
Pensiero Spirituale sulla vita umana senza Dio, un vagare inutile
Cari amici, la vita senza Dio è un vagare inutile. Rispetto a quando la fede era più fervente la vita oggi ha un’impostazione molto diversa, nel quotidiano non c’è spazio per Dio. In passato, invece, era ben presente il riferimento a Dio, eravamo consapevoli che venivamo da Dio Creatore che ci ha tratto dal nulla e ci ha dato un’anima spirituale immortale; l’educazione dei nostri genitori era impostata su una visione della vita alla luce della fede. La vita era intesa come un cammino verso l’eternità, con un inizio e una fine e con un traguardo ben preciso: il Cielo. Con la luce della ragione e con la grazia dello Spirito Santo possiamo dire che in tutte le religioni c’è l’apertura all’Aldilà, alla vita oltre la morte.
È tipico del nostro tempo, invece, imporre una visione pseudoscientifica della vita secondo la quale veniamo dalla materia e, morendo, torniamo a essa. Oggigiorno l’uomo è ridotto a un animale che nasce, cresce e muore. L’umanità non ha più lo sguardo rivolto verso il Cielo, si è chinata verso il basso, ha perso la visione soprannaturale della vita. Negli ultimi decenni si è sempre più diffusa una visione intramondana, regressiva perché riduce l’uomo – che è invece l’espressione più alta del Creato – è stato declassato a prodotto materiale, ad animale un po’ più sviluppato ma comunque limitato. La vita umana, oggi, è tutta orientata al soddisfacimento dei desideri materiali.
Il cuore umano è assetato di assoluto, l’essere umano è la creatura più nobile perché è in grado di arrivare a Dio con la sua intelligenza. L’uomo anela a Dio e i beni spirituali sono il più grande desiderio da realizzare. Chi è nel cammino di fede sa che ci sono dei beni spirituali che valgono più di tutto l’oro del mondo, come ad esempio la pace del cuore e la gioia interiore. Le virtù spirituali rendono bella una persona anche esteriormente perché riflette quel buono interiore anche nello sguardo, nel sorriso, nei modi di porsi agli altri. Ci sono dei beni spirituali che chi crede in Dio ha sperimentato e sa quanto elevano l’uomo.
Rinchiusa la vita nell’ambito dell’animalità, siamo prigionieri dell’effimero e della ricerca spasmodica al benessere materiale che non soddisfa mai veramente, anzi degrada moralmente. Impostando la vita alla ricerca della soddisfazione materiale si arriva alla fine con in mano un pugno di mosche. La vera gioia sta nei beni spirituali, è lì che dobbiamo arricchirci!
Non c’è da meravigliarsi che laddove c’è la degradazione della vita umana, tipica del materialismo e dell’ateismo, si moltiplicano le infelicità e le insoddisfazioni croniche che talvolta sfociano in depressioni anche gravi. La rabbia interiore, causata dall’infelicità, è sotto i nostri occhi ogni giorno; tutti i fatti di cronaca terribili sono la deriva della ricerca inutile del benessere materiale.
È bene allora, fermarsi e fare un paragone tra la vita di un credente e quella di un non credente. Il primo ha lo sguardo rivolto verso il Cielo, anela a Dio, cammina ogni giorno sperimentando la gioia anche nella sofferenza, offrendo le difficoltà al Signore e affidandosi quotidianamente a Lui. Chi vive in questo modo è una persona affidabile anche da punto di vista sociale, è certamente una persona responsabile, potremmo dire è una persona “di cuore” a cui molti si rivolgono anche per dei consigli, per una parola buona e confortante. Chi crede irradia i dono di Dio anche agli altri, porta gioia, porta speranza, porta luce nelle vite di chi gli sta intorno.
Il non credente si lamenta, ha paura del futuro, è totalmente immerso nella ricerca materiale di qualcosa che lo soddisfi, rincorre una felicità terrena che non può trovare nelle cose effimere di questo mondo. Lo stato di insoddisfazione e di infelicità esistenziale che ormai ha permeato quasi l’intera umanità sta a identificare il fallimento della falsa religione che ha sostituito il Cristianesimo. L’uomo ritorni al suo posto di creatura creata da Dio! Ritorniamo alla fede cristiana! Ritorniamo alla Verità e alla Luce! Solamente vivendo nella luce di Dio possiamo ricostruire noi stessi e sperimentare la vera gioia interiore.
Con Dio la vita è un pellegrinaggio di luce dalla Terra al Cielo. Senza Dio la vita umana è un vagare inutile.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”