Pensiero Spirituale sull’essere uomini di speranza

Siamo in un mondo letteralmente sull’orlo della disperazione perché l’umanità ha rifiutato la salvezza che solamente Dio può dare. Essendo venuta meno la fede in Cristo, unico Signore e Salvatore, la gente si è ritrovata ad annaspare. L’umanità, avendo abbandonato Dio, si trova nella disperazione e si affida a idoli che non hanno la capacità di salvarci. Man mano che l’ateismo è diventato un modo di vivere, nella misura in cui Dio è stato rimosso, l’uomo ha perso la rotta, la speranza, la strada della Salvezza.

L’uomo è disperato. Questa è una situazione globale che diventa ancora più grave a causa dell’odio con cui satana ha scardinato i cuori e per mezzo del quale l’uomo diventa lupo all’uomo (homo homini lupus). Nei cuori divampa l’odio, nelle famiglie così come a livello mondiale. In questo contesto la Madonna ci invita a essere uomini di speranza, di pace e di gioia; non c’è altro modo per arginare il male se non opponendovi il bene.

Negli ultimi decenni c’è stata una progressione iperbolica al male. Nella visione atea della vita – che nega l’Aldilà e ogni riferimento trascendente a cui rivolgersi – l’uomo si è ripiegato su se stesso precipitando nella palude maleodorante del male e non sa più dove afferrarsi, non sa verso chi gridare e si dispera. Sembrano esagerazioni, ma è così. Questo è l’esito di quello che il Catechismo della Chiesa Cattolica chiama “impostura anticristica” che è una costante nella Storia della Salvezza, è la tentazione con la quale satana fa leva sull’orgoglio e cerca di spingere l’uomo a fare a meno di Dio e a provvedere da solo alla propria salvezza. Ne consegue che l’uomo si trova di fronte a una situazione esistenziale di vuoto e non sa più come rimanere a galla nella disperazione più totale.

Di qui la paura, la disperazione e quelle forme subdole di salvezza umana che salvezze non sono. Sono autoinganni, sono palliativi che illudono ma non salvano dalla sofferenza, dal male di vivere, dall’oppressione del peccato e dalla morte. Questa è una realtà che abbiamo davanti agli occhi e dentro di noi. Il male cresce nei cuori, non abbiamo più quelle fonti di grazia a cui attingere la forza, il coraggio per combattere, per vincere il male con il bene. Avendo perso Dio, viviamo in balìa del male che ci sbatte qua e là e ci divora dall’interno.

Questa è una realtà che è anche dentro di noi, nella misura in cui non preghiamo più, non attingiamo più alle fonti della verità e della grazia (la Parola di Dio e i Sacramenti), entriamo nel buio, nella morte spirituale, diventiamo cadaveri che camminano.

La disperazione è un connotato del nostro tempo. Basta leggere i giornali per capire che il male dilaga e nessuno sa cosa fare per fermarlo. Si arriva, poi, a soluzioni sempre più errate e ci si ritrova a combattere il male con il male; succede, allora, che si accelera la corsa verso l’autodistruzione. Questo accade a livello personale ma anche a livello sociale, globale. Il male dilaga.

La Regina della pace ha detto in due Messaggi che il male è mai stato così forte come lo è adesso: «La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora» (Messaggio del 25 giugno 2022); «satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio» (Messaggio del 25 aprile 2024). Mai come ora il male è stato così forte proprio perché l’umanità ha abbandonato Dio che è l’unica luce di Verità. Ci manca la fonte della vita e si va verso la morte. Siamo come rami staccati dall’albero, siamo secchi.

La potenza del male minaccia il mondo come mai prima, dilaga inesorabile. Le salvezze che vengono proposte sono illusorie. Si comprende, allora, l’esortazione della Madonna che continuamente ci dice di ritornare a Dio, non c’è altra possibilità di salvezza. Senza l’intervento di Dio non c’è speranza di salvezza eterna, non c’è futuro. È urgente che l’umanità e i singoli ritornino a Dio, al Dio vivente che si è rivelato in Gesù Cristo. L’unica possibilità di salvezza è il ritorno alla Croce.

In questo contesto di società anticristica, che propone salvezze umane che sono ingannatrici, Dio ha inviato la Madonna come Colei nella quale possiamo e dobbiamo sperare, confidare. La Regina della pace è l’inviata di Dio che ci mette in guardia dalla deriva infernale verso la quale stiamo precipitando e la Madonna è qui per allungarci la sua mano e metterci sotto il suo manto. Il ritorno a Dio di cui parla la Madonna è il rifugiarsi sotto il suo manto che protegge. La Madonna è la via che porta a Cristo, che è la Via che porta al Padre.

In questo modo si può comprendere la presenza della Madonna a Medjugorje per così tanto tempo. È la risposta di Dio alla situazione di perdizione in cui l’umanità sta tracollando. L’uomo moderno veramente non vuole Dio e va verso la perdizione. Dio ci ha inviato la salvezza nella quale possiamo e dobbiamo sperare, alla quale totalmente abbandonarci. Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ha detto: «Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita. Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono. Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna. lo sono con voi e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ci dice di pregare lo Spirito Santo perché ci dia il dono del coraggio e dell’abbandono, della fiducia totale in Dio. Questo sia il nostro impegno personale: mostrare come la nostra speranza in Cristo, in Maria Santissima che Dio ci ha inviato per condurci a Suo Figlio; vivere la salvezza cristiana; testimoniare la gioia e la pace della fede cristiana che è la speranza in Cristo Risorto. Dobbiamo mostrare agli altri che la nostra speranza non è vana, ma è in Cristo Salvatore e Redentore, unica Via, Verità e Vita. Dobbiamo testimoniare la presenza di Maria in mezzo a noi, che è qui per aiutarci, proteggerci e condurci a Suo Figlio.

Il nostro atteggiamento sia quello della speranza, della gioia, della pace. Noi che abbiamo aggrappato l’ancora di salvezza, diventiamo a nostra volta ancore di salvezza per gli altri. Questo è qualcosa di molto personale, che viviamo quotidianamente anche nei rapporti familiari. Dobbiamo essere la speranza viva per i nostri cari, per le nostre famiglie, i nostri amici. La salvezza cristiana ci riempie di gioia, di pace e di speranza che possiamo riversare sugli altri. In messo all’umanità che va verso la perdizione e le tenebre, dobbiamo essere lampade accese, fiaccole di speranza a cui attingere affinché i cuori, uno ad uno, si ricolmino di amore.

Radio Maria ha preso sul serio questo compito, fin dall’inizio del “mandato” che la Regina della pace ci ha dato nel gennaio 1987: «Fatevi annunciatori di conversione. Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore». La Madonna ci ha donato questa Radio, attraverso la quale Lei stessa ci dà i Messaggi e ci chiama alla preghiera. Attraverso questa Radio noi siamo la testimonianza viva che Maria è la speranza nostra. La Madonna non ci delude, è qui per salvarci, per indicarci la via d’uscita dalla situazione drammatica nella quale ci troviamo e in cui è altissimo il rischio della perdizione eterna. Alziamo lo sguardo verso il Cielo e lasciamo che la Madonna ci prenda per mano e ci conduca a Suo Figlio Gesù, unico Salvatore e Redentore del mondo. Non aspettiamo che sia troppo tardi, corriamo al riparo sotto il manto di Maria e testimoniamo la salvezza che abbiamo trovato.