Pensiero Spirituale sulla vita, una navigazione affascinante ma pericolosa

Cari amici, la vita umana è come una navigazione in un oceano a volte calmo, a volte tumultuoso. Nella traversata della vita, lo sappiamo, ci sono momenti di bonaccia ma non mancano le tempeste. La rotta è piena di pericoli, ciascuno di noi può fare un bilancio del tragitto fatto finora e riconoscere che ha dovuto affrontare diversi momenti travagliati.

È certamente inevitabile che la vita umana abbia delle turbolenze, nella nostra presunzione pensiamo di poter resistere senza l’aiuto di nessuno, ci crediamo veramente inaffondabili, invincibili. La vita è certamente un dono meraviglioso, ma ci sono tanti pericoli che incombono. Basta guardarsi intorno e leggere i giornali per capire che i nostri corpi sono molto fragili, soggetti a sofferenze e difficoltà. Quante persone conosciamo che sono sempre state in buona salute e dall’oggi al domani hanno avuto un declino fisico a causa di qualche malattia.

Dobbiamo prendere consapevolezza della fragilità umana, anche quando ci sentiamo invincibili. Basta un nonnulla per metterci ko. È normale, allora, chiedersi perché il Signore ci ha creato con un corpo così fragile. Dio ha creato i progenitori elevandoli in grazia, esenti dalla sofferenza e dalla malattia, immortali. Tuttavia, la fragilità del corpo persiste; il corpo dell’uomo non è invulnerabile a causa della debolezza che ha contratto con il peccato originale.

Il peccato ha reso il corpo umano fragile. È bensì vero che il corpo umano è un capolavoro di perfezione, ma è anche vero che ogni giorno moriamo un po’. Il cammino nel tempo che logora non si può fermare. Il nostro corpo è soggetto a un lento declino, è inevitabile.

È importante, allora, prendere coscienza della fragilità del nostro corpo. Fin dalle origini siamo caduti nel peccato della superbia; ci crediamo immortali, ma non è così. Nessuno può allungare la vita nemmeno di un istante, solo Dio sa quanto dura il cammino di ciascuno di noi.

Dio ha permesso che il nostro corpo fosse fragile e soggetto a malattie e morte proprio per farci capire che sulla Terra siamo di passaggio. Dobbiamo certamente curare la nostra salute e prenderci cura del nostro corpo, ma non dobbiamo idolatrarlo. La vita sulla Terra è un passaggio, è una tappa. Oltre la morte si cammina ancora e a volte la strada verso il Cielo è lunga perché bisogna fare penitenza in purgatorio.

La vita è bersagliata anche e soprattutto da innumerevoli e drammatici pericoli per lo spirito e per l’anima. La sofferenza morale flagella la vita, a volte è la cattiveria che abbiamo dentro che prende possesso di noi stessi e ci logora. Il mondo stesso è pieno di insidie, i nemici (e i falsi amici) sono ovunque, a volte le serpi sono all’interno delle nostre famiglie e ci troviamo ad affrontare difficoltà e cattiverie ogni giorno e da parte delle persone che dovrebbero volerci bene.

Il male che viene dal prossimo è forse la più grande tribolazione che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno. Quanti tranelli, quante seduzioni e quanti inganni dobbiamo schivare ogni giorno dalle persone più impensabili. Sembra di passeggiare in un bellissimo giardino fiorito, ma sotto i petali colorati si nascondono serpenti e scorpioni.

Dio ha permesso che fossimo fragili, deboli, soggetti alla malattia, alla vecchiaia, alla morte, ai pericoli, alle insidie, proprio perché rimanessimo umili. La causa della perdizione è la presunzione. Chi si crede Dio, chi si mette al suo posto, si perde eternamente. Oggi, il peccato del mondo è mettersi al posto di Dio, pretendere di farne a meno.

La sofferenza rende saggi. Il male che viene inflitto dagli altri ci riporta coi piedi per terra. La malattia ci rende consapevoli della nostra fragilità. I pericoli, le fatiche, le sofferenze della vita ci riportano alla dimensione di creature che si inginocchiano davanti al Creatore.

L’umiltà di avere bisogno di Dio tiene lontana la superbia che è la causa della perdizione eterna. L’umiltà ci rende fratelli, è un grande dono che non ci fa deviare dalla via per il Paradiso.

La vita è un’avventura meravigliosa, ma è molto pericolosa. Dio permette la nostra fragilità perché abbiamo ad affidarci a Lui.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”