Pensiero spirituale sul perdono che guarisce il cuore

Cari amici, una delle componenti fondamentali del messaggio cristiano è il perdono. Tutti gli studiosi delle religioni del mondo sanno che il perdono è presente solo nel Cristianesimo ed è assente come elemento strutturale nelle altre religioni. Non esiste questo aspetto della perfezione divina che è il perdono di Dio verso le creature, specialmente in alcune religioni orientali. È talmente assente che l’anima per purificarsi dai peccati deve fare delle trafile lunghissime di reincarnazione. Il concetto che Dio possa perdonare la Sua creatura e purificarla non esiste, ovviamente in chiave cristiana con il presupposto del pentimento. Questo rompe tutte quelle catene di schiavitù che sono presenti in tantissime religioni e dove la salvezza è quasi senza speranza, è frutto per pochi che riescono a entrare nei vari gradi di purificazione.

La grandezza del Cristianesimo è che il perdono non è un fatto banale ma serio. Veniamo perdonati dei nostri peccati per quanto grandi essi siano – purché ci sia il pentimento – perché per essi ha già pagato Qualcun altro. Cristo ha pagato in Croce, ha vissuto straordinarie, incredibili, ineffabili sofferenze della Passione della Croce. Le ha vissute espiando al nostro posto i nostri peccati e per nostro amore, ottenendo un perdono totale. Chi si pente profondamente e realmente, anche se ha commesso dei gravissimi peccati, ha la possibilità di andare direttamente in Paradiso. Ci devono essere, tuttavia, delle condizioni interiori e soggettive specifiche: il dolore perfetto per aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato. Questo elemento del Cristianesimo è una rivelazione divina, è il Mistero della Croce. Gli Apostoli hanno faticato a capire quello che Gesù avrebbe dovuto subire: ovvero essere processato, flagellato, crocifisso, per poi risorgere il Terzo giorno. Non potevano capire il perché di tutto questo. Dopo la Resurrezione e la grazia dello Spirito Santo, gli Apostoli hanno capito per quale motivo Gesù ha sofferto così tanto. Pietro, infatti, nella sua predicazione ha detto che Cristo patì per i nostri peccati.

Questo è il motivo per cui non si può dire che tutte le religioni sono uguali. Uno solo ha espiato i peccati per tutti gli uomini di tutte le religioni: Gesù Cristo. Colui che è il Verbo eternamente generato dal Padre e che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. Colui che ha annunciato il Vangelo con coraggio, una sapienza straordinaria e una potenza di miracolo nei tre anni della Sua missione. Colui che ha redento il mondo attraverso il Suo sacrificio d’amore, ottenendo per noi il perdono dei peccati. La Salvezza avviene per grazia dello Spirito Santo che agisce nei cuori di tutti, per il perdono che viene da Cristo e non da altri dèi. La Croce è la fonte di grazia per tutti gli uomini di tutti i tempi, per quelli che hanno una fede esplicita e implicita, per quelli che hanno una rettitudine di coscienza e un cuore aperto alla grazia.

Questo annuncio del perdono ha sollevato un macigno che ci schiacciava, ovvero il peso dei peccati personali e di quelli del mondo. È quel peso che sentiamo quando la coscienza ci rimorde ed esitiamo ad aprirci al perdono di Dio. Diventa una liberazione nel momento in cui ci inginocchiamo, chiediamo perdono, andiamo a confessarci, riceviamo in nome di Cristo l’assoluzione dei peccati. Dopodiché, riusciamo a trovare una gioia inenarrabile, indescrivibile, ineffabile che inonda il cuore. Solo in quel momento si piangono lacrime di gioia e di commozione per il perdono ricevuto. L’essere perdonati da Dio è una delle più belle esperienze che si possano fare nella vita. Il vivere nel male e nel peccato porta a essere degradati, soggiogati e disprezzati dal diavolo. È difficile resistere in una situazione del genere, senza la grazia non possiamo liberarci.

Dio nella sua immensa bontà comincia a entrare nel cuore, risveglia la coscienza e cerca di aprire un varco, fa entrare la luce della speranza, fa guardare le proprie miserie attraverso la Sua misericordia. Così inizia l’itinerario del perdono dei peccati ed è fondamentale acquisirlo in questa vita perché nella misura in cui acquisiamo il perdono da parte di Dio sentiamo il suo abbraccio, la sua amicizia come se fossimo già in Paradiso. Viviamo bene nella gioia e nella pace, desiderosi di perdonare gli altri. Perdonare non è facile, per via della nostra superbia e supponenza di aver ragione. Difficilmente riusciamo a seguire le parole del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Quando si è ottenuto il perdono di Dio siamo ben felici di perdonare gli altri perché le nostre ferite vengono rimarginate. Se ci chiudiamo su noi stessi, ci inchiodiamo alle nostre supposte ragioni e abbiamo un atteggiamento di superbia verso il prossimo, quella situazione esistenziale è di sofferenza. Di conseguenza, la coscienza rimorde e la ferita dentro di sé è ancora aperta. Per rimarginarla – nella misura in cui ci è possibile – incominciamo a perdonare gli altri, pregare per loro ed essere pronti a tendere la mano.

Questo è tutto un dono di Dio ed è una caratteristica dell’identità cristiana. Mediante la Croce Dio ha perdonato i nostri peccati donandoci la pace e che nel medesimo tempo esorta noi a fare lo stesso, così da essere portatori della pace nel mondo.

Il Cristianesimo è veramente unico. Non ci sono tracce paragonabili ad esso in nessuna religione o filosofia. È un Mistero divino, di fede, difficile da capire, ci vuole la grazia, la luce, la forza dello Spirito Santo.

Questo messaggio profondamente cristiano afferma dunque che il perdono guarisce il cuore dalle ferite del male e se una persona si ostina a non perdonare continua a sanguinare.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”