di Alice D’Este – Corriere della Sera – 12 Luglio 2025

Andrea Falcone malato da anni, la madre: «Quando ho visto l’alert mi sono emozionata, è come se lui fosse ancora presente. È morta la malattia, non lui»

Andrea Falcone è morto il 7 luglio, pochi minuti prima della mezzanotte, a Preganziol (Treviso), dopo cinque anni dalla scoperta del sarcoma di Ewing. La mattina successiva, il giorno del compleanno di sua mamma Grazia Di Bari, nel telefonino di Andrea è squillata una sveglia: «Buon compleanno mamma», diceva il testo. Un promemoria, certamente. Ma dietro quel semplice alert anche un simbolico messaggio postumo,  lasciato da Andrea appositamente per la mamma, e recapitato in un modo inusuale. «Per me è stata una grande emozione – dice Grazia Di Bari, mamma di Andrea – quando ho aperto gli occhi ho trovato la scritta che si illuminava sul telefono, come se ci fosse lui a darmi quel messaggio in quel momento».

La famiglia di Andrea è da sempre molto religiosa. La madre Grazia e il padre Vincenzo non hanno mai smesso di pregare, durante l’evolversi della malattia del figlio, scoperta quando Andrea aveva 14 anni, durante una visita di controllo nel 2020 per un nodulo sulla schiena. «Andrea all’inizio si arrabbiava molto – racconta Grazia, insegnante di religione – mi diceva: “perché reciti il rosario? Non vedi che non serve a nulla e sto sempre peggio? Era agnostico anni fa. Poi la sofferenza l’ha cambiato». Durante la malattia e le cure prima a Padova poi a Treviso Andrea non aveva mai mollato, aveva continuato a studiare al liceo delle Canossiane e aveva affrontato le cure con tutta la sua forza. «Andrea era un guerriero – dice la mamma – ad ogni “caduta” si rimetteva in piedi. Dopo le chemioterapie, ad esempio, è riuscito a guidare di nuovo, ad andare in moto. «In alcuni momenti il dolore era tale che non si riusciva a tenere a bada nemmeno con la morfina ad alto livello – dice la mamma – ma lui non ha mai smesso di combattere, con il corpo e con lo spirito. Oggi la malattia è morta, lui no».

Nell’ultimo periodo, poco prima della fine, la fede di Andrea era infatti diventata più stabile, quasi inscalfibile. «In poco tempo è cambiato tutto – dice Grazia – nell’ultimo mese prima della sua morte era lui che mi preparava alla fine. Mi diceva: “Mamma la mia vita qui è finita, la sofferenza mi è servita per capire le cose fino in fondo. La mia missione non è più su questa terra, ma ora sono preoccupato per te. Se non potrò darti dei segni della mia esistenza dopo la morte come farò a consolarti?». Ed è anche per questo che, di fronte all’alert di auguri, Grazia si è commossa nel profondo. «Gli dicevo sempre: “Quando morirai non ce la farò a stare senza di te fisicamente, dammi dei segni, per alleviare il mio dolore”. So che sembra assurdo ma credo che me li stia dando e il pensiero mi conforta molto». 

E ancora: «Ma anche quando era ancora in vita era lui a consolare me. Mi diceva “mamma non piangere, dobbiamo fare insieme qualcosa di grande. Io non so dire se dopo questo dolore la mia fede sia cresciuta o diminuita. Sicuramente so in modo più chiaro di prima cosa sono chiamata a fare – conclude la mamma -. Andrea prima di morire mi ha dato degli input su questo: mi ha detto “dobbiamo aiutare i ragazzi che come me hanno sofferto e soffrono, in particolare chi vive nella disperazione o perché ha una malattia, o per una sofferenza personale e si sente senza via d’uscita”. Ecco, io farò di tutto per seguire questa sua richiesta».