Medjugorje: ci sono problemi da risolvere

Buon giorno Padre Livio.

Sono tornato da poco da Medjugorje. 

Come sempre un’esperienza meravigliosa.

Condivido un fatto. Una sera verso le 22 cammino per la via stretta di Bijakovići e sento una voce familiare; quella della veggente (….).

Stava guidando dei pellegrini credo americani e spiegava loro fatti inerenti la vita di allora; sulla povertà, l’arrivo della televisione, la ristrettezza delle abitazioni passando davanti alla vecchia casa sua e di (….…)

Mi è sembrato molto strano. Erano probabilmente ospiti della sua struttura.

Forse è giusto così, è il suo lavoro lì, ma è un vero peccato che la sua testimonianza, finanche la sua apparizione, sia ad esclusiva di chi paga nella sua struttura.

Questo dà fiato alle speculazioni…è anche vero, mi pare, che non possano parlare in pubblico ma non sono sicuro.

Un caro saluto.

Carlo.


Caro Carlo,

con delicatezza e senza polemizzare hai espresso quello che molti pellegrini (che amano Medjugorje) pensano, cogliendo nella situazione attuale dei veggenti qualcosa che va cambiato.

Avendo il sottoscritto passato una vita a diffondere (e a difendere) Medjugorje in ogni parte del mondo e, non avendo mai rivolto critiche inutili alla causa, mi permetto di avanzare una proposta di buon senso.

La Chiesa locale promuova in Parrocchia, nei modi e nei tempi dovuti, degli incontri dei Veggenti con i pellegrini in modo tale che, tutti quelli che vogliono, possano andare a sentire la loro testimonianza, che è un dovere da compiere e dono a cui tutti hanno diritto.

Medjugorje va protetta, ha detto Giovanni Paolo II nel suo incontro con Mirjana. Dobbiamo farlo tutti seriamente.

Nel tempo dei Segreti, ha detto Vicka, tutti i Veggenti dovranno testimoniare la verità degli eventi che accadranno. Dove, come e per chi lo faranno?

Ave Maria

Padre Livio