Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Lunedì Santo

Gesù Cristo ha espiato i nostri peccati sulla Croce e ha salvato il mondo dal male, dal peccato, dall’inferno. La Regina della pace ha detto tante volte di prendere in mano la Croce e guardarla, meditarla. La Croce è un mistero immenso d’amore. Dalla Croce si manifesta tutto l’amore di Dio e allo stesso tempo tutta la potenza del male e la malizia che ha conquistato il cuore dell’uomo.

Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, c’è stato lo scontro fra l’impero delle tenebre e il Verbo che si è fatto uomo e che ha voluto patire per i nostri peccati.

Cristo ha patito per il nostri peccati. È un mistero d’amore che dobbiamo meditare e fare nostro; gli Apostoli non avevano capito nulla di tutto ciò che Gesù aveva anticipato loro, sono rimasti nella prospettiva di un messianismo trionfale. Quando è arrivato il momento della Verità, quando la potenza del male si è manifestata nei cuori delle persone, dei sacerdoti, degli scribi, dei farisei e del popolo al grido di: «Crucifige! Crucifige!», proprio in quel momento gli Apostoli hanno dimostrato di non essere preparati e sono fuggiti.

Gli Apostoli hanno capito quello che era accaduto solo dopo la discesa dello Spirito Santo. Con l’Omelia a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste Pietro convertì cinquemila persone; in quell’occasione riuscì a verbalizzare il perché Cristo aveva abbracciato la Croce, accettando che il male si riversasse su di lui con tanta violenza. Gesù è morto per i nostri peccati ma noi facciamo fatica a capire questa espressione, siamo come oscurati, siamo complici del peccato che è latente in noi e non ci rendiamo conto della gravità del peccato, che è come un tumore silenzioso e latente che da dentro ci distrugge. Non c’è male paragonabile al peccato, che quando è mortale dà la morte eterna all’anima.

Meditando la Passione del Signore ci rendiamo contro della gravità del peccato il cui riscatto è stato possibile solamente grazie al Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Cristo, Agnello di Dio, ha portato su di sé tutti i peccati del mondo e li ha espiati sulla Croce.

Chiediamo la luce dello Spirito Santo perché ci aiuti a comprendere la gravità del peccato, a capire la situazione spirituale in cui ci troviamo se viviamo in stato di peccato mortale che è il male assoluto. In questa condizione maleodorante siamo ormai assuefatti e non ci rendiamo conto di essere totalmente immersi in questa situazione. Il peccato è il tumore dell’anima, ci corrode giorno dopo giorno, offusca la mente, la rende squallida, inquina il cuore, lo rende impietoso e superbo.

Ci meravigliamo di quello che la cronaca quotidiana descrive, dalle bramosie di potere di chi si crede invincibile ai delitti familiari consumati fra le mura domestiche. Ma ormai siamo tristemente abituati proprio perché il cuore dell’uomo anziché essere abitato da Dio è intriso di male. Purtroppo, anche la bellezza che c’è nel mondo si sta deturpando, siamo diventati incapaci di vederla e di apprezzarla. L’umanità ha veramente scelto per la morte.

Prendiamo consapevolezza del male che è in noi e che ci divora. Chiediamo allo Spirito Santo di darci la grazia di vederci come Dio ci vede. La Regina della pace ha detto che versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (Messaggio del 24 maggio 1984). Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di fare un esame di coscienza sincero. Facciamo un’attenta revisione interiore proprio per capire in che stato è la nostra anima; se siamo lontani da Dio torniamo a lui!

Guardiamo a Cristo, che nella Passione ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha distrutti nel suo immenso amore. Cristo ha ottenuto il perdono dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi proprio con il suo amore di uomo; con il suo intelletto umano Gesù ha accolto la missione che il Padre gli ha dato, l’ha compresa e l’ha accettata. Con la sua sapienza Gesù ha abbracciato tutto il male del mondo e lo ha avvolto nella sua Misericordia. Con la sua volontà d’amore Cristo ha distrutto il male.

L’amore di Gesù per noi ha bruciato tutti i peccati, di tutti gli uomini, di tutti i tempi. Ne deriva che, se chiediamo perdono dei nostri peccati per quanto gravi essi siano, ci vengono perdonati perché Cristo ha patito al nostro posto e per nostro amore.

Cristo ci ha amato fino a dare la sua vita al nostro posto e per nostro amore. Contempliamo, allora, il Crocifisso in ogni dettaglio: le braccia spalancate, i chiodi, la corona di spine, l’espressione del volto, i segni dei flagelli. Gesù ha sopportato tutto nel silenzio, per amore di ciascuno di noi.

Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, si è manifestato nei cuori degli uomini tutto il male di cui sono capaci. Satana ha scatenato tutto il male possibile che è in suo potere, gli uomini non sono riusciti a resistere e, come belve affamate, hanno rifiutato Cristo, lo hanno umiliato e condannato. L’umanità ha rifiutato la fede e la Croce ed è diventata un branco di belve affamate. È bene, allora, esaminarsi profondamente e capire se siamo tiepidi, o addirittura ostili, nei confronti di Dio. Esaminiamo la nostra supponenza, la nostra sufficienza, la nostra aggressività e tutto ciò che ci porta a disprezzare le cose divine e a preferire gli sterchi satanici che il diavolo riversa sul mondo.

Estirpiamo le radici del male e versiamovi sopra il sale della divina sapienza affinché non germoglino più e la nostra anima sia un bellissimo giardino di fiori odorosi e colorati.