Pensiero spirituale sul cuore della fede cristiana

Cari amici, San Paolo nella Lettera ai Corinti capitolo primo versetto 15, disse: “Se dunque i morti non risuscitano, nemmeno Cristo è risuscitato. E se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra predicazione e vana è anche la vostra fede”; Papa Benedetto XVI ha scritto: “Ma se Cristo non è risorto, vuota è allora la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”, il Cristianesimo rischia di essere una religione con qualche intuizione bella sotto il profilo morale e spirituale, ma di fatto sarebbe un ramo secco perché manca la persona di Cristo Risorto.

Questa è una Verità fondamentale della nostra fede nella quale molti cristiani non credono. Da decenni esistono statistiche allarmanti. Quando si pone la domanda sulla Risurrezione di Cristo, dei morti e la vita eterna, quasi la metà dei cristiani dubitano o negano.

L’evento della Risurrezione di Cristo è il cuore stesso del Cristianesimo. Lo è ancor di più dell’Incarnazione perché nella luce della fede è il Verbo che si fa carne nel grembo della Vergine Maria e viene in mezzo a noi; la certezza che sia il Verbo che si è fatto carne viene dalla Risurrezione.

Gli Apostoli credevano che Gesù fosse il Figlio di Dio, come disse Pietro a Filippi: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Quando nella Passione Pietro vide la morte di Cristo, si perse come fecero gli altri Apostoli. La loro fede messianica è svanita, è evaporata e ha ripreso forza nel momento in cui l’hanno visto Risorto. Per questo motivo possiamo dire che la Risurrezione è il cuore stesso del Cristianesimo per la certezza che ci dà che il Verbo che si è fatto carne e che Cristo è il Figlio di Dio.

Un’altra ragione per cui la Risurrezione è il cuore della fede, è il fatto che partecipando alla Risurrezione di Cristo, noi stessi veniamo salvati. La salvezza consiste nel fatto che mediante la fede veniamo uniti a Cristo Risorto, noi che siamo mortali diventiamo immortali.

Questo è il motivo per cui la nostra fede il Cristo Risorto deve essere al centro della nostra vita, della nostra esperienza spirituale, della nostra preghiera. La salvezza cristiana è essere come tralci uniti alla vite, quindi essere in Cristo, essere viventi in Lui. San Paolo disse: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,19-20).

La Risurrezione di Cristo è una realtà della quale non abbiamo esperienza, è una realtà totalmente soprannaturale che va al di là delle nostre possibilità di conoscenza, che possiamo cogliere solo con la luce della fede e con l’esperienza interiore della grazia.

Non c’è da meravigliarsi che davanti al Sepolcro vuoto, sia le autorità ebraiche sia Pilato, hanno fatto cercare il cadavere di Gesù Cristo. La Risurrezione non è il ritorno alla vita di prima, come ha fatto Lazzaro. Essa non è la rianimazione di un cadavere, ma una nuova creatura. Il corpo carnale diventa spirituale. Non possiamo conoscere il pieno significato del corpo spirituale in quanto non abbiamo un’esperienza diretta, però alla fine dei Tempi risorgeremo dai morti e avremo anche noi un corpo Risorto come quello di Gesù Cristo.

La prospettiva che abbiamo davanti è di bellezza, di gioia, di eternità beata, non possiamo avere idea di cosa significhi essere nuove creature in Cristo. Lo saremo in Paradiso con la nostra anima, finché non ci sarà la fine del mondo. Anche con i nostri corpi risorti vivremo la vita beata e questa è quella che già Cristo vive in se stesso, l’Arca della nostra salvezza. Mediante la fede in Cristo Risorto, mediante la vita da persone risorte secondo la Verità, la giustizia divina e la santità, siamo innestati in Gesù come tralci che producono frutti di vita eterna e quando moriremo lasciamo la salma che è destinata alla Resurrezione. Già da ora partecipiamo all’immortalità di Cristo Risorto.

La fede in Cristo Risorto non è soltanto una prospettiva di eternità, ma una prospettiva di vita Santa, secondo la grazia, i Comandamenti e non sotto la potenza della carne inquinata dal vizio come dice San Paolo: “La carne è contaminata quando le membra del corpo sono strumento al peccato, al vizio”. La carne ha bisogno di essere guarita perché infetta dal peccato originale; perciò, la Risurrezione è la guarigione del nostro cuore inquinato. È una guarigione che viene mediante la grazia dello Spirito Santo, che ci fortifica nelle Virtù morali, ci trasforma a immagine viva di Cristo. Questo è l’impegno della vita cristiana, vivere come persone risorte, nuove, in santità di vita.

Esorto quelli che ancora non l’hanno fatto, a fare la Pasqua e a risorgere alla vita nuova in Cristo Gesù, mediante il pentimento dei peccati, la Confessione, la preghiera, i Santi propositi e una vita retta. Diversamente se non siamo uniti a Cristo viviamo come rami secchi: “Io sono la vite. Voi siete i tralci. Se uno rimane unito a me e io a lui, egli produce molto frutto; senza di me non potete far nulla”.

In questo tempo di Pasqua in cui Cristo è risorto deve diventare il centro della nostra fede, della nostra vita, della nostra speranza e della nostra gioia. Vivendo in Cristo Risorto siamo pieni di gioia, di luce, di forza, siamo belli, luminosi. Il Cristianesimo non è un compenso di dottrine, ma è Cristo Risorto, il Verbo fatto carne che ha vinto la morte, è Risorto glorioso dai morti ed è fonte di grazie. Tutti gli uomini sono chiamati mediante la fede a unirsi a Cristo Risorto e a vivere da persone risorte. Questo sia il nostro impegno, la nostra gioia quotidiana, sia la nostra prospettiva di eternità e di mortalità.

In questi giorni stiamo piangendo la morte di Papa Francesco ma lui è già nell’Eternità Beata. Con la sua sofferenza spirituale e fisica ha fatto una purificazione finale. Nella sua malattia si è visto come il Signore ha operato profondamente in lui; quindi, ora guarda dal Cielo con uno sguardo di Misericordia e compassione, intercede per noi e in questa luce siamo gratificati dal fatto che ci manca.

La Chiesa pellegrina sulla Terra è una sola cosa insieme alla Chiesa del Purgatorio. Siamo un’unica Chiesa e un’unica circolazione della grazia, l’importante è avere la fede e vivere in grazia di Dio.