E’ PER QUESTO MOTIVO CHE I PIU’ FANNO LE SPALLUCCE E RESPINGONO LA MANO TESA DAL CIELO. PRESTO PERO’ VERRA’ IL MOMENTO CHE OGUNO DOVRA’ DECIDERE CHI SEGUIRE E DA CHE PARTE ANDARE

Durante il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje le apparizioni avvenivano in una stanzetta della Chiesa all’altezza del presbiterio, di fronte alla sacristia. Una delle caratteristiche di queste apparizioni è il fatto piuttosto insolito che la presenza della Madonna non è legata a un luogo particolare, ma alla persona dei veggenti. Ne consegue che l’apparizione avviene ovunque i veggenti si trovino, persino in macchina, in treno o in aereo. Il fatto può sorprendere perché rompe gli schemi tradizionali, ma nel medesimo tempo mette in luce la sovrana libertà del Cielo quando agisce in questo mondo.
D’altra parte durante l’apparizioni i veggenti sono come avulsi dalla realtà esterna. “Quando noi incominciamo a pregare , prima di tutto vediamo come una luce. Sembrerebbe un corpo umano, ma non lo è. E questa luce si avvicina a noi…Noi a volte vediamo la luce e in un attimo la Madonna sta davanti a noi. Qualche volta invece arriva lentamente.. Appena noi i incominciamo a pregare sparisce il muro (della stanzetta) e tutto il resto.. Quando la Madonna viene io non vedo più niente e non sento più niente all’infuori di Lei”.
Tuttavia durante i primi giorni dell’apparizioni sulla montagna la Madonna regolava le cose diversamente. I veggenti infatti conservavano infatti il rapporto con i presenti e riferivano volta per volta le riposte della Madonna alle loro domande. In quei primi mesi travagliati del 1981 le apparizioni sono avvenute prima di tutte sul Podbrdo, poi in diversi posti del paese, sulla strade, nelle case, nella canonica e così via. Se a Lourdes i massoni hanno alzato una palizzata per impedire l’accesso alla grotta, a Medjugorje i comunisti, dopo aver presidiato la collina e cercato di bloccare i veggenti, hanno dovuto rassegnarsi.
Le apparizioni nella stanzetta attigua all’altare della Chiesa sono iniziate a metà Gennaio del 1982 e in quel luogo sono continuate fino all’aprile del 1985. La scelta è stata fatta perché i veggenti potessero recitare il rosario col popolo e poi partecipare alla S. Messa. Ero entrato in Chiesa pochi minuti prima dell’apparizione e mentre uscivo dalla sacristia con altri tre sacerdoti per celebrare la Messa, la porta della stanzetta si è aperta e ho visto il visino di Marija che mi ha guardato e mi ha sorriso.
Dietro di lei intravedevo la presenza di Ivanka, Ivan e Jakov, mentre Vicka quel giorno aveva avuto l’apparizione a casa. Si prova sempre una grande emozione quando si incontra un veggente. Con alcuni di loro ho un rapporto di grande familiarità e, oserei dire, di amicizia, che si è consolidato nel tempo, ma a tanti anni di distanza l’emozione rimane quando parlo con loro. Infatti, per quanto siano persone come noi, con i loro limiti e persino con i loro difetti, resta il fatto vedono e parlano con la Madonna. Non è una cosa da poco.
Credo che non ci sia nulla di più desiderabile al mondo. Fra me e me pensavo al fatto straordinario che quei ragazzi, che si affacciavano alla porta della stanzetta per seguire la S. Messa, avevano il medesimo privilegio di Bernadette e dei pastorelli di Fatima. Anzi, fatto assolutamente insolito, la vedevano ogni giorno ormai da anni. Quale evento stava per preparare la Madre di Dio per questo povero mondo a rischio di autodistruzione?
Fu in quel momento che l’Onnipotente, nella sua infinita bontà, mi concesse una grazia speciale, la cui importanza mi è divenuta sempre più chiara col passare degli anni. Fui come inondato da una luce soprannaturale, mentre dentro di me pronunciavo queste precise parole: “Qui c’è la Madonna. Dunque il cristianesimo è l’unica religione vera”.
A prima vista potrebbe sembrare un ragionamento sul filo della logica. Infatti se è vero che la Madonna appare, allora è vero che Dio esiste, che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e che sono vere tutte le verità della divina rivelazione che la Chiesa insegna. Le verità di fede si tengono tutte insieme e compongono un mosaico meraviglioso dove ognuna di esse illumina e prende luce dalle altre. In realtà io non feci un ragionamento, ma ricevetti in dono due certezze, che da allora ho conservato nel cuore come in tesoro prezioso e inattaccabile: la certezza della presenza di Maria e la certezza della fede cattolica.
Tengo a precisare che arrivavo a Medjugorje già portando con me queste due convinzioni. Non ero un prete in crisi di fede, anche se in quel periodo stavo alacremente studiando i testi sacri delle più importanti religioni, come l’Islam, l’Induismo e il Buddismo. Questo studio, lungi dall’aver messo in crisi la mia fede, l’aveva al contrario rafforzata, constatando l’abissale distanza che c’è fra il cristianesimo e le altre religioni. Più studiavo e più prendevo coscienza che i vari Confucio, Lao Tse, Buddha, i Saggi indù e Maometto al confronto di Gesù Cristo erano come dei lucignoli fumiganti al cospetto dello splendore del sole.
Tuttavia in quel momento ho fatto l’esperienza della potenza della grazia, che trasforma le nostre umane conquiste, per loro natura fragili e vacillanti, in fortezze invincibili che resistono alle bufere più violente. A distanza di anni mi rendo conto che in quel momento ho ricevuto un dono di grande importanza in relazione a quanto il Cielo aveva predisposto che facessi negli anni successivi. Infatti, incominciando poco tempo dopo il mio apostolato a Radio Maria, allora piccola radio parrocchiale, queste due certezze si sono concretizzate nella duplice fedeltà al Magistero della Chiesa e ai messaggi della Regina della pace.
La Madonna aveva ben presente ciò che avveniva nella Chiesa in quel periodo tribolato del post-concilio. Il papa Paolo VI, nel 1977, mostrava di essere ben cosciente della tendenza in corso, quando disse a Jean Guitton: «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede… Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.
Proprio per questo la Regina della pace già nei primi giorni delle apparizioni sul Podbrdo recitava insieme ai veggenti il “Credo”. Alla domanda se la Madonna avesse una preferenza per qualche preghiera in particolare, Vicka ha risposto. “Forse per il Credo. Lo recita sempre con enfasi. Ha detto anche a noi e al popolo di recitarlo più spesso”. La parrocchia è venuta incontro a questo desiderio della Madonna, facendo precedere i sette Pater, Ave e Gloria, a conclusione della S Messa, con la recita del Credo. Oggi ci rendiamo conto della lungimiranza della Madre di Dio, che provvedeva per tempo a difendere i bastioni della fede sottoposti al più violento attacco di tutti i tempi.
A pensarci bene, già nel momento del mio arrivo a Medjugorje, la Madonna mi indicava i due punti di riferimento fondamentali per la grande battaglia in atto nel nostro tempo: Lei stessa e il Papa. L’attacco alla fede viene portato avanti, con un imponente dispiego di mezzi, innanzi tutto dal mondo, che propone una visione secolare, atea e materialistica, della vita. Le popolazioni, una volta cristiane, vengono silenziosamente sedotte dall’illusione di una esistenza felice senza Dio e senza vita eterna. Il loro risveglio sarà drammatico.
Ma un attacco ancora più insidioso viene condotto all’interno della Chiesa, a causa di ministri infedeli, che mettono in questione le verità della fede, quando non le negano apertamente. Demoliscono la Sacra Scrittura e vanificano la parola stessa di Gesù Cristo. Criticano, quando non disprezzano, il Magistero, seminando dubbi e errori fra i fedeli. Si presentano con l’aspetto di agnelli, ma la voce è quella del drago. Chi potrebbe valutare, se non il Cielo stesso, le rovine spirituali che questi falsi profeti hanno provocato alla Chiesa? La demolizione della fede è così avanzata che la Bestia è ormai arrivata all’altare, secondo la spaventosa descrizione della Beata Caterina Emmerich. La stessa unicità di Gesù Cristo, Figlio di Dio e Salvatore del mondo, è messa in questione. Di qui la necessità di annunciare la fede nella sua integrità, senza nulla aggiungere e senza nulla togliere, a partire dal suo centro irradiante che è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
La Regina della pace è qui per infondere luce e coraggio perché, nel tempo in cui dilaga la menzogna, la fede cattolica sia testimoniata nella sua bellezza intramontabile.
(Il Cielo sulla terra – di Padre Livio – Edizioni Piemme – cap. 5)