14. «Stare bene nei cuori e sulla Terra» (25 aprile 2025)

In questo Messaggio la Regina della pace fa una sorta di promessa: se torniamo a Dio e alla preghiera potremo stare bene nei cuori e sulla Terra, cioè sia dal punto di vista esistenziale sia dal punto di vista dei rapporti umani fra le persone e fra i popoli, ci sarà la pace e la convivenza felice. Tutto questo avviene se noi ritorniamo a Dio e alla preghiera. La Madonna, praticamente, ci dice che con Dio si sta bene, ma il diavolo è riuscito a deviare il mondo di oggi. Satana è un produttore seriale di menzogne con le quali uccide; l’inganno più efficace che il diavolo è riuscito a diffondere nella società, al punto tale da farne uno slogan, è che senza Dio si vive meglio. Questo slogan viaggia sulle onde dell’etere e si diffonde tra la gente ormai da una trentina di anni tant’è che, con un processo di apostasia silenziosa, la fede è stata abbandonata.

La società è cambiata profondamente, ormai le famiglie non iscrivono nemmeno più i bambini a Catechismo rimandando così i Sacramenti a quando saranno adulti e potranno scegliere; in questo modo vengono allontanati dalla fonte delle risposte esistenziali che l’uomo si pone da sempre e in tutto il corso della vita. È nella Parola di Dio che troviamo il senso della vita, del dolore, della morte. Le famiglie si sono allontanate dalla Chiesa e, di conseguenza, allontanano i bambini come se la religione fosse una favola, come se i sacerdoti e i catechisti li deviassero inculcando loro credenze ormai superate. La Madonna ha detto che satana si prende gioco di noi, eccome!

Ormai lo slogan del diavolo “senza Dio si vive meglio” si è intessuto nella società, le chiese si sono svuotate, i Sacramenti celebrati sono pochissimi, il numero dei bambini battezzati è sempre più in calo, così come i Matrimoni in chiesa e le iscrizioni al Catechismo. Chiediamoci: è vero che senza Dio si vive meglio? È vero che il mondo è più felice? Guardiamoci intorno: regnano la violenza, la prepotenza, l’empietà, la cattiveria. Il fango maleodorante sta inghiottendo la società, il livello della palude è sempre più alto. Il peccato sovrabbonda.

Avendo messo in pratica lo slogan del diavolo, il risultato che abbiamo ottenuto è che siamo diventati dei gusci vuoti, degli spettri vaganti, siamo cadaveri che camminano! Il mal di vivere ormai ha contagiato tutti i livelli della società. Con lo slogan “senza Dio si vive meglio” la società è diventata come la Terra se non ci fosse più il Sole: gelida, inabitata, buia, tetra, spaventosa. Senza Dio la vita diventa una fatica inutile. La vera felicità sta in chi crede in Dio, in chi lo ama, lo prega, lo serve, si apre al suo amore e si lascia irradiare dalla sua luce. La Madonna ribalta lo slogan del diavolo e ci dice che con Dio si è felici, con Dio si è in pace, con Dio siamo protetti, con Dio non temiamo alcun male! Senza Dio si vive male, con Dio si vive meglio.

Dio ci ha creati a sua immagine e ci ha orientati a Lui. Il cuore umano anela a Dio, alla pace, all’amore. Sant’Agostino diceva che il cuore umano cerca Dio ed è inqueto finché non riposa in Lui. Siamo stati creati per essere abitati da Dio, dal suo amore, dalla sua pace, dalla sua gioia. Quando portiamo la croce con pazienza, tolleriamo le angherie degli altri, sopportiamo la malattia, combattiamo per il bene, c’è una realtà esistenziale che è la carne viva del cuore, non c’è spazio per le illusioni. Chi finge di essere felice, chi sorride esternamente ma ha il cuore inquieto, crolla facilmente alla prima difficoltà. Quelli che sono radicati in Dio sono come i cedri del Libano, non cadono nemmeno con le tempeste più violente.

Questa espressione della Regina della pace è meravigliosa: se torniamo a Dio e alla preghiera stiamo bene nei cuori ed è la cosa più importante dal punto di vista esistenziale, è uno stare bene di qualità! Tornando a Dio e alla preghiera stiamo bene veramente, sperimentiamo la gioia del Cielo, riceviamo da Dio delle gocce d’amore che superano ogni dolcezza possibile e immaginabile. Pregare, adorare il Santissimo Sacramento, ricevere la Santa Comunione, stringere Gesù nel proprio cuore, sono raggi di Paradiso che scaldano e illuminano il cuore. La gioia di credere non è un’illusione; il nostro cuore riceve veramente ciò per cui è stato creato: l’amore di Dio che si riversa, poi, sugli altri. Chi vive in questo modo irradia la luce di Dio, salva gli altri. La Madonna invita queste persone a resistere e a non permettere al male di prevalere.

D’altra parte, questa è proprio l’esperienza di chi si converte. Prima della conversione il cuore è tormentato. Il Manzoni descrive mirabilmente l’inquietudine dell’Innominato che passa la notte interrogando se stesso sul senso della vita, sulla realtà del peccato in cui viveva, sulla grazia della redenzione, finché poi, pentito, decide di andare dal Card. Borromeo da cui riceve l’assoluzione dei peccati. Il perdono di Dio è una gioia incommensurabile, non la si può descrivere. Si tratta di esperienze esistenziali profonde, vere, bellissime, autentiche. Non sono illusioni. “Senza Dio si vive meglio” è un inganno satanico che causa il male di vivere. La Madonna più di una volta ha detto che con Dio stiamo bene, siamo felici, che possiamo godere già su questa Terra un pezzetto di Paradiso. La Regina della pace ha contrastato la menzogna di satana secondo cui senza Dio si sta meglio; è una trappola in cui sono caduti tanti cristiani che si sono arresi davanti a satana e non chiedono più i Sacramenti per i loro figli, rimandandoli all’età adulta, quando saranno come alberi storti che non si riescono più a raddrizzare.

Torniamo a Dio e alla preghiera. Dio è amore, verità, gioia e pace. Cambiamo vita, spalanchiamo il nostro cuore a Dio e sperimenteremo il Paradiso già sulla Terra.

«Cari figli, i venti dell’inquietudine, dell’egoismo e del peccato afferrano molti cuori e li guidano all’inquietudine e alla perdizione. Perciò vi invito, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera affinché possiate star bene nei cuori e sulla Terra sulla quale vivete. Vi amo, figlioli e perciò non mi stanco ad invitarvi alla conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».  (Con approvazione ecclesiastica)