Pensiero spirituale sull’affidabilità di chi resiste nella prova

Cari amici, le prove sono importanti per temprarsi nel combattimento della vita. Ci sono alcuni giovani che nel tempo della loro formazione, sono orientati all’apprendimento di carattere intellettuale e del corpo. I ragazzi di oggi, sono esperti dei social ma carenti nella cultura storica. Sono fragili dal punto di vista psicologico perché manca un aspetto dell’educazione fondamentale. La tradizione cristiana e i grandi classici su cui è formata la cultura europea hanno sviluppato una paideia, cioè un’educazione che non si limita all’intelletto, alle conoscenze, all’efficienza e all’adattabilità come fossimo macchine. Perché per essere completa, la formazione deve anche essere a livello morale e spirituale. Il Cristianesimo l’ha fatto fruttare attraverso il Vangelo con una formazione che significa morire all’egoismo al mondo per realizzare se stessi come creature e persone nuove.

Ai ragazzi manca l’educazione alla pratica delle virtù che inserite nell’ambito della fede e della morale cristiana sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza. Queste sono le virtù cardine della vita, senza le quali le persone rischiano di essere delle macchine che sono fragili e non sanno affrontare i grandi problemi e crisi dell’esistenza. Per questo è importante ricoprire questa lacuna e ritornare alle fondamenta classiche dell’istruzione. La vita sulla Terra è una battaglia, un combattimento spirituale che richiede applicazione quotidiana, in una vita che non è alla ricerca di emozioni e felicità illusorie, ma una traversata dell’oceano con una barca molto fragile.

L’addestramento per affrontare questo tragitto è intellettuale, morale e spirituale, basato sulla pratica delle virtù e la mortificazione dei vizi. Le culture antiche tipiche del mondo europeo e asiatico, nel loro itinerario di formazione mettono la pratica delle virtù insieme quella della conoscenza. In tal modo, una persona sarà in grado di gestire e guidare se stessa nelle prove e nei momenti che richiedono coraggio. La generosità, l’audacia, la resistenza non si possono improvvisare. Gli educatori devono contemplare questo aspetto per preparare i figli e insegnare le virtù fondamentali con tutte le loro derivazioni.

Dobbiamo fare dei nostri giovani, delle persone in grado di dominare se stessi, di mortificarsi, guidarsi, affrontare le prove, le fragilità esistenziali, affinché siano persone affidabili. Non basta avere un diploma, essere capaci di usare i mass media o essere veloci come dei computer. Le macchine non saranno mai riflessive come un essere umano, non sapranno esercitare la giustizia, compiere tutto ciò che di bello e buono l’uomo può produrre spiritualmente. Dobbiamo far crescere questa differenza, cioè la moralità, la forza interiore e lo splendore delle virtù.

Tuttavia, ci vuole una motivazione spirituale superiore che tiene insieme tutto. Alla vita bisogna dare un senso che vada al di là delle cose che vediamo e dei traguardi che possiamo calcolare. La vita è un orientamento a Dio e una Sua Creazione. La formazione morale deve essere completata da un’apertura all’Assoluto che per i cristiani è la grazia della fede in Dio Creatore, che è Amore, l’Onnipotente, giusto e il fine della vita.

Non possiamo paragonare l’essere umano, creatura di Dio, a una macchina che non è responsabile, non è capace di comunicare, ragionare e riflettere. Dobbiamo far crescere tutto ciò che fa grande l’uomo, ovvero le sue virtù morali che a loro volta devono essere motivate dalla fede in Dio. Egli è la motivazione di fondo per essere nella vita persone positive, giuste, fedeli e affidabili.

Le persone affidabili sono poche perché non c’è la formazione adeguata a riguardo. Possiamo notarlo nelle persone con grandi responsabilità ma viziose che mettono in pericolo il mondo. È questo il punto su cui dobbiamo riflettere, dobbiamo rispolverare l’idea antica della formazione cristiana e i suoi maestri. Non basta l’efficienza nel risolvere le questioni pratiche, ma ci vuole anche l’intelligenza, la prudenza, la generosità, l’onestà, l’irreprensibilità, il dominio di se stessi. Il destino dei popoli è in mano a persone che possono essere intelligenti, ma non sappiamo quanto affidabili.

Dobbiamo ricostruire noi stessi, la Madonna ci invita a far sì che il bene prevalga e si diffonda nel mondo di uomini e non di macchine. Un mondo vivibile e non un inferno anticipato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”