“Attaccheremo ancora la Palestina occupata”
La Repubblica – 5 Ottobre 2024 – dai nostri inviati Gabriella Colarusso (Beirut) e Fabio Tona
I media israeliani dicono che Safieddine, successore di Nasrallah è stato ucciso a Beirut. Biden: “Israele valuti di non colpire“
Un discorso breve, da belligerante, armato. «Il 7 ottobre è stato un atto legittimo, così come legittima è la nostra risposta contro Israele», ha esordito la Guida Suprema della Repubblica islamica dell’Iran durante la preghiera del venerdì nella grande moschea di Teheran, dove si teneva la commemorazione per la morte di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah. Accanto all’ayatollah Ali Khamenei c’era un fucile, come vuole la tradizione sciita secondo cui un sermone senza impugnare un’arma non è efficace. In questo momento, però, dopo i 181 missili balistici lanciati sulle città di Israele e l’attesa dell’annunciata rappresaglia, la tradizione si carica di simbolismo e dei più neri presagi.
«Se necessario attaccheremo ancora la Palestina occupata», promette la Guida Suprema, mentre il governo dello Stato ebraico sta studiando quando e come colpire l’Iran, cercando un punto di compromesso col presidente Biden che ieri ha invitato Israele a «valutare obiettivi alternativi ai pozzi petroliferi» e ha aggiunto: «Si evitino le vittime civili».
Nel giorno della commemorazione di Nasrallah («Era un fratello, il mio orgoglio, il volto amato dell’Islam»), Khamenei si è rivolto ai libanesi invitandoli a «non disperare», perché «il regime sionista non sarà mai vittorioso su Hamas ed Hezbollah». Ha poi lanciato un appello ai Paesi arabi, compresi quelli di fede sunnita: «Il nemico dell’Iran è il nemico della Palestina, del Libano, dell’Iraq, dell’Egitto, della Siria e dello Yemen».
Ad ascoltarlo tra i funzionari del regime c’era Abdullah Safieddine, capo dell’ufficio di Hezbollah e fratello di Hashem Safieddine, il possibile successore di Nasrallah. Di cui, però, da ventiquattr’ore non si ha più traccia. Secondo i media israeliani è rimasto ucciso anche lui, come il capo delle comunicazioni del Partito di Dio Muhammad Rashid Sakafi, nel massiccio raid dell’aviazione israeliana di giovedì notte, avvenuto ancora una volta nel quartiere sciita di Dahieh, a Beirut. Sul bunker di al-Marija, ritenuto essere la sede dell’intelligence di Hezbollah e al cui interno secondo i giornali locali era in corso la riunione per nominare Hashem Safieddine, i jet israeliani hanno scaricato 73 tonnellate di bombe. Per eliminare Nasrallah ne avevano usate 80.
Trump: Israele dovrebbe colpite i siti nucleari iraniani
Israele dovrebbe colpire i siti nucleari iraniani. Lo afferma Donald Trump, nel corso di un comizio in North Carolina. «La risposta doveva essere: colpite il nucleare prima e preoccupatevi poi», ha detto il tycoon a chi gli chiedeva cosa pensasse della risposta data dal presidente americano Joe Biden sulla possibilità che lo Stato ebraico colpisca gli impianti atomici di Teheran. Biden si è detto contrario e nelle ultime ore ha frenato anche sul colpire i giacimenti petroliferi. «Se lo faranno, lo faranno. Scopriremo quali sono i piani» di Israele, ha aggiunto Trump. Il governo israeliano, secondo quanto riferito da Biden, non ha ancora definito la sua risposta all’attacco dell’Iran.
(Corriere della Sera 5 Ottobre 2024)
L’appello del Papa: il 7 ottobre preghiera e digiuno per implorare la pace nel mondo
Come già per Siria, RD Congo e Sud Sudan, Libano, Afghanistan, Ucraina e Terra Santa dal 2013 al 2023, Francesco indice per il prossimo lunedì, primo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas a Israele, una giornata di orazione e astensione di pasti per invocare il dono della pace. E annuncia una visita domenica 6 ottobre a Santa Maria Maggiore per recitare il Rosario e pregare la Madonna, chiedendo la partecipazione di tutti i membri del Sinodo
(Vatican News)
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