DOMENICA QUARTA DI AVVENTO (C)

Cari amici di Radio Maria, Buona Domenica!

Il tempo di Avvento corre veloce e ci ha portato alla vigilia del Santo Natale, la festività più sentita e più familiare del Cristianesimo, che fa della nascita di un Bambino il momento centrale della salvezza del mondo.

Questo appuntamento della fede interpella il cuore di ognuno, perché non si tratta solo di ricordare l’evento di Betlemme nella sua commuovente realtà storica, ma chiama in modo particolare ogni uomo a fare spazio dentro di sé alla presenza di questo Bambino che chiede di entrare nella nostra vita.

La celebrazione del Natale è l’evento, lungo il corso del tempo fino alla fine dei secoli, della nascita di questo Bambino nel cuore di ogni uomo, senza eccezione alcuna.

Questo Bambino infatti, che la Vergine Maria ci ha donato, è il Verbo eternamente generato dal Padre, che si è fatto uomo, uno di noi, perché potessimo per mezzo di Lui ritornare a Dio, nostra gioia e nostra pace.

Il dono più prezioso del Natale, che in troppi non percepiscono e non apprezzano, è la grazia di questa presenza che viene offerta al cuore di ognuno, perché l’accolga e divenga il tesoro della sua vita.

Disponiamo quindi a vivere questo momento aprendo il Cuore a questo dono inestimabile, senza il quale la vita è vuota, perché nulla e nessuno potrebbe sostituirlo.

Il Cuore umano è stato creato da Dio,  perché Lui stesso lo possa abitare in dolce e silenziosa comunione con noi. Ma Dio è questo Bambino che, con la sua piccolezza, ci invita all’umiltà e alla mitezza, tutte parole ormai scomparse dal linguaggio quotidiano.

La Vergine Maria, che ha portato questo Bimbo nel suo grembo per nove mesi,  lo dona di nuovo a noi,  di generazione in generazione, anche in questo Natale, perché nessuno se non Lui può abitare il Cuore umano, creato per Dio e non per gli idoli.

Prepariamo dunque il Cuore per ospitare il Re del mondo, gettiamo nella geenna gli idoli che lo ingombrano e lo deturpano, spazziamo via le polveri che lo offuscano, i cattivi odori dei vizi che ci soffocano.

Trasformiamo il Cuore in una Reggia dove la Regina possa entrare per deporre il Bambino Gesù in un giaciglio di semplicità e di tenerezza.

Sia questo il nostro Natale, che sarà indimenticabile, che sarà sempre di nuovo desiderabile, che ci accompagnerà al Natale eterno del Cielo, insieme alla moltitudine degli angeli e dei santi.

Vostro Padre Livio


Vangelo

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-45
 
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
 
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore