20. «Siate le mie mani di pace e di preghiera» (25 febbraio 2025)

Questo Messaggio è uno spunto per riflette sul nostro rapporto con la Madonna. In generale i credenti si rivolgono a Maria come i figli alla madre, per chiederle le grazie e l’aiuto di cui abbiamo bisogno. La Madonna è contenta di questo rapporto affettuoso e nell’apparizione a Rue du Bac a Parigi le mani della Vergine erano ornate di anelli tempestati di pietre preziose che proiettavano raggi di luce di diversa intensità e colore verso il basso. La Madonna spiegò a Caterina Labouré che quei raggi erano “il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me lo domandano”; quelli che non brillavano erano le grazie che la Madonna avrebbe concesso ma che non sono state chieste. Difatti, dopo la Celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Rue du Bac si forma una lunga fila di fedeli che si accostano alla statua della Madonna per chiedere le grazie di cui hanno bisogno proprio perché lei stessa ha detto che tutte le grazie che vengono chieste davanti a quell’altare verranno concesse.

Il rapporto con Maria non può limitarsi a chiedere grazie, anche se capisco che venga spontaneo visto che è Madre di Cristo e quindi anche Madre nostra. Bisogna fare un passo avanti e, come lei stessa ci ha esortato a fare, dobbiamo cambiare interiormente e riprodurre in noi la sua immagine di Ancella del Signore. La Madonna vuole che le assomigliamo interiormente e a Medjugorje ha detto di essere le sue mani, il suo cuore, le sue parole, il suo amore, la sua luce.

Riflettere in noi l’immagine di Maria è una tappa fondamentale e perfino necessaria per essere immagine viva di Cristo. San Paolo nella sua esperienza personale ha detto: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Il punto finale dell’itinerario spirituale è che Cristo viva in noi in tutte le dimensioni del nostro essere, nei pensieri, nelle parole, nei comportamenti. Effettivamente i santi riflettono una parte dell’immensa santità di cui Cristo è ricolmo.

Per arrivare a questo c’è un itinerario che dev’essere fatto con la Madonna: più diventiamo simili a lei e più diventiamo simili a Gesù Cristo. Questo cammino deve realizzarsi e concretizzarsi imitando alcune virtù che sono proprio caratteristiche della Madonna, quelle virtù che evidenziano la sua pienezza di grazia. La prima virtù è l’umiltà. Se la Madonna non fosse un abisso di umiltà, Dio non avrebbe potuto ricolmarla di tutti i doni di cui l’ha ricolmata, non avrebbe potuto portarla a un livello di santità che per noi è irraggiungibile, oltre che impensabile. La Madonna è stata preservata dal peccato originale in vista dei meriti di Cristo.

L’umiltà di Maria è una virtù straordinaria ma è molto difficile da realizzare nella vita; lei si è guardata nella luce di Dio, si è riconosciuta creatura davanti al Creatore ed è rimasta sempre in questa umiltà. Se vogliamo diventare immagine di Maria dobbiamo partire proprio da questa virtù; per essere persone umili bisogna affidarsi alla grazia dello Spirito Santo. Se non si fa attenzione agli inganni della carne, la nostra volontà di essere umili viene inficiata dalla nostra volontà di prevalere ed essere più santi degli altri. Essere umili è un mistero di grazia che dev’essere chiesto con la preghiera e va esercitato nell’accettare di essere persone nascoste, disprezzate, umiliate. L’umiltà è un cammino in cui bisogna farsi prendere per mano dalla Madonna. Una volta raggiunta l’umiltà spontanea e la consapevolezza che tutto viene da Dio, che siamo servi inutili e senza Dio non potremmo fare nulla, tutte le altre grazie ci vengono date in sovrabbondanza perché nessuna grazia che ci viene data non la useremo per emergere.

Molte usiamo le grazie che Dio ci concede per metterci al di sopra degli altri. Imploriamo dalla Madonna la grazia immensa dell’umiltà con cui diventiamo come lei capaci di ricevere tutte le altre grazie e di diventare sua immagine. Dobbiamo chiedere e custodire la grazia di metterci alla scuola dell’imitazione di Maria, per fare in modo che la sua immagine sia riflessa nella nostra vita, nel nostro cuore, nella nostra anima, nei nostri occhi, nelle nostre parole, nei nostri pensieri. L’umiltà è una virtù di cui oggi si parla poco ma è la chiave di tutte le altre.

La purezza è un’altra virtù caratteristica di Maria. Intendo soprattutto la purezza dei sentimenti. È certamente un cammino spirituale lungo, ma quanto è bello sperimentare questa grazia che tanti santi e tante sante hanno vissuto e testimoniato al mondo. Ci sono delle figure splendide di sante della purezza, esempi di vita da seguire e da imitare: Santa Maria Goretti, Santa Cecilia, Sant’Agnese, Santa Lucia. Si tratta di persone che hanno praticato la purezza dell’anima, dei pensieri, dei sensi, dei sentimenti, del linguaggio, degli sguardi. Oggi più che mai c’è bisogno di questa luce, dobbiamo pregare e supplicare Dio perché ci dia la grazia di essere umili e puri come Maria.

Maria, come abbiamo già detto, è un abisso di virtù ma ce n’è un’altra che l’umanità di oggi deve necessariamente chiedere ed è la dolcezza. La Madonna è una madre dolcissima, ha il cuore tenero e compassionevole per i suoi figli, si prodiga per chi ha bisogno, per chi è nella miseria, per chi ha fame, per chi è lontano da Dio e vive nel buio spirituale. Si tratta di una dolcezza che si riflette nel sorriso, negli sguardi, nel linguaggio. Santa Caterina da Siena aveva parole vigorose e tremende quando era necessario, ma le pronunciava con una dolcezza infinita; si narra che avrebbe raccolto delle arance, poi candite, da portare a Urbano VI. Il dono voleva dimostrare al Papa, conosciuto per il suo difficile carattere, che anche un frutto aspro potesse potenzialmente divenire dolce.

Non basta chiedere alla Madonna le grazie, il nostro rapporto con lei non può esaurirsi unicamente in questo; bisogna che la Madonna sia viva in noi. Come San Paolo scrive «Cristo vive in me» noi dobbiamo dire «Maria viva in noi», nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, nelle nostre mani, nel nostro cuore, nel nostro sguardo, nel nostro sorriso.

Se Maria è viva in noi possiamo raggiungere la pienezza di Cristo in noi stessi.

«Cari figli! Questo tempo primaverile sia per voi l’esortazione alla conversione personale affinché con le vostre vite possiate amare e pregare Dio al di sopra di ogni cosa, per tutti coloro che sono nel bisogno. Figlioli, siate le mie mani di pace e di preghiera, siate amore per tutti coloro che non amano, non pregano e non vogliono la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 febbraio 2025 (Con approvazione ecclesiastica)