
Il male fa più tanto rumore, ma c’è anche il bene
Carissimo padre Livio,
come diversi anni fa venivo a trovarti nella cappelletta di Radio Maria, a chiederti suggerimenti per affrontare il quotidiano, quando ricevevi di persona al sabato mattina, così oggi ti scrivo grazie alle tecnologie, Visti i tuoi tanti impegni non occorre che mi rispondi ma sono certo che leggerai la mia e-mail… e francamente mi sono sempre chiesto che “ricetta usi” per gestire tutto il traffico di posta elettronica conciliandolo con gli impegni della Radio Maria!
Ho sentito la “Lettura della cronaca della storia” dove accennavi al profeta Elia che sentendosi solo il Signore gli ha detto “Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s’è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l’ha baciato”.
Trovo azzeccato questo passo della bibbia con i tempi che stiamo vivendo: oggi che sono malato di cancro a 55 anni e non è una “passeggiata” sia mentale che fisica, Satana cerca di “farmi fuori” con lo scoraggiamento; tuttavia trovo tanto conforto nella famiglia, nelle equipe di medici e infermieri che mi assistono al meglio e in fratelli nella fede che stanno pregando per me, per la mia guarigione ed anche in tanti ascoltatori di Radio Maria.
Un piccolo aneddoto: quando stavo tornando a casa dall’ospedale e mi avevano appena diagnosticato il cancro sono riuscito a prendere la linea in diretta alla Radio chiedendo preghiere. A fine collegamento Roberta con la sua “stupenda voce radiofonica” ha letto la preghiera a San Pellegrino Leziosi e Leopoldo Mandich protettori di questa malattia, un radio ascoltatore sconosciuto a seguire mi ha inserito nelle preghiere e alcuni amici che erano collegati mi hanno “identificato” e mi stanno sostenendo con novene e preghiere.
Così come anche io prego nelle notti insonni per tutti i combattenti impegnati in guerre assurde che malati e feriti non possono godere come il sottoscritto di assistenza mediche adeguate, di un letto caldo e della vicinanza della famiglia,
Il male fa più tanto rumore ma, come dici tu c’è anche il bene… la comunione di preghiera non si sente e non si vede ma arriva sicuramente alla Madonna che nella sua infinita misericordia la sa gestire e intercede per noi come nelle nozze di Cana; Gesù con la sua potenza moltiplica la preghiera come i pani ed i pesci.
TI abbraccio Massimiliano
Caro Massimiliano,
quante cose belle, di vita vissuta, hai scritto in poche righe. La malattia, per quanto temibile, come può essere un tumore, non è mi un male assoluto, perché la grazia, che opera silenziosamente in noi, ci affina e ci purifica, illumina lo sguardo che vede l’essenziale della vita e fa vibrare le orecchie dell’anima, che colgono la voce di Colui che ci cerca e ci accompagna.
La malattia, vissuta nel silenzio della preghiera, è un potente mezzo di crescita e di santificazione, perché rende umili, ci fa vedere la nostra precarietà, ci chiama alla preghiera, ci spinge a cercare la solidarietà.
La sofferenza è una grande medicina spirituale che, se accettata con lo sguardo fisso alla Croce, ci eleva all’intima unione con Dio.
Sono perciò felice che Dio ti guidi lungo questa strada, che ho appreso a Medjugorje dalla veggente Vicka, per la quale le croci che il Cielo ci manda sono una grazia e ancor più una gioia.
Per questo dobbiamo pregare per i malati, che sono una moltitudine immensa, perché comprendano quale forza di redenzione e di salvezza possano essere, per sé e per gli altri, la sofferenza e la malattia.
Prego volentieri per te e per la tua guarigione.
Ave Maria
Padre Livio