di Ester Palma – Corriere della Sera – 9 Novembre 2025
Corriere della Sera – 9 Novembre 2025
La comunicazione inviata dalla Segreteria di Stato vaticana ai cardinali lo scorso 6 novembre

Papa Leone XIV convocherà un concistoro straordinario di cardinali per l’inizio di gennaio 2026. Lo scrive il quotidiano cattolico statunitense National Catholic Register, citando una comunicazione inviata dalla Segreteria di Stato vaticana ai cardinali lo scorso 6 novembre. Il Concistoro, secondo quanto riferisce il periodico cattolico, si dovrebbe tenere nei giorni 7 e 8 gennaio 2026 e per Leone sarà il primo da Papa.
Cos’è il concistoro
Il concistoro è una riunione, formale e solenne, del Collegio cardinalizio, convocata e presieduta dal Papa per discutere questioni di rilievo per la Chiesa. La parola deriva dal termine latino «consistorium», ovvero «assemblea» o «riunione». Ora, mentre il concistoro ordinario (cui in genere partecipano soltanto i cardinali che vivono a Roma) riguarda questioni importanti, come la canonizzazione di santi o la nomina di nuovi cardinali, in quello straordinario, come questo, il Papa chiama a raccolta tutti i cardinali del mondo per trattare temi particolarmente gravi o che riguardano l’attività della Chiesa e per ricevere da loro consigli e proposte. Crescono quindi la curiosità e l’attesa sui temi che il Papa vorrà trattare nell’assemblea, che non sono stati ancora annunciati.
«Il percorso sinodale è in salita, ma non bisogna scoraggiarsi»
Leone comunque è tornato a parlare di percorso sinodale della Chiesa partecipando alla cerimonia religiosa in San Giovanni in Laterano per la Solennità della Dedicazione della Basilica Lateranense, definendolo «un
cammino in salita, ma per cui non bisogna scoraggiarsi». La Basilica, Cattedrale di Roma e «Madre e capo di tutte le chiese del mondo» fu realizzata 1700 anni fa da papa Silvestro I, su volontà dell’imperatore Costantino, che nel 313, aveva concesso ai cristiani la libertà di professare la propria fede e di esercitare il culto. «E’ stata usata spesso in questi anni, l’immagine del “cantiere” per descrivere il nostro cammino ecclesiale. È un’immagine bella, che parla di attività, creatività, impegno, ma anche di fatica, di problemi da risolvere, a volte complessi, ma con cui le nostre comunità crescono ogni giorno. La Chiesa di Roma, in particolare, ne è testimone in questa fase attuativa del Sinodo, in cui ciò che è maturato in anni di lavoro chiede di passare attraverso il confronto e la verifica “sul campo”. Gesù ci cambia, e ci chiama a lavorare nel grande cantiere di
Dio, modellandoci sapientemente secondo i suoi disegni di salvezza». E ha parlato anche dell’importanza della liturgia, «il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e la fonte da cui promana tutta la sua energia, in cui ci ritroviamo edificati come tempio di Dio e riceviamo forza per predicare Cristo nel mondo. La sua cura, pertanto, nel luogo della Sede di Pietro, dev’essere tale da potersi proporre ad esempio per tutto il popolo di Dio, nel rispetto delle norme, nell’attenzione alle diverse sensibilità di chi partecipa, secondo il principio di una sapiente inculturazione, ma anche nella fedeltà allo stile di solenne sobrietà tipico della tradizione romana».