
Chi ha avuto l’opportunità di partecipare alla vita quotidiana dei veggenti, sia pure per qualche giorno, si è reso conto che l’apparizione quotidiana della Madonna è una grazia ma anche un impegno che richiede fedeltà e dedizione. Nei miei soggiorni a Medjugorje ho spesso accompagnato Marija e Jakov in Chiesa per il Rosario, l’apparizione e la S. Messa. Il ragazzino arrivava nella casa di Marija ogni giorno verso le quattro del pomeriggio e, dopo aver atteso che Marija si preparasse, si partiva alla volta della Chiesa per l’inizio del Rosario alla ore 17. In autunno e in inverno il cielo era già buio e raramente c’era una automobile per portare i due ragazzi. Dopo la Messa Marija sostava in sacristia per salutare i sacerdoti concelebranti, mentre fuori della Chiesa c’erano sempre dei pellegrini da salutare. Il rientro a casa avveniva non prima della 19.30. Così ogni giorno dell’anno, con lo spostamento di orario nel periodo dell’ora legale.
In totale tre ore ogni pomeriggio, a cui andrebbero aggiunti gli incontri notturni sulla montagna che nei primi anni avvenivano anche più volte alla settimana. Alla domanda se non si fosse mai stancato, Jakov rispondeva candidamente che una sola volta, avendo visto dei compagni che giocavano al pallone, aveva sentito un po’ di rammarico per non poter giocare anche lui. Tuttavia si era poi subito pentito, rendendosi conto che il suo piccolo sacrificio era ricompensato dalla grazia immensa dell’incontro con la “Gospa”
Ora che i veggenti sono padri e madri, l’apparizione quotidiana, preceduta dal S. Rosario, è un appuntamento che coinvolge tutta la famiglia e che richiede una preparazione corrispondente. Non si riceve la Madonna come una qualsiasi visita di amici o di conoscenti. Anche nel caso di impegni importanti, che mai mancano nella vita degli adulti, la giornata va organizzata in modo tale che l’incontro con la Madonna sia al primo posto.
Non di rado, specialmente in caso di viaggi, i veggenti concordano con la Madonna il momento dell’apparizione del giorno dopo. Ciò potrebbe stupire chi non si è calato nella realtà di Medjugorje, dove la Madre di Dio appare in un modo completamente nuovo rispetto al passato, adattandosi con straordinaria flessibilità al nostro modo attuale di vivere. E’ della Madonna e non dei veggenti l’iniziativa, spesso imprevista, di ogni incontro. Nella sua materna condiscendenza la Madre Si adatta ai bisogni e alle richieste dei suoi “Angeli”. Tuttavia resta il fatto che l’apparizione quotidiana richiede una disponibilità che, col passare degli anni, anzi dei decenni, acquista il valore di un segno di credibilità, ma anche di generosa disponibilità.
Chi infatti potrebbe portare avanti un impegno del genere se non fosse compensato dall’incontro con la Madre di Dio? Chi alla fine non proverebbe stanchezza? I veggenti che ora hanno solo l’apparizione una volta all’anno (Ivanka e Jakov) o una volta al mese, come nel caso di Mirjana, sentono con sofferenza la privazione del loro incontro quotidiano con la Gospa.
Il settimo giorno delle apparizioni, martedì 30 Giugno, i sei veggenti si sono resi conto a loro spese come l’appuntamento quotidiano con la “Gospa” abbia cambiato la loro vita. Non possono più fare quello che vogliono, ma devono rispondere a una chiamata quotidiana. Anche la scuola e il lavoro sono un impegno quotidiano, ma non così tassativo da non prevedere scappatoie. Con la Madonna non si possono fare le cose alla leggera. Che cosa è accaduto? Verso le due del pomeriggio sono arrivate due ragazze che hanno invitato i veggenti di fare un giro in macchina. La proposta era allettante, specie per ragazzi che si avvicinano all’età per imparare a guidare. Io stesso ho preso familiarità con Ivan invitandolo a fare qualche giro con la mia macchina, mentre si esercitava per prendere la patente. Ivan però quella volta non aveva voglia di andare, mentre gli altri cinque hanno accettato l’invito, pensando che non ci fosse nulla di male.
In realtà l’obbiettivo era di tenere lontano i veggenti dalla collina nell’ora dell’apparizione. “Ci hanno ingannati, ci hanno portato a fare una passeggiata. Siamo tornati tardi; perciò non siamo andati a Podbrdo” (Vicka). Il giro è stato lungo, intervallato da uno spuntino, e il ritorno è avvenuto verso le nove di sera. Una leggerezza? Senza dubbio, ma comprensibile in ragazzi non ancora addestrati alle insidie della vita. Ma, nel medesimo tempo, una lezione salutare della quale non si dimenticheranno.
Durante il viaggio i cinque ragazzi si rendono conto che le due giovani li hanno tratti in inganno. Ovviamente il piano era stato accuratamente studiato. Il regime ogni giorno ne inventava una, prima di usare la mano pesante. Verso le sei, quando è l’ora dell’apparizione, i veggenti chiedono di fermarsi per potersi raccogliere in preghiera. “Non volevano acconsentire. Facevano finta di non capire. Solo quando noi abbiamo detto che, se non si fermavano, ci saremmo buttati fuori dalla macchina, si sono fermate. Siamo usciti, ci siamo allontanati un po’ dalla strada. Abbiamo incominciato a pregare. La Madonna ci è apparsa” (Vicka). Il fatto non è da sottovalutare. Il settimo giorno evidenzia una particolarità delle apparizioni di Medjugorje. La Madonna non ha scelto un posto specifico, ma la persona dei veggenti. La “Gospa” appare in qualsiasi luogo o parte del mondo dove i veggenti si trovino. Nulla è di ostacolo alla sua venuta. Nel frattempo è apparsa anche a Ivan, che era rimasto a casa. Non avendo osato salire da solo sul Podbrdo stipato di gente, si è fermato un po’ più in basso, dove si è fermato a pregare e la Madonna gli è apparsa.
Tuttavia la modalità dell’apparizione ai cinque ragazzi è particolarmente significativa. Il luogo dove si sono fermati a pregare si trova a Cerno, sulla strada che da Medjugorje porta a Ljubusky. Quando si sono messi a pregare, la Madonna non è apparsa improvvisamente. “Noi, da quel luogo vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa una nube luminosa. Però subito ci si era accorti che si trattava della Madonna; noi l’abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell’aria; i suoi vestiti ondeggiavano. Veniva verso di noi. Era una cosa meravigliosa; non si può descriverla” Vicka).
La “Gospa” vuole evidentemente ricordare ai suoi “Angeli” che Lei li aspettava sulla collina, insieme alla gente, come gli altri giorni e ha voluto sottolinearlo anche nel momento del commiato “Quando se ne è andata ha fatto la stessa cosa, come quando è venuta. Dopo aver recitato insieme a noi sette Padre nostro, dopo aver cantato e dopo aver conversato, ci ha salutato ed è andata via…nella stessa direzione dalla quale era venuta. Ancora una volta si è librata in aria lentamente verso Podbrdo; è scesa sopra la gente che aspettava lassù e poi è scomparsa. Ci è dispiaciuto proprio tanto per la gente; ma che cosa potevamo fare?” (Vicka).
La Madonna non ha fatto alcun rimprovero ai suoi “Angeli”. Si impara sbagliando. Forse non c’era soltanto la voglia di fare una passeggiata, ma, la curiosità di sapere se la Madonna sarebbe apparsa anche in un altro posto. La “Gospa” ha maternamente sorvolato e non ha commentato l’accaduto. “Non era proprio contenta, ma ha cantato con noi” Vicka). Verrebbe da dire che è mamma più delle nostre mamme. Più indulgente e meno ansiosa, a meno che non si sia di mezzo il peccato. Non ha però lasciato perdere il fatto che abbiano lasciato Ivan solo. Ha chiesto “Dov’è quel ragazzo?”. La Madonna ben sapeva dov’era, dal momento che stava apparendo anche a lui. Ha però voluto richiamare una cosa che le stava a cuore e cioè che i sei prescelti stessero uniti.
Il rientro si prospettava tribolato. La gente scendeva dal Podbrdo delusa. Aveva aspettato invano i veggenti e la Madonna. Si diceva di tutto: che i veggenti erano fuggiti, che erano stati portati in carcere e via via fantasticando. Intanto le loro famiglie erano in pena. Temevano che ci fosse stato un incidente o che avessero messo i ragazzi in prigione. Non sapevano che cosa pensare. Le due giovani scaricano i cinque ragazzi presso la canonica e se ne vanno. Non si vedranno più da quelle parti.
In compenso Padre Jozo non si lascia sfuggire l’occasione per fare una lavata di testa e replicare il suo micidiale interrogatorio. “Fra Jozo quella volta ci ha veramente torchiati da tutte le parti: chiedeva questo, chiedeva quest’altro…E poi di nuovo ritornava sulle stesse cose. Roba da bloccare il cervello! …Mi sento male quando mi ricordo di quell’interrogatorio. Tutti noi eravamo già angosciati, perché ci eravamo lasciati ingannare, perché avevamo completamente abbandonato la gente a se stessa. Cercavamo solo di tornare a casa senza essere visti. E lui non ci mollava” Vicka). Finalmente i ragazzi arrivano a casa, dove raccontano tutto alle loro famiglie. Il bilancio della passeggiata non era certo positivo. La Madonna ci educa anche con i nostri errori. Ad ogni giorno la sua pena. Quella che li attendeva il giorno dopo era ancora più pesante.
(Padre Livio – Medjugorje il Cielo sulla terra – cap 15 – Edizioni Piemme)