
Pensiero spirituale sulla vera pace che viene soltanto dalla preghiera
Cari amici, nel Messaggio della Regina della pace del 25 settembre 2024, vi è un’espressione molto importante: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera».
Nel linguaggio della Gospa “la vera pace” è quel dono straordinario che viene da Dio e che ha come destinatario il cuore dell’uomo. Quando una persona ha questa grazia, non desidera nient’altro dalla vita e non può essere insidiata – se non vogliamo – perché è basata sulla nostra unione con Dio. Essa è più preziosa della gioia e della felicità, perché essi sono stati d’animo transeunti. Se non si compromette questa grazia non si rischia di perderla.
Nella nostra quotidianità, possiamo riconoscere le persone in pace perché sono miti, umili e silenziose, che coltivano questo anticipo del Cielo già su questa Terra. Tuttavia, bisogna essere in grado di riconoscere la vera luce, che viene dall’unione con Dio, dalla falsa luce, basata su fattori umani e contingenti. I tentativi di pace senza il rapporto con Dio sono come castelli di carta che al primo soffio crollano inesorabilmente.
Per questo motivo l’affermazione della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024) ha un grande valore esistenziale. Viviamo in un mondo “nemiran” ovvero senza pace, che è una condizione tipica dell’uomo contemporaneo. L’uomo moderno allontanatosi da Dio, si ritrova immerso nelle cose effimere, in balia dei venti del male che soffiano e delle onde che squassano rischiando di mandarci a fondo. La Regina della pace è venuta per rimettere la barca dell’umanità su una rotta che la porti alla salvezza, in una tempesta di insoddisfazione esistenziale generalizzata.
Sant’Agostino ha definito la vera pace come “la tranquillità dell’ordine”, uno stabile rapporto di comunione con Dio possibile solo attraverso la preghiera. Aprendo il nostro cuore a Dio, entriamo in comunione con Lui. Nella Sua luce, scopriamo la sua Misericordia, il suo perdono, professiamo la volontà di cambiare, di diventare figli fedeli. Questo lavorio interiore è la preghiera vera nella quale ci professiamo Sue creature, peccatori, bisognosi, ci umiliamo, lasciamo che ci prenda tra le sue braccia. Mediante questo affidamento i nostri mali e le nostre ferite vengono guariti.
Questa è la pace che vogliamo e desideriamo. È un atto di Misericordia che Dio ci concede e nel quale noi giuriamo fedeltà e amore filiale. L’abbraccio di Dio consolida e fortifica nella pace. Questo è il lavoro che dobbiamo fare quotidianamente dentro di noi, alimentando nella preghiera il nostro rapporto con il Signore. L’identità della religione cristiana è proprio quella di essere una religione filiale nella quale Dio si manifesta come Amore e Padre. Egli ha inviato il Figlio affinché ci insegnasse come rivolgersi a Lui e come diventare a nostra volta figli, chiamandolo “Abba Padre”.
Il Cristianesimo è la via della pace, ritornare ad essere figli, umili, fedeli, affidati, sottomessi, devoti. Essere cristiani significa entrare in Gesù Cristo, invocare il nome di Dio come Padre, recitare “sia fatta la Tua Volontà”. Il cristiano vive costantemente in questa luce dell’umiltà, della consapevolezza di essere povere creature e di avere una grande dignità. Nella nostra piccolezza abbiamo ricevuto la grazia di essere uniti al Figlio nella lode del Padre. Sarà proprio questa nostra piccolezza e umiltà a prepararci all’abbraccio del Padre Celeste che accoglie, perdona, stringe a sé, non abbandona, salva dalla potenza del male e della morte.
Soltanto nella preghiera arriva la pace nel cuore, la pace dei figli amati e perdonati, reintegrati come il figliol prodigo nella legge del Padre, quindi predestinati alla vita eterna. Nel cammino della vita, per quanto sia tremendo, abbiamo la protezione di Dio sotto il Suo manto paterno, dobbiamo solo affidarci, credere e perseverare. Questo deve essere il nostro combattimento spirituale quotidiano: rinnovare la nostra unione con Dio, il nostro amore con Gesù e Maria e con loro seminare pace, amore, perdono, parole di luce e di incoraggiamento.
Maria vuole che combattiamo attraverso la diffusione del dono della pace che riceviamo attraverso Dio nella preghiera. In questo modo possiamo cambiare il mondo, Dio vincerà e si costruirà un futuro di pace. Scriviamo nel nostro cuore le parole della Regina della pace: «La vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera» (25 settembre 2024).
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”