di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera -18 Maggio 2025
Dagli studi al Conclave, il ritratto (e i retroscena) del nuovo pontefice in un libro domenica gratis in edicola con il Corriere della Sera. In allegato anche la copia anastatica dell’Osservatore Romano del giorno dell’elezione
Nel silenzio sospeso della Cappella Sistina, una fumata bianca spezza l’attesa del mondo. È l’8 maggio, e con il nome di Leone XIV inizia una nuova pagina della Chiesa. Chi è davvero Robertum Franciscum Prevost? Cosa ha spinto i cardinali ad affidargli il timone della barca di Pietro? Gian Guido Vecchi, vaticanista del Corriere, ricostruisce nel sul libro – in edicola gratis con il Corriere domenica 18 maggio – il Conclave, i retroscena, le emozioni di quei giorni. Pubblichiamo qui uno stralcio del libro, che va alle radici di questa storia. Perché ogni pontificato inizia con un nome, ma è un destino a compiersi.
Dolton, Illinois, è un comune della contea di Cook che nel corso del tempo è divenuto un sobborgo della grande area metropolitana di Chicago, di là dal South Side. Strade alberate, praticelli di pochi metri quadrati, casette di mattoni a due piani (ma il secondo è mansardato), passaggi a livello e i treni della Union Pacific che sferragliano a mezz’ora d’auto dalla metropoli, traffico permettendo. Al numero 212 di East 141st Place, in tutto simile alle altre, c’è la casa che Louis Marius Prevost e Mildred Martínez acquistarono nel 1949 con un mutuo di 42 dollari al mese. È qui che Robert Francis e i fratelli maggiori Louis Martín e John Joseph hanno trascorso l’infanzia. Una famiglia a suo modo tipica del crogiolo etnico americano. Il padre ha origini francesi e italiane, la madre ispaniche e forse creole.
Louis Marius Prevost, il padre, aveva prestato servizio come tenente di vascello nel Mediterraneo durante la Seconda guerra mondiale, era insegnante di lingue e diventò sovrintendente delle scuole della periferia sud del Distretto 169, contea di Cook. Era figlio di migranti arrivati negli Usa all’inizio del Novecento e dai documenti anagrafici risulta che suo padre — il nonno del futuro Pontefice — si chiamasse John R. Prevost e fosse nato il 24 giugno 1876 nel torinese, vicino a Ivrea, da un Jean Prevost. Aveva sposato a Chicago Suzanne Louise Marie Fabre, di origine francese, nata da una famiglia emigrata dalla Normandia. Mildred Agnes Martínez, la madre, era bibliotecaria e veniva invece da una famiglia che risale all’isola di Hispaniola, nelle Antille, con antenati spagnoli e forse anche creoli, secondo quanto ha detto un genealogista al New York Times: i genitori Joseph Martinez e Louise Baquié, nonni materni del futuro Pontefice, arrivavano da New Orleans ed erano espressione di una comunità cattolica che nel quartiere di Seventh Ward aveva soprattutto origini caraibiche e africane.
La famiglia Prevost, insomma, è figlia di Ellis Island e delle migrazioni che hanno dato forma agli Stati Uniti.
Robert Francis nasce il 14 settembre 1955 al Mercy Hospital di Chicago, infanzia e adolescenza passano tra gli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Frequentavano tutti ed erano impegnati nella parrocchia di St. Mary of the Assumption. Ogni domenica li si vedeva, puntuali, alla messa del mattino. La madre era una donna profondamente credente e ha avuto un’influenza decisiva su Robert Francis. Cantava nel coro della parrocchia, a quanto si racconta aveva una voce bellissima e registrò pure una versione dell’Ave Maria. Aveva creato anche un gruppo per recitare il rosario. Veniva da una famiglia cattolica osservante ed era una donna colta, dopo il liceo dell’Immacolata nel North Side si era laureata in Scienze dell’educazione nel 1947 e aveva infine conseguito un «graduate», ovvero un master di specializzazione post laurea alla DePaul University, un percorso accademico notevole e abbastanza raro, per una donna, in quegli anni.
Secondo i registri della contea di Cook, consultati dal New York Times, aveva trent’anni quando si è sposata con Louis Prevost, di otto anni più giovane della moglie. Quanto all’ipotesi che avesse origini creole, a quanto pare non ne ha mai parlato ai figli. John Prevost, uno dei fratelli maggiori del Papa, ha spiegato a Viviana Mazza del Corriere: «Era francese e spagnola, i suoi genitori stavano a Haiti, si trasferirono a New Orleans ed è nata a Chicago. Non so se fosse creola, è possibile…». Il vescovo Daniel Turley ha detto al Times che «era una di quelle persone che, quando le incontri, senti la presenza di Dio, praticamente una santa».
Il Chicago Tribune ha raccontato che nel 1952 partecipò a un seminario intitolato «Le donne cattoliche nel mondo professionale», faceva parte di un club di lettura femminile di donne cattoliche e lavorava come volontaria nella biblioteca della scuola cattolica. Avrebbe potuto e voluto diventare un’insegnante ma ci rinunciò per crescere i tre figli nati nel giro di quattro anni. Del resto, è evidente quanto la famiglia puntasse all’istruzione. La casetta di mattoni a Dolton era semplice ma colma di libri.
Il più piccolo dei fratelli Prevost frequenta la scuola parrocchiale e a quattordici anni va a studiare al St. Augustine Seminary High School, vicino a Holland, nel Michigan. È qui, nel seminario minore dei Padri agostiniani, che conosce e vive la tradizione dell’Ordine nel quale deciderà di entrare. Finito il liceo, studia alla Villanova University, in Pennsylvania, dove nel 1977 si laurea in Matematica e studia Filosofia. In quello stesso anno, il 1° settembre, entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino, a Saint Louis, nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio di Chicago, ed emette la prima professione il 2 settembre 1978. Lui stesso ha detto di averne parlato in particolare con il padre, è naturale che vengano dei dubbi e lui si chiedeva se non fosse meglio avere una famiglia, una moglie, dei figli, insomma seguire l’esempio che l’amore dei suoi genitori gli aveva sempre dato.
Il padre era un grande educatore e gli spiegò tranquillo che la famiglia era una cosa bella e importante ma lo era anche, nella vita, rispondere alla chiamata al sacerdozio e seguire Cristo, se era ciò che sentiva. Così, il 29 agosto 1981, Robert Francis pronuncia i voti solenni. Dopo il diploma in teologia, a ventisette anni viene inviato dai superiori a Roma per studiare Diritto canonico all’Angelicum (…). Ed è a Roma che viene ordinato sacerdote, il 19 giugno 1982.