
Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: 8) L’azione dello Spirito Santo
Cari amici, nel documento della Santa Sede viene messa a fuoco la presenza di Dio, che ha un primato assoluto nei Messaggi di Medjugorje. Gesù Cristo è centrale per la Madonna che lo chiama “Mio Figlio”. Lo Spirito Santo, invece, fino a non molto tempo fa, veniva chiamato chiamato “il Dio sconosciuto”. Mentre al Padre viene data la raffigurazione umana che esprime la paternità e al Figlio la figura storica di Gesù Cristo, lo Spirito Santo viene rappresentato come una colomba, oppure con elementi della Creazione, il vento e il fuoco.
Nel nostro tempo l’azione dello Spirito Santo è stata messa in evidenza e anche la Madonna torna spesso sulla necessità di invocarlo. La sequenza che recita “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce […]” è stata messa proprio dalla Gospa all’inizio della Santa Messa della sera a Medjugorje. Questa ampiezza di vedute nei Messaggi – che tocca i temi fondamentali della spiritualità cristiana – ci indica il loro valore. Come prova di questo abbiamo ciò che raccoglie la Nota sullo Spirito Santo nei Messaggi.
L’azione dello Spirito Santo
14. Molti messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo:
La teologia sistematica assegna al Padre l’opera della Creazione, al Figlio l’opera della Redenzione e allo Spirito Santo la santificazione. Ma la realtà è che le Tre Persone agiscono in comunione fra loro, non c’è una Creazione senza il Figlio e lo Spirito Santo, così come la Redenzione e la Santificazione. Il Padre genera eternamente il Figlio, il Figlio e il Padre spirano il soffio d’amore che è lo Spirito Santo. Perciò, lo Spirito Santo è colui che ci conduce interiormente – con il suo amore purificatore – sulla via della santità.
«La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21.10.1983).
La Regina della pace ci invita all’invocazione ordinaria della grazia dello Spirito Santo. Esso è l’amore di Dio che ci viene donato. I doni dello Spirito Santo sono numerosissimi e tutti contenuti nella Bibbia, specialmente nelle Lettere di San Paolo e degli Apostoli. Sono doni di carattere spirituale codificati nella sapienza, nell’intelletto, nel consiglio, nella fortezza, nella scienza, nella pietà e nel Santo timor di Dio. Ce ne sono tanti altri, come il dono delle lingue, delle guarigioni, della predicazione, delle esortazioni. Ma come ci insegna San Paolo fra tutti il più grande è la carità diffusa nei nostri cuori.
Una giaculatoria mariana che si può recitare ogni giorno è: “Vieni Spirito Santo, vieni per Maria”. Infatti, il dono dello Spirito Santo nella Pentecoste– come ci è stato descritto dai mistici, teologi e artisti – vede al centro Maria Santissima. È Colui che ha fatto sì che il Figlio si incarnasse e diventasse uomo nel grembo di Maria. Sant’Agostino, commentando il Salmo che recita “Tutti là sono nati”, afferma che il “là” indica il grembo di Maria dove è stato concepito Cristo e tutte le membra – che siamo noi – attraverso lo Spirito Santo.
«Cominciate a invocare ogni giorno lo Spirito Santo. La cosa più importante è pregare lo Spirito Santo. Quando lo Spirito Santo discende su di voi, allora tutto si trasforma e vi diventa chiaro» (25.11.1983).
Lo Spirito Santo ha degli attributi particolari, prima di tutto il dono della sapienza, poi l’intelletto, il consiglio, la scienza. Sono doni che elevano l’intelligenza umana e la rende partecipe della scienza divina. Altri doni molto importanti per la vita spirituale sono la fortezza, che ci sostiene nel combattimento spirituale e nella testimonianza. Mentre i doni di carattere affettivo sono la pietà e il Santo timor di Dio, che riguardano l’atteggiamento di umiltà, di amore, di affidamento, di devozione e totale fiducia che dobbiamo avere. Invocando lo Spirito Santo abbiamo tutti questi doni che ci portano alla comprensione di Dio, al combattimento spirituale e all’umiltà.
«Prima della Messa bisogna pregare lo Spirito Santo. Le preghiere allo Spirito Santo devono sempre accompagnare la Messa» (26.11.1983).
L’invocazione allo Spirito Santo non deve avvenire solamente a inizio Messa ma per tutta la sua durata, anche attraverso i canti. La consacrazione viene compiuta invocando lo Spirito Santo, esso fa sì che il Pane e il Vino diventino il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo.
«La gente prega in modo sbagliato. Si reca nelle chiese e nei santuari per chiedere qualche grazia materiale. Pochissimi, invece, chiedono il dono dello Spirito Santo. La cosa più importante per voi è proprio implorare che discenda lo Spirito Santo, perché se avete il dono dello Spirito Santo avete tutto» (29.12.1983).
Sono tutti Messaggi del 1983, evidentemente la Regina della pace sentiva il bisogno che la gente entrasse nella dimensione della vita spirituale soprannaturale, dovuta alla grazia dello Spirito Santo.
La Gospa ha esortato molte volte a invocare lo Spirito Santo perché è grazie ad esso che noi possiamo comprende i Suoi Messaggi e la sua presenza a Medjugorje. L’evento dell’Apparizione è soprannaturale – è il Cielo che scende sulla Terra – per crederci e comprenderlo nel suo valore abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo. Diversamente rischiamo che, durante le numerose Apparizioni, rimaniamo nella nostra carnalità, nella selva oscura, nella caverna. Il Mistero di Dio è inscrutabile ma lo Spirito Santo ci dà la possibilità di conoscerlo con grande umiltà, come Maria.
Maria, piena di grazia, è ricolma di tutti i doni dello Spirito Santo, gli stessi che vediamo in modo divino in Gesù Cristo. Anche noi possiamo ricevere questi doni se siamo nell’umiltà.
Lo Spirito Santo è l’attore della nostra vita spirituale, più siamo umili più riceviamo doni, più siamo presuntuosi più perdiamo questi santi doni.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”