15. «Offritemi le preghiere, le sofferenze e le lacrime per la conversione dei cuori»
(25 marzo 2025)

Questa è una richiesta che la Madonna ha fatto in tante apparizioni; a Lourdes, ad esempio, ha chiesto preghiere per la conversione dei peccatori. È uno dei temi più ricorrenti nei Messaggi della Madonna a Medjugorje, tanto che la Gospa stessa ha dedicato un lungo ciclo di Messaggi del 2 del mese attraverso la veggente Mirjana, proprio per sensibilizzarci alla preghiera e alla testimonianza per coloro che non conoscono l’amore di Dio. Il motivo della scelta del due del mese è perché il 2 febbraio si celebra la festività della Presentazione di Gesù al Tempio ed è in quell’occasione che il saggio Simeone svela a Maria che una spada le avrebbe trapassato l’anima perché quel Bambino non sarebbe stato accettato da molti e, anzi, sarebbe stato una pietra d’inciampo.

I Messaggi del 2 del mese sono cessati nel 2020, dal 2 agosto 1987, e in tutto questo tempo la Madonna ci ha orientati a essere le sue mani, il suo cuore, i suoi occhi protesi verso coloro che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte. Questo incarico di offrire preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori, è un compito che ci coinvolge tutti; bambini, anziani, adulti, malati, tutti possono pregare e offrire sacrifici per la conversione dei peccatori. La salvezza dell’anima è la cosa più importante. Perdere l’anima non è poi così difficile, è un processo graduale: dapprima si smette di pregare e quindi si perde il contatto con Dio, ci si allontana dalla luce della Verità, si perde la percezione di essere creature dipendenti dal Creatore. Senza preghiera gonfiamo noi stessi, crediamo di essere padroni del mondo e della nostra vita e quindi di poter disporre del tempo che abbiamo come vogliamo, accantonando l’idea della morte come compagna di viaggio che ci ricorda che non ci siamo dato la vita noi e quindi non possiamo disporne come vogliamo.

Questa deriva inizia con l’abbandono della preghiera e ne consegue l’abbandono della fede. La Madonna ha detto che la fede è come quel fiore che per essere bello ha bisogno quotidianamente dell’acqua, allo stesso modo è la preghiera che alimenta, tiene viva e rafforza la fede. Se abbandoniamo la preghiera perdiamo la fede e diventiamo degli atei pratici; perdiamo anche i riferimenti interiori che Dio ci ha dato e cioè la voce intima della coscienza che viene sepolta dalle vanità del mondo e di conseguenza non sentiamo più nemmeno la pericolosità del male che commettiamo, proprio perché l’abbiamo tacitata. Lo scivolamento verso l’abisso avviene gradualmente e diventa sempre più veloce. Negli ultimi trent’anni la nostra generazione ha perso la fede, ha perso la visione cristiana della vita e i riferimenti dei Comandamenti, guida morale impressa nel cuore di ciascuno di noi. È accaduto che, senza argini morali di bene, il male è uscito dai cuori e dilaga nella società in maniera evidente e preoccupante.

L’odio nei cuori è talmente forte che non si riesce a fermare nemmeno con interventi esteriori di ogni tipo. Dopo che satana lo ha scardinato e vi ha preso dimora, il cuore è diventato come un vulcano che erutta odio. Ci troviamo quindi in un mondo in balìa del male, della violenza, della superbia, della malvagità, dell’odio e nessuno sa da che parte girarsi. Tutti gli argini sono distrutti e il mondo va verso l’autodistruzione. Giorno dopo giorno, se lasciamo uno spiraglio per farlo entrare, satana ci avvolge nei suoi lacci fino a immobilizzarci; chi fa il peccato ne diventa prigioniero. Già la Madonna aveva detto a Fatima che molti vanno all’inferno, a Medjugorje ha detto che satana miete le anime. Il diavolo ha sempre operato nel corso della Storia anche se abbiamo provato a fare dell’inferno un argomento tabù e molti sono arrivati perfino a dire che è vuoto. L’inferno c’è anche se lo abbiamo eliminato dai nostri pensieri e dal nostro linguaggio, è verità di fede ed è una verità esistenziale, è qualcosa che capiamo e sperimentiamo dentro di noi.

Quando ci si indurisce nel peccato e si diventa cattivi, il male diventa parte di noi e anziché essere immagine di Maria, siamo immagine di satana. Al momento della morte, quando dobbiamo rendere conto del bene fatto e del male commesso, davanti a Dio l’anima si rende conto della sua situazione e – da se stessa – va da chi ha sempre seguito; se si è indurita nel male, quell’anima andrà direttamente da satana. Questa è una Verità di fede su cui non si possono avanzare dubbi, altrimenti di attenterebbe alla fede dogmatica, evangelica, cattolica. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice molto chiaramente che chi muore in stato di peccato mortale va all’inferno.

In questa luce comprendiamo per quale motivo la Madonna ci supplica in questo modo: «offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori». Chi è in peccato mortale preghiera è in una situazione di morte spirituale e da se stesso non può convertirsi, è necessario che Dio conceda grazie di conversione alle quali c’è chi risponde e chi no. Dio ha vincolato il dono di grazie di conversione anche alla nostra cooperazione, vuole che siamo cooperatori dell’opera della Redenzione che Gesù Cristo ha realizzato e che è stata legata al nostro apporto, pur essendo per se stessa già traboccante. Dio ha legato la conversione alla predicazione, alla testimonianza, alle nostre opere di carità; in particolare, gli strumenti di conversione che la Madonna ha raccomandato sono proprio la preghiera, la sofferenza e le lacrime.

Ogni giorno dobbiamo pregare per i peccatori, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio, per i nostri persecutori. La preghiera è uno strumento alla portata di tutti ed è formidabile per salvare la nostra anima e le anime che si perdono. Dovremmo, in concreto, riempire la giornata di preghiere, dare meno spazio alle vanità e alle cose inutili. A che cosa serve stare ore e ore davanti alla televisione? «Sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi – siete distratti e non riuscite a pregare» ha detto la Regina della pace l’8 dicembre 1981. I momenti di svago sono certamente utili, specialmente quando si è a contatto con la natura, quando ci dedica alla lettura di un libro edificante o quando si guardano programmi in televisione che siano buoni. La Madonna ci ha chiesto di recitare tutte e quattro le Corone del Rosario ogni giorno, mettendo un’intenzione per ogni mistero. Se mettessimo in pratica questa richiesta faremo del bene anzitutto a noi stessi, alla nostra anima che con la meditazione e l’enunciazione dei misteri si eleva a Dio, e poi agli altri, alla conversione di chi è lontano.

La preghiera è un’opportunità di salvezza sicura e alla portata di tutti. Con la preghiera possiamo realizzare degli obiettivi per i quali vale veramente la pena vivere, anche salvare un’anima sola. Con la recita del Rosario quotidiano possiamo salvare innumerevoli anime. Siamo benefattori del genere umano perché incrementiamo il regno di Dio, le anime che si salvano e arricchiamo noi stessi perché quando andremo in Paradiso non ci verrà chiesto l’ammontare del nostro conto corrente, dovremo rispondere delle anime che abbiamo contribuito al salvare oltre alla nostra. Pensiamo se, anziché perdere tempo sul web a leggere contenuti molte volte inutili, avvilenti, squallidi, ci dedicassimo alla preghiera, al dialogo intimo con Dio. Chi persevera si apre sempre di più all’oceano di grazia che Dio concede e, come ha detto la Regina della pace, già in questa vita può gioia del Paradiso.

La Madonna, poi, chiede di offrire le sofferenze. Pensiamo a quante sofferenze spirituali, morali, e fisiche ci affliggono. Il dolore è uno strumento di Redenzione. Attraverso il dolore Cristo ci ha salvato, ci ha redenti. Invece di lamentarci, accettiamo il dolore e offriamolo a Dio; in questo modo purifichiamo noi stessi, ci eleviamo e aiutiamo gli altri. Unendo le nostre sofferenze a quelle di Cristo, otteniamo grazie di salvezza e di conversione per le anime.

Le lacrime di cui parla la Regina della pace in questo Messaggio sono quelle versate per le anime che si perdono. Dobbiamo avere il sentimento di compassione, commuoverci per chi soffre nell’anima, nel cuore, per le malattie, per la fame, per le guerre. Le sofferenze sono immani.

Uniamoci alla preghiera di Gesù, alle sue sofferenze, alla sua compassione per le anime che si perdono. Tutto questo rafforza la nostra intima unione con il Signore e la Madonna ha ripetuto tantissime volte questo invito. Se ci fossero più anime pronte a rispondere, a pregare, a offrire sofferenze, a essere compassionevoli per coloro che si perdono, il mondo si trasformerebbe e avremmo la pace senza aver bisogno di passare attraverso il travaglio del tempo dei Segreti.

Ciascuno faccia la sua parte e cioè si converta, intraprenda un cammino spirituale fruttuoso, militi nella testimonianza della fede. In questo modo saremo più felici, più contenti e potremo guardare a noi stesso con lo stesso sguardo benevolo con cui Dio ci guarda. Così facendo la nostra vita diventa un faro, una luce, una benedizione per tutti. Incamminiamoci su questa strada. La Madonna cerca anime disposte ad aiutarla.

«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui siete chiamati alla conversione, vi esorto, figlioli, offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori che sono lontani dal cuore di mio Figlio Gesù. Pregate con me, figlioli, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite Sì a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 marzo 2025(Con approvazione ecclesiastica)