DOMENICA 33.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Caro amici l’anno liturgico va verso la sua conclusione e Domenica prossima la Chiesa celebra la solennità di Cristo Re dell’Universo e poi entrerà nel tempo di Avvento con lo sguardo rivolte verso il Natale.

L’anno liturgico però non è come l’anno solare, dove il tempo scorre all’infinito come un cerchio che gira su se stesso, ma è una linea retta dove il tempo va verso il suo compimento, oltre il quale c’è l’eternità.

Verso dove stiamo andando, in questo susseguirsi di anni, mesi, giorni e istanti, che non riusciamo più a contare tanto scorrono via veloci?

E una domanda importante perché riguarda la nostra vita, il suo senso o non senso, a seconda della risposta che ci diamo.

Gesù nel Vangelo di oggi ci rivela che è Lui il nostro futuro, Colui che incontreremo al termine del nostro pellegrinaggio, come del lungo viaggio dell’uomo sulla terra.

Le sue parole sono quelle autorevoli di uno che ha creato il mondo dal nulla e che lo porta al suo compimento finale:

“In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria
27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo”.

Questa cari amici è una verità della fede cristiana che ci siamo dimenticati, come se l’uomo fosse padrone del mondo e della sua vita e potesse decidere del tempo a suo piacimento.

Teniamo sempre presente la realtà e non seguiamo le illusioni menzognere del mondo. La vita passa veloce, come ci rendiamo conto man mano che andiamo verso la vecchiaia, veloce come “un battito di ciglia” ha detto la Madonna.

In questo tempo che si consuma inesorabilmente, come un lumicino, dobbiamo realizzare il nostro destino eterno, abbracciando strettamente Dio, senza abbandonarlo mai.

Teniamo presente che verremo giudicati secondo le nostre opere e che il tempo del pentimento e della conversione non è a nostra discrezione.

Anche il mondo finirà, la terra brucerà, rimarrà nulla di ciò che l’umanità ha realizzato nella sua storia, se non il bene compiuto dalle anime dei giusti che saranno gloriose per tutta l’eternità.

Con questi pensieri rivediamo la nostra vita e andiamo con fiducia incontro a Cristo che viene.

Vostro Padre Livio


Vegliare per la venuta del Figlio dell’uomo (Marco 13, 24-32)

 24In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria
27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 
29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 
31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.