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77. L’apostasia in atto prepara l’avvento dell’Anticristo
Cari amici, per comprendere in quale momento viviamo, dobbiamo soffermarci su una realtà che si è affermata sotto i nostri occhi e dalla quale la Regina della pace ci ha messo in guardia fin dai primi mesi delle apparizioni.
“In Polonia tra breve ci saranno gravi conflitti, ma alla fine i giusti prevarranno. Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato. L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore” (30 ottobre 1981)
Si tratta di “un mondo nuovo senza Dio” che l’Occidente aveva incominciato a costruire in alternativa al Cristianesimo. Questa è anche la ragione per la quale la Madonna ha dato inizio alle sue apparizioni, che sono le più lunghe e le ultime della storia.
In questi decenni, come ha affermato S. Giovanni Paolo II, si è diffusa una “apostasia silenziosa”, divenuta sempre più arrogante col passare del tempo, che ha portato la gente a vivere senza Dio, ritornando all’idolatria.
L’apostasia, infatti, è un vero e proprio rinnegamento della fede, un rifiuto di Gesù Cristo e della salvezza che viene dalla Croce. È un passaggio dalla fede cristiana ad una falsa religione, che ha al centro non Dio ma l’uomo.
Questo si è compiuto con una accelerazione impressionante con l’inizio del nuovo millennio, quando la Madonna ci ha rivelato che “satana è sciolto dalle catene.”
L’apostasia è uno dei segni della fine dei tempi e della manifestazione della “massima impostura anti-cristica”, come insegna S. Paolo (2 Tessalonicesi, 2,1-11) e spiega il nuovo Catechismo:
“La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (C.C. C. 675)
La Madonna ha promesso che resterà con noi, per aiutarci a superare questa drammatica prova della fede, fino alla sconfitta di satana e al trionfo del suo Cuore Immacolato.
In questo momento di seduzione, nel quale il maligno vaglia la fede della Chiesa e la nostra personale, dobbiamo resistere nell’umiltà e nella preghiera, sostenendo le anime vacillanti e portando la speranza a quelle che si sono perse. Questo è tempo di fortezza, non di paura.