di Greta Privitera – Corriere della Sera – 28 Febbrio 2025

Alzando la voce contro il presidente ucraino, Trump ha detto: «Non hai le carte in regola con noi in

Venti minuti sconvolgenti, fuori dalle regole della diplomazia tra due capi di Stato. Se in questi trentacinque giorni di secondo mandato di Donald Trump ci siamo già abituati ad assistere  all’inimmaginabile, l’incontro con Volodimir Zelensky ha superato ogni limite. 

Il presidente ucraino è arrivato a Washington Dc per convincere il suo omologo americano a fornire sostegno alla sicurezza contro qualsiasi futura aggressione russa, in cambio di un accordo economico sulle terre rare ucraine e i minerali. Ma l’incontro è finito in una clamorosa lite. Con Trump e il suo vice J.D. Vance che rimproverano Zelensky e lo accusano di non essere riconoscente. Lo aggrediscono. Con Zelensky messo all’angolo che prova a rispondere e difendersi contro i due leader agguerritissimi mentre ribaltano, di nuovo, la narrativa dell’aggressione russa nel suo Paese. Tutto, clamorosamente, in diretta mondiale. 

Di fronte alla richiesta di Zelensky di garantire la sicurezza dell’Ucraina contro future, possibili, violazioni di una tregua da parte di Putin, Trump ha alzato la voce, attaccandolo: «Non hai le carte in regola con noi in questo momento, inizi ad avere problemi proprio adesso. Stai giocando d’azzardo con la vita di milioni di persone. Stai giocando d’azzardo con la terza guerra mondiale».

Quando Zelensky fa notare la realtà, terribile, del conflitto, vissuto sul campo, in un Paese invaso e distrutto da Mosca, Vance gli rinfaccia le difficoltà nel reclutare soldati da mandare al fronte. A quel punto, Zelensky gli chiede: «Sei mai venuto in Ucraina?». E Vance prima reagisce dicendo di aver «letto e visto» quel che a suo parere basta per conoscere la situazione, poi rincara la dose: «Pensi che sia rispettoso venire nello Studio Ovale degli Stati Uniti d’America e attaccare l’amministrazione che sta cercando di impedire la distruzione del tuo Paese?»

Il leader ucraino si difende: «Tutti hanno problemi, anche tu hai un oceano di mezzo e non senti adesso l’impatto della guerra, ma lo sentirai in futuro».  A quel punto Trump perde le staffe: «Non ti permettere di dire che cosa accadrà. Non sei nella condizione di dirci che cosa faremo e sentiremo noi. Ti sei messo in una brutta condizione».

The Donald continua dicendo che il presidente ucraino dovrebbe «scendere a compromessi con la Russia, e non tornerete a combattere se verrà raggiunto un accordo di pace». E ancora: «O fai un accordo o siamo fuori. E se saremo fuori, combatterai. Non penso che sarà bello. Una volta firmato l’accordo, sarai in una posizione molto migliore, ma non ti comporti in modo del tutto grato. E non è una cosa carina. Sarò onesto. Non è una cosa carina».

Il presidente americano sottolinea di aver «fornito i mezzi» perché il leader ucraino potesse «essere un duro»: «Il problema è che ti ho dato il potere di essere un duro, e non credo che saresti un duro senza gli Stati Uniti».

Prima della lite, Zelensky ricorda: «Hai detto basta con la guerra. Penso che sia molto importante dire queste parole a Putin fin dall’inizio perché è un assassino e un terrorista. Spero che insieme possiamo fermarlo, ma per noi è molto importante salvare il nostro Paese, i nostri valori, la nostra libertà e democrazia, e naturalmente, nessun compromesso con l’assassino sui nostri territori».