
Pensiero Spirituale sull’abitudine ai gesti gratuiti
Cari amici, Gesù ha detto: «Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date» (Mt 10,8). Queste parole sono molto importanti, soprattutto nella società nella quale oggi viviamo dove è molto difficile trovare gesti gratuiti, in quanto tutti sono proiettati a guadagnare e ad accumulare e spesso ci si dimentica delle persone bisognose che vengono emarginate.
Soffermiamoci a pensare a noi stessi, a chi siamo. Da Dio Creatore e da Cristo Redentore abbiamo ricevuto tutto ciò che siamo e ciò che abbiamo. La vita è un dono di Dio e tutte le nostre qualità vengono da Lui. La nostra stessa esistenza, istante dopo istante, è un dono di Dio. Ogni passo del nostro cammino è concesso da Dio.
La consapevolezza che tutto ciò che siamo e che abbiamo sia un dono di Dio ci deve rendere grati, ogni giorno. È importante, inoltre, l’apertura agli altri. Così come noi abbiamo ricevuto tutto, è bene che lo condividiamo con gli altri. È un atteggiamento interiore di apertura del cuore, di mani tese verso i bisognosi. Gesù Cristo ci insegna che siamo tutti fratelli e sorelle, siamo un’unica famiglia umana creata da Dio.
È bello riscoprire la dimensione della gratuità nel mondo d’oggi dove, invece, la gente si aspetta sempre un compenso per ciò che fa. A livello individuale, infatti, è difficile trovare dei gesti gratuiti, ma noi cristiani dobbiamo ritrovarli e riempire la nostra vita di altruismo, specialmente quando abbiamo ricevuto da Dio la grazia di avere non solo il necessario, ma anche il superfluo.
Com’è bello riprodurre in noi lo stesso atteggiamento di Dio. Come Lui non ha tenuto per sé la sua pienezza di grazia ma ha voluto creare gli esseri umani capaci di accogliere la grandezza del Suo amore, così anche noi dobbiamo dare agli altri le grazie che abbiamo ricevuto. Questo discorso non deve limitarsi unicamente dal punto di vista materiale, non si tratta solamente di elemosina. Dev’essere proprio una disposizione interiore, dare il meglio di noi stessi agli altri, donare il nostro amore, il nostro talento, la nostra stima. In un mondo in cui l’egoismo la fa da padrona insieme alla competizione e alla smania di accumulo, dobbiamo arginare questo atteggiamento interiore introducendo la gratuità, il dono di sé incondizionato.
Aiutare gli altri è un esercizio che aiuta anche nel cammino spirituale e significa dare una buona parola di conforto, incoraggiare, comprendere, ascoltare, aiutare chi è in difficoltà. L’atteggiamento interiore di attenzione all’altro fiorisce poi in comportamenti virtuosi. In un mondo in cui l’egoismo e l’odio cercano di prevalere, dobbiamo cercare di rispondere con l’amore, con la generosità, con la disponibilità, con la fraternità.
Siamo creature di Dio, dobbiamo imitarlo. Il fondamento teologico dell’apertura verso gli altri è il fatto che Dio ci ha chiamati dal nulla, donandoci gratuitamente tutti i doni (naturali e soprannaturali) di cui siamo ricolmati. Nella preghiera capiamo che siamo un dono, ringraziamo Dio per tutto ciò ci dà ogni giorno; doniamo agli altri quell’amore e quei doni che Dio ci dà. Questo modo di concepire la vita ci fa sentire veramente tutti fratelli, tutti figli di un unico Creatore che, nella sua luce e nel suo amore, si aiutano, si donano reciprocamente, fanno del bene incondizionatamente.
A imitazione di Cristo, diffondiamo il bene, la pace, l’amore, aiutiamo le persone senza volere nulla in cambio. Con questa forza divina che sgorga dal Cuore di Cristo, possiamo fermare i flutti dell’odio e le mareggiate di violenza che si perpetrano ogni giorno in ogni parte del mondo.
La Regina della pace ci abbraccia, riversa su di noi la sua tenerezza affinché noi la versiamo sugli altri: «In modo particolare, figlioli, che abbraccio con tenerezza, vi esorto alla preghiera per la pace nel mondo, affinché la pace prevalga sull’inquietudine e l’odio» (Messaggio del 25 novembre 2024).
Il bene sia più forte del male, i gesti gratuiti schiaccino gli egoismi e le prevaricazioni, l’amore spazzi via l’odio, la luce dissipi le tenebre. Abituiamoci a fare gesti gratuiti nei confronti del prossimo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”