di Redazione Esteri – Corriere della Sera – 12 Settembre 2025

Il 29enne Hunter Kozak stava discutendo con l’influencer proprio di sparatorie di massa: «All’inizio ho pensato a un petardo. Quello che è successo è intollerabile»

Kirk lancia cappelli prima dell’inizio del suo evento alla Utah Valley University (Ap)

Aveva già partecipato ad eventi di Charlie Kirk, l’ultimo poche settimane fa a Tampa, in Florida. Quando ha saputo che l’attivista conservatore avrebbe parlato alla sua università, ha deciso subito che sarebbe stato presente.

Hunter Kozak, 29enne a sua volta attivista – democratico, studente di matematica e filosofia – sui social, si è messo in coda con la moglie sul prato della Utah Valley University di Orem un’ora e mezza prima che il dibattito con Kirk iniziasse. La sicurezza lo ha fatto arrivare fino alle transenne dopo avergli chiesto quale domanda volesse rivolgere all’ospite dell’ateneo. 

«E non sarebbe potuta essere una domanda peggiore», ha detto Kozak al New York Times: perché quando Kirk è stato colpito fatalmente, i due stavano dibattendo proprio di sparatorie di massa. Kozak aveva valutato di parlare di Epstein, o di gender, ma poi ha deciso per le stragi con armi da fuoco, anche perché suo fratello è stato coinvolto in passato in uno shooting. 

Quando il colpo è stato esploso «pensavo fosse un petardo», spiega Kozak. Ma ha impiegato qualche frazione di secondo a rendersi conto di cosa fosse davvero successo: «Ho visto il sangue, mi sono buttato a terra e ho cercato di allontanarmi dal palco», racconta al Washington Post. «Ho pensato: è un assassinio, Charlie era il bersaglio ed è morto»

Kozak è tornato a casa dai suoi due bimbi, la seconda nata la scorsa domenica. Non ha risposto ai molti messaggi che gli sono arrivati da familiari, amici e follower (ne ha 34 mila su TikTok), per timore di esporsi.

Ma, passate 24 ore, si è fatto avanti proprio sui social: «Per quanto fossi in disaccordo su tutto con Kirk, una cosa mi accomunava a lui: la voglia di confrontarsi con chi non la pensa come me, il dibattito libero». Ha poi riflettuto sul fatto che lui, come Kirk, ha una famiglia, sul fatto che sono coetanei: «Era un padre, come me. Un essere umano. Quello che è accaduto è intollerabile»

La moglie di Kozak stava riprendendo il botta e risposta con Kirk, e ha consegnato i video alla polizia. Nel frattempo, sui social molti hanno puntato il dito contro Kozak, alcuni account di destra dopo l’attacco hanno indicato in lui il possibile colpevole. Quello vero, il 22enne Tyler Robinson, è stato arrestato dalla polizia. 

Non ha molto altro da dire, Kozak: «Sono devastato. I miei pensieri vanno alla famiglia di Charlie».