Pensiero spirituale sull’arte della rinuncia ascetica

Cari amici, uno degli elementi fondamentali dell’ascetica cristiana è la rinuncia. Possiamo chiamarlo anche spirito di sacrificio o digiuno in senso ampio. In ogni caso, è una categoria di carattere morale, che è presente in tante culture e religioni, specialmente in quelle asiatiche. Nell’ambito cristiano, ovviamente, la rinuncia ha una collocazione teologica molto importante. Essa ha una visione della realtà che vede da una parte Dio – che è il bene, la luce e tutto ciò che è bello, buono, giusto e Santo – e dall’altra la presenza delle tenebre – del male, l’ingiustizia, la cattiveria, ciò che è brutto, degradante e velenoso. Tutto questo lo si vede a tanti livelli: morale, spirituale e materiale.

L’arte della rinuncia, nell’ambito cristiano, ha questo valore di scelta per Dio e rinuncia al demonio. Questo è il dilemma sul quale decidiamo il nostro destino eterno, cioè le due vie che abbiamo davanti a noi – come ci dice già il primo Salmo – sono quelle del bene e del male. È un imperativo morale che riguarda tutto il tempo della vita, perché quando siamo nell’eternità la nostra adesione al bene, se siamo in Paradiso, è irreversibile. Non saremo più tentati di abbandonarlo.

È attraverso questa scelta che dobbiamo fare fra il bene e il male che costruiamo la nostra vita. Quindi, scegliendo il bene la costruiamo e la realizziamo, come quel seme che cresce, diventa una spiga e produce molto frutto. Invece, lasciando che il male trionfi nella nostra vita, che prenda il sopravvento su di noi, essendo un elemento distruttivo, ci porta al fallimento. Di qui l’importanza fondamentale che ci sia in noi il discernimento, cioè il sapere distinguere fra il bene e il male. Questa è una capacità che dobbiamo esercitare fin da quando veniamo al mondo e i genitori conoscono molto bene come sia importante indicare al bambino ciò che è bene e ciò che è male.

Questa è un’arte, è un elemento fondamentale dell’educazione e riguarda tutti gli strati del nostro essere. Quello materiale, per cui noi distinguiamo fra i cibi buoni e cattivi, di conseguenza conosciamo anche attraverso la medicina le conseguenze. Sappiamo che le cose che compriamo per nutrirci o qualsiasi altro uso delle cose materiali può essere a vantaggio della nostra salute o a svantaggio. Questa giusta attenzione che abbiamo sul piano materiale fa parte dell’etica cristiana. Dai cibi dannosi dobbiamo astenerci; per esempio, sappiamo quale male faccia la droga sul piano psicologico ma anche fisico, però offre quella sensazione di “paradiso artificiale” per cui ci sentiamo attratti. Di fatto è un veleno che ci distrugge, questa è una realtà mondiale ma atavica, con le radici lontane nel tempo.

Già a livello del corpo, se vogliamo avere una buona salute, dobbiamo saper fare tutta una serie di rinunce. La capacità di rinunciare e di astenersi è fondamentale. A questo riguardo dobbiamo sapere imporci e imporre alle persone che educhiamo, guidarli sulla via della rinuncia. Tutte le forme di degradazione fisica vengono dall’incapacità di moderarsi, di avere un dominio su noi stessi, come fosse un freno salutare.

Questo discorso, se è vero sul piano fisico è molto più vero sul piano spirituale. Per quanto riguarda il nostro corpo, sono forme di indebolimento e degradazione, ma non sempre sono peccato. Il peccato è qualcosa di spirituale, di più profondo, è presente anche nei corpi in ottima salute. Il combattimento spirituale diventa serio quando la rinuncia riguarda le cose spirituali, incominciando dalle facoltà della nostra anima.

Prima di tutto, l’intelligenza è una luce naturale che Dio ci ha dato e indica il giudizio di fronte al vero e al falso. È importantissimo il discernimento dell’intelligenza che elimina tutto quello che può far male spiritualmente. Questo è di un’importanza assoluta specialmente oggi, dove c’è un mondo mass mediatico con tante proposte che possono deviare. Ci sono molte persone che vengono deviate dalle false luci. A livello del discernimento è necessario che impariamo a distinguere il vero dal falso, le fonti inquinate da quelle pure, la Parola di Dio e quella degli uomini. Ma sappiamo che nella comunicazione di oggi c’è una manipolazione estesa. dove le opinioni prevalgono sulla rigorosa ricerca della verità. Tuttavia, queste opinioni umane sono spesso orientate al dominio degli altri, a voler influenzare gli altri, sfruttarli, guadagnare su di essi. Nei nostri tempi il mondo della comunicazione è pieno di percoli. Si mangia anche con l’intelletto, è un nutrimento spirituale che deve essere attentamente valutato.

Per quanto riguarda la decisione e la volontà la rinuncia è altrettanto essenziale. Di fronte al vero e al falso, al giusto e sbagliato, a ciò che è buono o cattivo, ciò che è bello o brutto, a ciò che provoca guerre o la pace, saggio o deviante, vizioso o virtuoso – con la luce del discernimento illuminato dalla Parola di Dio e dalla fede cristiana – dobbiamo scegliere. È un esercizio da fare. All’inizio sembra difficile ma con le selezioni giuste – come ad esempio smettere di fumare o di guardare determinati programmi televisivi – tutto diventa più naturale. Siamo in un mondo di condizionamenti negativi, che ci assediano da tutte le parti e che inquinano la mente, indeboliscono la volontà e creano delle dipendenze di vario tipo, che alimentano nel nostro cuore le cose peggiori e diveniamo schiavi del peccato.

Tutto il tema dell’ascetica cristiana ha una finalità: far sì che il discernimento spirituale e la capacità di rinunciare, diventino in definitiva una lotta contro il male. Tutta l’ascetica cristiana è rivolta proprio alla rinuncia di ciò che è cattivo in noi e nel mondo, la rinuncia al demonio, al male e al peccato. Se porta a questo significa che è anche decisiva per la salvezza della nostra anima, perché senza la rinuncia al peccato non c’è salvezza. Infine, la decisione per Dio, il Suo amore, la Sua santità, la Sua pace, la Sua gioia, la Sua bellezza.

Tutto questo discorso porta ad una riflessione personale, perché il cammino di santità è un cammino di purificazione e di rinunce. Una volta raggiunta la purificazione completa saremo pronti ad abbracciare Dio direttamente in Paradiso.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”