieme al Lui, fino all’ultima goccia, fedele al suo compito di Madre del Redentore.

            È questa dedizione materna, senza esitazioni e senza riserve, che ottiene a Maria di essere la Madre della Chiesa e di tutta l’umanità. Gesù vuole che gli uomini, nel travagliato pellegrinaggio della vita, siano accompagnati da una mano ferma che non li abbandoni mai. L’Ancella del Signore si prende cura di ogni uomo che Dio le affida con la stessa sollecitudine e amore con cui ha accompagnato Gesù durante tutta la sua esistenza. Ogni uomo è stato affidato a una madre fedele, che non verrà mai meno al compito che Dio le ha affidato. La madre terrene possono abbandonare i loro figli o dimenticarli. Questo non avverrà mai con la nostra madre celeste. Lei sarà sempre al nostro fianco e non sarà mai sorda alle nostre invocazioni. Anche se noi ci allontaniamo da Lei e ci dimentichiamo di essere suoi figli, Maria non verrà mai meno al suo compito di madre fedele e premurosa.