Nome: Santa Teresa di Lisieux

Titolo: Vergine e dottore della Chiesa

Nome di battesimo: Marie-Françoise Thérèse Martin

Altri nomi: Santa Teresa di Gesù Bambino

Nascita: 3 gennaio 1873, Alençon

Morte: 30 settembre 1897, Lisieux

Ricorrenza: 1 ottobre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Beatificazione:
29 aprile 1923, Roma, papa Pio XI

Canonizzazione:
17 maggio 1925, Roma, papa Pio XI

Luogo reliquie: Cappella del Carmelo di Lisieux

Il 2 gennaio 1873, verso mezzanotte, la casa di Giuseppe Stanislao Martin e di Zelia Guerin fu rallegrata da un nuovo olezzante fiorellino: Maria Teresa, che univasi a completare il mazzo di fiori di quei fortunati genitori.

La bambina crebbe delicata, vispa e graziosa, bella agli occhi di Dio e degli uomini. Nei primi anni della sua esistenza rimase orfana della mamma, e fu educata dal padre e dalle sorelle.

Santa Teresa all’età di 8 anni
Foto d’epoca

Nel 1887, a 14 anni, Teresa chiese di entrare nel monastero delle Carmelitane, ma non le fu concesso perché era ancora troppo giovane.

Non si scoraggiò e, nell’anno appresso, partì con suo padre per Roma, e là, inginocchiata ai piedi del Pontefice, gli disse:

«Santo Padre, per onorare il vostro giubileo, permettetemi di entrare nel Carmelo a 15 anni».

«Entrerete se il buon Dio vorrà», rispose il Papa.

Il 9 aprile 1888, dopo giorni di preghiere e di mortificazioni, le porte del Carmelo di Lisieux si aprirono a ricevere la giovanetta.

Il 10 giugno 1890 vestiva l’abito del Carmelo; e l’8 settembre del 1890 emetteva i santi voti, prendendo il nome di Suor Teresa del Bambin Gesù.

Entusiasta del bello, avrebbe voluto dipingere e comporre versi, essere la suora sagrestana per rimanere vicina a Gesù ed occuparsi dei sacri lini; invece l’ubbidienza la incaricò di lavare e rammendare gli abiti.

Il freddo era intenso, i cibi molto comuni. Teresa, di delicata costituzione, soffriva ma non si lamentava. Con la semplicità d’una bambina diceva di essere il giocattolo di Gesù.

Così trascorse nove anni in religione: ubbidienza, preghiera, sacrificio erano il suo programma.

Nell’aprile del 1895 ebbe come un presentimento della sua partenza:

«Io morrò presto», diceva. «Non ho offerto al buon Dio che l’amore, ed Egli mi restituirà l’amore. Dopo la mia morte farò cadere sul mondo una pioggia di rose. Voglio insegnare la mia piccola via agli uomini, voglio dir loro che vi è una piccola ma una gran cosa da fare quaggiù: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici».

La giovane carmelitana, sul letto della sua ultima malattia, era affranta dal dolore:
«Soffro», diceva semplicemente. «È l’agonia senza mescolanza di consolazioni. Mi manca l’aria della terra; quando respirerò l’aria del Paradiso? Madre mia, il calice è al colmo. Non avrei creduto poter soffrire tanto».

Era sera e la campana del Carmelo suonava l’Angelus: Suor Teresa fissò lo sguardo sull’Immacolata e sul Crocifisso, e dopo una breve pausa esclamò: «Oh! Dio, vi amo…», e le sue labbra tacquero per sempre.

Era il 30 settembre 1897.

Teresa di Lisieux fu inizialmente sepolta nel cimitero municipale di Lisieux, nella parte riservata al Carmelo, il 4 ottobre 1897. In seguito il suo corpo fu riesumato il 6 settembre 1910 per ragioni legate al processo di beatificazione, traslato in un loculo più adeguato nel medesimo cimitero. Infine nel 1923, poco prima della sua beatificazione, i suoi resti furono trasferiti definitivamente alla cappella del Carmelo a Lisieux, dove si trovano tuttora sotto una statua che la rappresenta “dormiente nella morte”.

PRATICA. S. Teresina ha scritto il libro della sua vita, «Storia di un’anima», ove insegna la sua «piccola via»: leggiamolo.

PREGHIERA. O Signore, che hai detto: Se non diverrete come fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli, concedi, te ne preghiamo, che seguendo le orme della vergine Teresa nell’umiltà e nella semplicità del cuore, possiamo conseguire i premi eterni.