FOTO RARA DEI “BEI TEMPI” DI MEDJUGORJE

Vincere il male col bene, la menzogna con la verità

Buongiorno Padre Livio, Le auguro di ritornare presto in salute e forza e ai microfoni di Radio Maria per tre ragioni; umana, cristiana per il grandissimo lavoro che fa da anni, egoistico per il mio bisogno spirituale di trovare conforto nelle sue parole.

Anche il suo timbro di voce, anche quello rauco mi ha dato e da molto conforto, ma la forza che ho trovato grazie a Lei sta nell’essere riuscito ad analizzare cosa sia accaduto nella mia vita da quando ero piccolo fino ad ora.

Infatti i ricordi, seppur labili e ridotti a flash, di quando mi ritrovavo coi miei genitori, grazie a Dio non sono stati violentati dalla malvagità imperante e dall’astio rancoroso che oggi hanno il sopravvento sugli occhi.

Cioè voglio dire che i miei ricordi li rivivo con gli occhi del bambino che non conosceva l’astio, il rancore, la diffidenza, mentre oggi sembra che io abbia altri occhi che mi fanno osservare e pensare spinto da pregiudizi, emettere sentenze, provare rancore.

Ecco io grazie a Lei sono riuscito a scendere dentro di me analizzando il mio percorso e prego nostro Padre che mi dia la forza di ritornare a guardare le cose con occhi puri come una volta. Sono certo che questa mia riscoperta e desiderio di eliminare tutte queste tossine dell’odio sociale che permea i miei pori la devo a Lei Padre Livio ed alla sua radio. Ho anche compreso l’importanza della riflessione purché questa sia nutrita dalla parola di Dio, dagli importanti messaggi della Madonna, senza lasciare molto spazio alle interpretazioni personali che portano a ripercorrere strade sbagliate.

Ecco queste riflessioni sono riuscito a farle con consapevolezza, però prego Dio e Maria di darmi quella gran forza con cui mettere in pratica gli insegnamenti cristiani e dei miei genitori.

Guardi Padre Livio, anche un semplice saluto scambiato con una persona sconosciuta incrociata a piedi per strada fa tanto. Per anni i pregiudizi non mi hanno portato a salutare gli sconosciuti ma era sbagliato. Basta un sorriso e l’animo sussulta di gioia.

Questo è un piccolo esempio dell’importanza, per la mia persona, di volere ritrovare quella serenità che avevo da piccolo grazie agli insegnamenti dei miei, per vivere un po’ meglio. Tutto ciò io lo devo a Lei e alla sua Radio, alla Madre e a nostro Padre. Ciò nonostante resto un comune peccatore. Desideravo solo ringraziarla di cuore perché sono sicuro che non sarei mai riuscito a capire l’importanza di ritornare a guardare con quegli occhi senza farmi condizionare da tutto il male che c’è, ma c’è un mezzo per realizzarlo ed è la preghiera. 

Un caro abbraccio.

Salvatore


Caro Salvatore,

la tua lettera mi ha commosso e mi ha insegnato tanto. E’ proprio come dici tu. Basta un sorriso e un saluto per dissolvere il velo della diffidenza e della paura che covano nei nostri cuori.

Ecco, noi credenti alla scuola di Gesù e di Maria dobbiamo attingere alla pace e alle serenità che ricolma i Sacri Cuori e donarle a chi incontriamo nel cammino della giornata e della vita.

I piccoli gesti di cortesia, le parole educate, il saluto cordiale, come ci ha insegnato tante volte Papa Francesco, rasserenano la vita famigliare e anche quella sociale.

Mi ricordo di una esortazione che ha fatto la Madonna ai Veggenti di Medjugorje quando nei primi giorni erano tallonati dalla polizia e dai suoi ausiliari.

“Voi, ha detto la Gospa, non abbiate paura, non fuggite, ma salutate educatamente”.

Questo l’ho sperimentato in concreto una volta a Medjugorje ai primi di Gennaio del 1987 (6) nella casa di Vicka il giorno dopo l’Epifania.

Ero in cucina con la famiglia di Vicka quando sono entrati due signori piuttosto imponenti, che evidentemente erano già noti alle persone del posto. Vicka li ha salutati educatamente poi indicando me detto: “Questo è un nostro amico che viene dall’Italia. Potete parlare liberamente.” Dopo averli fatti sedere, ha versato due bicchieri di vino e alla fine la Veggente è andata via con loro.

Che cosa era successo? Era arrivata la polizia speciale da Sarajevo che ha arrestato 17 persone di Bjakoci, fra cui Vicka e Marija, per aver organizzato una novena di preghiera per la festa dell’Immacolata in un grande sala del paese, adibita normalmente per pranzi di nozze.

Allora c’era ancora il comunismo ed era vietato pregare fuori dalle Chiese. Mi ricordo fra l’altro che alla novena era presente anche il mariologo Laurentin.

Il penultimo giorno della Novena la Madonna invitò i veggenti a cambiare posto per il giorno conclusivo e di recarsi sulla montagna a pregare.

Infatti, il giorno dopo la polizia ha fatto irruzione nella sala, ma ha trovato nessuno. Ha aspettato che i pellegrini lasciassero Medjugorje, dopo le feste natalizie, per fare la retata.

Furono tutti interrogati. Vicka, come era solita fare, ha risposto alle domande con coraggio, spiegando ai malcapitati esperti in interrogatori che era stata la Madonna a farli salire sulla montagna. Marija invece ha preferito chiudersi in un ermetico silenzio.

Alla fine tutti gli arrestati sono poi ritornati a casa. La polizia segreta del regime non aveva trovato chi aveva fatto la spia svelando la loro irruzione nella sala.

Ecco, questo episodio può insegnare qualcosa a noi cristiani su come comportarci in questo mondo pieno di serpenti e di scorpioni. Alla fine la verità e la bontà abbattono le barriere della menzogna e del prepotenza. Crediamoci.

Ave Maria

Padre Livio