
Pensiero spirituale sull’inganno di se stessi
Cari amici, l’inganno di se stessi è un atteggiamento interiore molto pericoloso, perché con esso ci nascondiamo e non vogliamo conoscerci nella Verità. Diamo a noi stessi e agli altri una rappresentazione che non esiste. È quello che Gesù ha descritto con parole di fuoco nei confronti degli scribi e dei farisei: “sepolcri imbiancati”, davano una rappresentazione di se stessi ingannevole ma rifiutavano di vedersi nella Verità, ovvero vedersi come Dio ci guarda.
Questa tendenza dell’autoinganno è estremamente pericolosa nella vita spirituale. Dobbiamo imparare a vederci in Dio, nella sua Parola, nei suoi Comandamenti, nelle sue esigenze di santità. In questa luce ci sono quegli atti che portano alla salvezza, cioè si vedono i peccati, il pentimento, il proposito di vita nuova, il cammino di conversione e quindi si procede nella vita alla luce di Dio. Quando arriveremo al momento del giudizio saremo sereni, perché – con la luce che Dio ci dona – possiamo percepire la pace, la quiete e l’amore che sentiamo dentro di noi. La coscienza – quando è in sintonia con la Parola di Dio – non rimorde e non rimprovera.
Per quanto riguarda l’inganno di noi stessi, questo procedimento può venire dal mondo. Invece di ascoltare la Parola di Dio e lasciarci illuminare da essa, ci sintonizziamo sul mondo. Esso, però, è sempre più lontano dalla luce di Dio, quindi ha una sua verità, che consiste nella negazione della Verità. Andando quindi a cercare l’approvazione del mondo su comportamenti che non sono conformi alle esigenze di Dio, è un inganno. Per compiacere alla mentalità comune – per essere in sintonia con gli altri e avere la loro approvazione, per non farci criticare – ecco che abbiamo pensieri, parole, espressioni, comportamenti che sono in dissonanza con la Parola di Dio e la legge dei Comandamenti. Quando arriverà il momento in cui compariremo davanti a Dio, ci renderemo conto che tutte le approvazioni del mondo, che tutti gli applausi del mondo sono serviti a nulla se erano in dissonanza con Dio e la sua legge di santità.
Il mondo cerca di assimilarci, di renderci del suo colore, di sintonizzarci con esso. Siccome siamo in un mondo di tenebre, che è nella lontananza e nel rifiuto di Dio, nel rifiuto della Verità e dei Comandamenti, crediamo di essere in pace con noi stessi. In realtà abbiamo ceduto a qualcosa che ci devia, che ci allontana dalla Verità e della santità. Nel momento in cui Dio ci giudica vedremo come l’inganno ha portato la nostra vita alla perdizione. Se dovessimo morire nel peccato mortale – nella presunzione di essere giusti quando non lo siamo, di piacere a Dio quando dispiacciamo, del fariseo che era in prima linea a pregare dicendo che non era come tutti gli altri – riceveremo la condanna.
C’è questo inganno che è molto pesante e asfissiante, che viene dal mondo – specialmente quello di oggi – ci condiziona nel nostro modo di pensare, per cui succede che peccati gravissimi davanti a Dio li riteniamo dei diritti sacrosanti. Ripensiamo a una serie di peccati che il Vangelo e la Chiesa nella Storia e nei suoi insegnamenti ha qualificato fra i più gravi, come l’omicidio, l’aborto, l’adulterio. Sono tutte quelle deviazioni sulla via del male che man mano siamo andati avanti – mentre la fede si è dissolta e il paganesimo ha preso il sopravvento – abbiamo commesso senza renderci conto della loro gravità.
Quindi, inganniamo noi stessi, siamo sollecitati in questo inganno proprio dalla mentalità comune, da quello che leggiamo, ascoltiamo, i discorsi che si affrontano, i mass media che catechizzano a modo loro. Invece di difenderci da questo inganno assentiamo ad esso, siamo complici. Dio nella sua Misericordia gli elementi di verità li dà nel corso della vita e attraverso di essi risveglia la coscienza, rimprovera, fa vedere la nostra situazione di schiavitù. Se questo capita durante la vita e ascoltiamo, accettiamo il giudizio della voce di Dio sulla nostra vita, accogliendo il cambiamento – l’impegno, il proposito, il progetto di una vita nuova – allora ci si salva. Ma se ci siamo adagiati sull’andazzo del mondo e abbiamo accettato che il peccato entrasse nella vita e la dominasse, se arriviamo così davanti alla morte, non possiamo salvarci.
Questi sono insegnamenti che la Chiesa ha sempre dato e che dà tutt’ora. Se leggessimo il Catechismo della Chiesa cattolica, troveremmo scritto che se un uomo muore in uno stato di peccato mortale, in una situazione che comporti il rifiuto di Dio e il Suo perdono, egli si perde eternamente. Il mondo inganna, ma ognuno ha la coscienza e la grazia della fede, di una conoscenza del Cristianesimo e dei Comandamenti. Ma anche chi non ha avuto tutto questo, ha una legge morale che è scritta nel cuore. Per cui c’è un discernimento, nella luce vera del proprio intimità fra ciò che è bene e ciò che è male.
Questa mentalità è talmente entrata nei cuori e nelle menti delle persone che abbiamo la presunzione di dire che Dio non c’è, stabiliamo leggi a noi stessi, ciò che è bene e male siamo noi a deciderlo, siamo i giudici di noi stessi. È chiaro che se nella vita abbiamo acconsentito a questo inganno sistematico e quindi ci siamo dati in mano al principe della menzogna, la conseguenza è la rovina eterna, di cui noi parliamo poco. Cristo, però, ne parla molto e la Madonna ha dato tanti ammonimenti nel corso delle Apparizioni dicendo: «Un numero pure molto grande va all’inferno» (2 novembre 1983).
Questo succede perché ci auto inganniamo, siamo presuntuosi, pensiamo di essere buoni ma non lo siamo. Per noi è buono e bravo chi ha successo, anche a qualsiasi prezzo. Il principe della menzogna che è il diavolo, quando trova le persone che sono ben salde nella legge di Dio e nel cammino di santità, le assedia e le inganna in tutti i modi. Il diavolo è l’ingannatore per eccellenza, che ha creato il grande inganno del nostro tempo e l’umanità l’ha assimilato.
È il medesimo inganno con il quale satana distrusse la santità originale della coppia dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Ha convinto questo mondo di essere “dio” al posto di Dio, che non esiste Dio e che non c’è la vita eterna, l’inferno, il Paradiso – che invece dobbiamo costruirci su questa Terra – sono tutte cose che a volte si sentono persino negli ambienti ecclesiastici. La dimensione mondana è una grande forma di autoinganno, presenta il male come fosse il bene; quindi, la si abbraccia senza capire che satana ci distrugge con quello che offre.
Questa è una situazione nella quale ci troviamo e che sta portando innumerevoli anime alla deriva. È necessaria la testimonianza della Verità, la testimonianza della fede, che Cristo è Dio, che la Croce ci salva, che la negazione di Dio è un autoinganno, che porta alla morte: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). È necessaria la testimonianza del Vangelo senza paura, fino in fondo, che dica cosa è bene e cosa è male. Nei dieci Comandamenti, ad esempio, c’è tutto il bene da una parte e il male dall’altra. Queste due parti lottano nel cuore degli uomini per prevalere. Dobbiamo cercare di far prevalere il bene prima di tutto dentro di noi e poi nelle nostre famiglie, nei figli, nelle persone che conosciamo. Perché questo è il modo con cui si resiste al male e alla menzogna del mondo.
Ecco la situazione esistenziale del combattimento spirituale nel quale ci troviamo. Chiediamoci se non stiamo ingannando noi stessi, dicendo che siamo giusti e invece siamo nel peccato, facendo il discorso del fariseo quando dobbiamo fare quello del pubblicano. L’accecamento del cuore che è una forma di autoinganno è possibile anche alle persone che sono avanti nel cammino spirituale. Re Davide era avanti nel cammino spirituale – è stato l’autore di molti Salmi – improvvisamente è caduto nel male dell’adulterio e dell’omicidio, due peccati enormi nel quale è caduto e non se n’era reso conto, tanto da autogiustificarsi. Dio ha dovuto inviargli il profeta Natan per risvegliarlo.
Questa è la situazione oggi, in cui molti giacciono nelle tenebre dell’ombra e della morte. Il maligno ci ha messo in una cappa di oscurità, nella quale siamo intrappolati nella falsità e nella menzogna, da tanti peccati – che sappiamo essere gravissimi – ci autoassolviamo. Ci stiamo scavando la fossa, apriamo gli occhi, che cadano le squame e rendiamoci conto dell’inganno nel quale satana cerca di attirarci per distruggerci e farci schiavi nel suo regno di morte.
Se fossimo coerenti ed esigenti con noi stessi, se non fossimo complici con il male, il male non riuscirebbe ad ingannarci.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”