
Cari amici,
l’Eucarestia è il cuore della fede. La Madonna fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha scelto questa parrocchia per guidarla e ha iniziato proprio mettendo al centro l’Eucarestia.
A Medjugorje la Madonna ha voluto che la gente partecipasse alla Santa Messa quotidianamente, mettendola al centro della giornata. L’Eucarestia è una realtà da vivere concretamente, ce lo insegna la Regina della pace.
Domandiamoci: che cos’è la Santa Messa per noi? Guardandoci intorno possiamo ben affermare che la Santa Messa non è frequentata dai cristiani con l’intensità e la regolarità che la grandezza del Sacramento richiede. Nell’Eucarestia si riceve la forza di Cristo, la Sua reale presenza. Ricevendo l’Eucarestia si riceve Cristo Vivo nella totalità della sua persona divina e nelle pienezza di grazia della sua natura umana.
Nell’Eucarestia andiamo alle fonti della grazia che ci dà la forza di migliorare in tutto. Ogni volta che si partecipa alla Santa Messa e ogni volta che si riceve la Comunione, ci si accosta a Cristo. Se non si è in grazia di Dio, è necessario confessarsi. La Confessione è l’altro Sacramento che la Madonna ha messo al centro della vita cristiana. Ciò che caratterizza Medjugorje sono proprio questi due Sacramenti: Confessione ed Eucarestia.
Tutte le altre devozioni come il Santo Rosario, l’Adorazione Eucaristica, i pellegrinaggi, fanno da contorno a queste due fonti di grazia inesauribili che sono il Sacramento della Confessione, con il quale otteniamo il perdono dei peccati e il Sacramento dell’Eucarestia, con cui veniamo assimilati a Cristo Risorto.
Il diavolo è stato abile a diffondere menzogne secondo le quali partecipare alla Santa Messa e ricevere la Santa Comunione sia superfluo, inutile. La menzogna dilagante del “basta credere” ha screditato i Sacramenti. Il Cristianesimo è ben altro, è necessario ricevere i Sacramenti per essere uniti a Cristo!
Non c’è paragone fra la preghiera personale e la grazia dell’Eucarestia e della Confessione. Come possiamo dirci cristiani se non ci confessiamo e non riceviamo l’Eucarestia? Pregando solamente per conto proprio ci si separa dalla Chiesa che è il Corpo mistico di Cristo alla quale ci si unisce innanzitutto con il Sacramento del Battesimo e poi con gli altri Sacramenti.
L’Eucarestia e la Confessione sono i Sacramenti che alimentano la vita cristiana. Senza di essi siamo come fiori senz’acqua. La Madonna ha fatto di tutto per farci comprendere l’importanza della centralità dell’Eucarestia nella nostra vita quotidiana.
Dobbiamo guardarci dentro ed esaminarci: che posto ha la Santa Messa nella nostra vita? Dalla risposta a questa domanda possiamo misurare la portata della nostra fede e l’intensità della vita cristiana. Se l’Eucarestia non ha un posto centrale nella nostra settimana (o nella nostra giornata), significa che siamo molto indietro nel cammino di santità perché manca la grazia necessaria per fare questo cammino.
Dobbiamo vivere la Santa Messa domenicale al di là del Comandamento “ricordati di santificare le feste”, deve essere una piacevole abitudine, un desiderio dell’anima, un appuntamento al quale non vogliamo mancare.
Chiediamoci anche: come partecipiamo alla Santa Messa? In che stato esistenziale dell’anima ci accordiamo al Sacramento dell’Eucarestia? Qual è il nostro rapporto con il Pane Vivo disceso dal Cielo?
Vi consiglio di leggere i capitoli de l’Imitazione di Cristo dedicati proprio all’Eucarestia per capire appieno l’intensità con cui ci dobbiamo accostare a questo Sacramento.
Con la Consacrazione il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, Gesù è realmente presente nel Santissimo Sacramento. Genuflettiamoci davanti al Tabernacolo; accostiamoci alla Comunione in grazia di Dio, con fede, con il cuore pieno di gioia per l’incontro con Gesù; ringraziamolo per essere venuto a noi nella Santa Comunione; sostiamo davanti al Santissimo Sacramento nel silenzio della preghiera intima.
La Santa Messa è per eccellenza la preghiera della Chiesa, è la celebrazione del Mistero della Redenzione. La salvezza del mondo è avvenuta con il sacrificio di Cristo sulla Croce e con la sua gloriosa Resurrezione.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”