di Claudio Bozza-Corriere della Sera – 10 Luglio 2025

Il ministro della Difesa intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana al talk di Rcs Academy su «Nuovi equilibri geopolitici»: «Le spese Nato? L’Italia non può difendersi in autonomia»

La pace? «Non è, purtroppo, oggi, un obiettivo di Putin. Lo dicono i numeri: un milione e 600 mila soldati in campo, più 5 milioni di riserve, un esborso superiore a quello della Guerra Fredda. Un’economia di guerra pianificata».

E poi: «La pace in Ucraina e Israele non la raggiungeremo da soli, come Occidente, ma con un multilateralismo rinnovato, un’Onu autorevole che imponga il rispetto del diritto internazionale».

 E se la Russia attaccasse anche il cuore dell’Europa? «C’è e sta aumentando la paura in molti Stati: guardate la reazione di una nazione come la Svezia, storicamente neutrale ed equidistante tra i blocchi: ha voluto entrare nella Nato e ora chiede di potenziare al massimo le risorse per la Difesa».

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato dal direttore del Corriere Luciano Fontana al talk di Rcs Academy su «Nuovi equilibri geopolitici: come cambiano le economie», analizza le forti criticità e le possibili vie d’uscita da un quadro globale stravolto e condizionato dalla rivoluzionata postura dell’era Trump, «comprensibile perché gli Usa vedono la propria leadership mondiale messa in discussione, per la prima volta nella storia recente».

Un «nuovo mondo» che secondo Crosetto «porta il presidente degli Usa a dire all’Europa “difendetevi da soli” e a cercare nuovi interlocutori e alleati tra i Paesi emergenti, con accordi su risorse strategiche vitali come le terre rare».

L’analisi del ministro, al solito assai schietto, è all’insegna della realpolitik. «Il diritto internazionale o non vale per nessuno o vale per tutti. L’Onu deve trovare la forza per imporre tale assioma. È la prospettiva di Trump anche per la pace in Medio Oriente, ma vanno coinvolti tutti, anche la Cina e i Brics. Io lo predico da due anni».

Riguardo alla possibilità di un attacco del Cremlino agli altri Paesi confinanti, il capo della Difesa italiana risponde così: «Finlandia, Svezia, per non dire dei Paesi baltici: conoscono bene la Russia e vedono il rischio di una guerra. Non credo che siano tutti improvvisamente impazziti — riflette —. Poi, c’è la Germania: il governo uscente era di centrosinistra, aveva la riduzione delle spese militari nel programma, eppure ha cambiato in un giorno la Costituzione, facendo un favore al governo successivo, ma per loro era un imperativo morale» per potenziare la difesa.

Un «segnale importante», anche questo, con il ministro che afferma: «Mi rifiuto di accettare l’idea di una nuova guerra che vada oltre gli attuali confini ucraini: va tenuta aperta ogni strada diplomatica. È un lavoro difficile, ma la cosa che mi preoccupa è che siamo sempre in meno a crederci».

Poi il j’accuse, con autocritica nostrana: «L’ho detto chiaramente alle commissioni di Camera e Senato: pensate che la Russia sia un pericolo o no? Pensate che si possa far parte di una organizzazione come la Nato senza che ognuno metta la propria parte o che ci si possa difendere da soli? — si chiede il ministro —. Nei decenni passati, l’obiettivo di spesa per la difesa era il 2% del Pil, ma non c’era la consapevolezza di un rischio pesante come quello attuale».

Non manca l’affondo, con i pacifisti della politica come destinatari: «Quindi, dico: o partecipi e hai anche i benefici della protezione Nato o decidi di stare fuori — avverte —. Se l’Italia dovesse difendersi da sola dovrebbe impiegare il 10%, cioè di più che in tutta la Guerra Fredda. Sappiatelo!».

Crosetto va dritto anche sulla tragedia di Gaza: «Perché non riusciamo a fermare Netanyahu? Perché non abbiamo gli strumenti per farlo. L’Italia ha interrotto tutti i rapporti con Israele in campo militare, dal 7 ottobre 2023. Quella di Netanyahu, all’inizio, era una giusta reazione militare a un attacco terroristico, ma quello che è successo dopo non ha niente a che fare con un’operazione militare: la battaglia contro Hamas, dopo aver raggiunto alcuni obiettivi, doveva proseguire senza investire i civili, come mi ha detto l’ex ministro alla Difesa Gallant».

Il ministro vede, infine, una minacciosa ombra del Cremlino anche nel Mediterraneo. E lo fa rispondendo a una domanda sul caso del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, respinto in Libia con una delegazione della Ue: «La Russia, appoggiandosi sulla fazione amica, cerca di insediarsi a pochi chilometri dall’Italia: è evidente — conclude Crosetto —. Su Piantedosi c’è stato semplicemente uno scivolone diplomatico: se io fossi nei vertici della commissione Ue avrei cacciato i responsabili».