Pensiero spirituale sul Messaggio della Regina della pace sul vero obbiettivo della vita

Cari amici, il Messaggio della Regina della pace a Jakov del 25 dicembre 2024 è molto aderente alla nostra esperienza di vita. Lei vede come viviamo nel nostro mondo, ovvero protesi verso le cose materiali anche essenziali per la vita. Se sono ordinati per un fine superiore che è la vita eterna, è positivo. Una vita semplice è già un piccolo Paradiso su questa Terra. L’errore che commettiamo è che facciamo degli obiettivi terreni il fine stesso della vita. Essendo finiti, passeggeri e traditori, si sgretolano e dissolvono portandoci a spogliarci di tutto. In tal modo si arriva alla fine della vita senza Dio.

Nella prima parte del Messaggio a Jakov, la Madonna ci fa riflettere su questa tematica dicendo: «Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e non vedete il senso della vostra vita» (Messaggio del 25 dicembre 2024). È una riflessione che nella prima parte descrive ciò che il mondo, nella sua totalità, compie. Si trova nella caverna di cui parlava Platone, quindi rinchiuso nella convinzione che non ci sia altro al di fuori di essa. Non pensiamo all’eternità o che ci possa essere una vita diversa da quella della caverna, ci focalizziamo sugli obiettivi terreni.

Nel contesto cristiano dove sono vissuto – in famiglia, nelle parentele e nella rete di rlazione – il tema dell’eternità e della salvezza dell’anima era molto presente. Gli obiettivi della vita, come il lavoro o lo studio, erano tutti subordinati alla salvezza eterna dell’anima che era oggetto della predicazione e della catechesi. Questa prospettiva oggi non c’è più. Difficilmente, anche nel discorso con i cristiani, emerge la prospettiva della vita eterna. Anche per quanto riguarda un livello più ampio ecclesiale, è difficile che emerga come primario il fine della Chiesa ovvero la salvezza eterna delle anime. È più facile che emerga un obiettivo di carattere intramondano.

Mi ha molto impressionato questa impostazione della Madonna sugli obiettivi terreni, che possono essere buoni e diventano positivi solo se inquadrati in un pellegrinaggio, una prospettiva che va oltre i limiti del tempo e della finitezza.

Al termine della vita, gli obiettivi terreni scompaiono, sono vanità. Quello che conta è essere con Dio, è ciò che dà senso alla vita. Quando questo manca la vita non ha più senso, tutto ciò con cui la si riempiva scompare.

È importante impostare la vita oltre i limiti delle cose terrene, questo è l’insegnamento che ci dà la Madonna nel Messaggio di Natale del 2024. Diversamente, la nostra vita viene avvolta dalle tenebre, diventa un vagare qua e là, un fine a se stesso che finisce con la morte, accettando il nulla e lo scomparire. Ma alla fine ci sarà il giudizio divino e chiederà cosa ne abbiamo fatto del dono dell’intelligenza e della volontà, delle grazie che ci ha donato, delle chiamate a cui non abbiamo dato risposta. Ma sarà troppo tardi per svegliarci dalla tiepidezza nella quale siamo caduti. Questo lo dice anche la Regina della pace nel Messaggio del 3 febbraio 1984: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio». Questa caduta nelle tenebre è colpevole.

Questo è uno degli obiettivi più importanti del Giubileo. Tutto deve essere collocato nel desiderio di cercare Dio, di trovarLo, incontrarLo, amarLo, di essere Suoi. Le cose di questo mondo scompaiono da sole, Dio ci dà la vita eterna e nulla può separarci da Lui.

Il senso del Giubileo è proprio tornare a Cristo, il ritorno dei cuori che si sono allontanati. Il frutto di questo anno di grazia lo dice la Madonna al termine del Messaggio di Jakov: «Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna» (Messaggio del 25 dicembre 2024). È un Messaggio dove troviamo tutto il Cristianesimo e ci aiuta a capire il compito della Chiesa nel mondo. Cerchiamo Dio che è la Verità, la Via e la Vita, tutto il resto non è essenziale.

Chi ha Dio ha tutto, chi ha tutto e non ha Dio non ha niente. Queste sono esperienze esistenziali.

Bisogna avere il giusto distacco dalle cose terrene e usare le cose di questa terra per finalità superiori, di bene, per andare verso il Cielo, fare dell’amicizia e dell’amore di Dio, l’obiettivo della vita quotidianamente.

Il Cristianesimo è essere di Dio, per Dio, in Dio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”