dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli . La Repubblica- 19 Settembre 2024

La strategia di Kiev per vincere sarà presentata a New York la prossima settimana

NEW YORK — «Pensiamo presenti una strategia e un piano che possono funzionare». È positivo il giudizio dell’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, dopo che il governo ucraino ha informato il segretario di Stato Blinken su come intende portare a termine la guerra. I dettagli del “piano per la vittoria” annunciato dal presidente Zelensky non sono ancora noti, anche perché il programma prevede che lo illustri a Joe Biden durante l’incontro che avranno la settimana prossima, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Il dipartimento di Stato ha confermato che Blinken è stato informato sui contenuti, durante la recente visita a Kiev, e le prime reazioni sono incoraggianti

Zelensky sa che le elezioni del 5 novembre comporteranno un’accelerazione sul fronte dell’invasione russa. Se vincesse Trump, il suo vice Vance ha già lasciato intendere che cercherebbe di porre fine al conflitto creando delle zone demilitarizzate nei territori ucraini occupati da Mosca. Di fatto un passaggio sotto il controllo del Cremlino, anche se non ufficiale. I combattimenti così si fermerebbero, ma in cambio Kiev dovrebbe affermare la propria neutralità, rinunciando ad entrare nella Nato, e forse anche nell’Ue. Se vincesse Harris ci sarebbe più continuità, perché lei ha confermato di considerare l’aggressione di Putin come una minaccia per la sicurezza dell’intera Europa e degli interessi Usa. La guerra però sta logorando tutte le parti, tanto chi la sta combattendo sul terreno, quanto chi la sostiene sul piano militare, economico e diplomatico. Quindi cresce l’esigenza di cercare una soluzione.

Zelensky da diverse settimane ha annunciato che sta lavorando ad un “piano per la vittoria”, che porti alla fine del conflitto senza la capitolazione. L’offensiva a Kursk è stata un’anticipazione, che serviva a distrarre le forze armate russe dal Donbass e prendere territori da usare come merce di scambio nell’eventuale negoziato. Il piano punta a rafforzare le posizioni di Kiev, in modo da avere leve nelle trattative. A questo scopo, però, servono le armi a lunga gittata e il permesso ad utilizzarle contro il territorio russo per colpire le basi militari e logistiche da cui partono gli attacchi verso le città ucraine, consolidare e possibilmente ampliare le conquiste fatte oltre il confine. Kiev però ha sviluppato anche le sue armi in grado di raggiungere il territorio russo, come dimostra l’attacco con i droni a Toropets.

Il capo del Pentagono Austin ha detto che il piano non è stato discusso durante l’ultimo incontro a Ramstein, ma emissari del governo hanno già portato a Washington la lista degli obiettivi che vorrebbero colpire. L’8 settembre Zelensky ha rivelato di aver discusso alcuni elementi del piano anche con una delegazione parlamentare, e martedì il portavoce del dipartimento di Stato Miller ha confermato che è stato anticipato a Blinken la settimana scorsa a Kiev. Il via libera definitivo però potrà venire solo dall’incontro con Biden la settimana prossima.