
Pensiero spirituale su Gesù che è la Vita
Cari amici, per le espressioni “Io sono la Via, la Verità e la Vita” c’è un’assolutezza. Solo Lui è la Via, la Verità e la Vita. La ragione di questa assolutezza non è il fatto di voler essere intransigenti verso gli altri, ma è il fatto di credere che Gesù è Dio. È il Verbo eterno di Dio che si è fatto uomo e nella sua umanità ci porta alla divinità.
Siccome solo Gesù è Dio, condivide la divinità col Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È il Verbo eternamente generato dal Padre, tutti gli altri uomini – anche i più grandi di questo mondo – sono delle creature di Dio. Essendo creature sono tutti morti, tranne Gesù che è Risorto glorioso e vivo. È il Signore dei secoli, il Re del mondo e la Sua regalità abbraccia tutto l’universo e tutto ciò che esiste.
La nostra fede è intransigente nel riconoscere che solo Gesù è Dio, mentre tutti gli altri sono creature umane – compresa la Madonna per quanto sia stata elevata come nessun’altra creatura – di conseguenza, solo Lui è la Via, la Verità e la Vita.
La Vita va compresa nella sua radicalità. È una Vita non intaccata dalla morte, dal limite, dal tempo, dal peccato. Essa coincide con Dio stesso, fonte di vita. La Vita di Cristo e il Suo dono, non è come la vita umana. La nostra vita è una degradazione irrefrenabile verso la morte. Fra la Vita di Dio – quindi di Cristo – e la nostra c’è una differenza radicale. La nostra vita è sotto il potere della morte mentre in Gesù c’è la fontana zampillante della vita eterna . Incominciamo a morire nel momento in cui nasciamo, siamo creature che non decidono di esistere. La vita che noi viviamo e sulla quale riflettiamo è un progressivo deterioramento fino alla morte. La malattia, le minacce nel tempo, sono una spada di Damocle che abbiamo sul collo. Come disse il filosofo tedesco Heidegger: “La vita è un vivere per la morte, è un essere per la morte”.
Passare dal nulla all’essere è un atto creatore di Dio. Ma a causa del peccato originale, col quale abbiamo perso tutti i doni di Dio – in particolare quello dell’immortalità –, il veleno della morte che ci ha instillato il demonio, ci distrugge in tutti gli strati dell’essere umano. Il corpo fin dalla nascita è affetto dalla malattia che è una profezia della morte. Iniziamo a deteriorarci sul piano fisico non appena nasciamo e il corpo marcisce, nonostante tutti i miracoli della medicina, tutti gli alambicchi della chimica per conservare il corpo, le auto-forme di inganno che inventiamo per immaginarci un’immortalità che in realtà non esiste. È una sentenza di morte che abbiamo ricevuto dopo il peccato originale.
Il deterioramento della persona umana è molto più vasto di quanto non lo sia quello del corpo. Vi è un deterioramento superiore che è quello della psiche. Come ci insegna il famoso mito di Platone – che immaginava la persona umana come auriga che guida un cocchio con due cavalli – l’auriga è la parte pensante e spirituale, i due cavalli sono lo stato sensitivo e vegetativo, il corpo nella sua materialità.
Se vogliamo esaminare gli strati della persona umana, passando da quello fisico a quello psichico, ci rendiamo conto che la nostra vita psichica è afflitta da tante calamità – angoscia, paure, depressione, il male che nasce dentro di noi ovvero i vizi capitali. Alcuni di essi sono proprio a livello psichico, come la superbia, l’invidia, la gelosia e tutto ciò che va al di là dell’aspetto fisico. Abbiamo un groviglio a metà strada fra corpo e anima che è la psiche, per la quale il mondo moderno ha inventato una nuova categoria che sono gli psicologi, che cercano di guarire la psiche per quanto possano fare.
Ho consultato uno dei padri della psicologia italiana, il professore e sacerdote Zunini della Cattolica, che aveva un caso molto grave. Fu un’occasione per fare una riflessione fra due sacerdoti. Da sacerdote e scienziato mi disse che gli psicologi possono dare qualche aiuto e sollievo, ma non possono fare di più. Perciò come il servizio della medicina non può dare l’immortalità, anche a livello psicologico l’uomo che oggi in particolare cerca di fare capo alla filosofia orientale per guarire la psiche, fallirà. Purtroppo, questa mentalità a volte è passata anche nei conventi e nei monasteri, ma non esiste nulla che può sostituire la preghiera cristiana a livello di guarigione della vita psichica. Anche nei Santi e nelle persone più elevate, la psiche può avere dei collassi dovuti al fatto che l’essere umano deperisce.
La Madonna in un Messaggio disse: «Le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019). Quindi l’anima stessa nasce con i segni del peccato originale, con l’oscuramento della mente e senza il dono della sapienza. La Chiesa nel suo Magistero ha difeso la capacità dell’intelletto umano di dimostrare l’esistenza di Dio a partire dal mondo. Tuttavia non sono molti coloro che sono arrivati con la sola ragione a dimostrare che Dio esiste. L’anima non solo è indebolita nella mente e nella volontà e anche dal fatto che è in un corpo che assegna all’anima dei limiti.
L’uomo non è un angelo. Mentre l’angelo o il demonio possono esercitare l’intelletto o la volontà in modo rapidissimo, l’essere umano ha bisogno di tempo per conoscere e decidere. L’anima può ammalare e deteriorare se stessa attraverso il peccato. Esso corrode e sciupa in essa l’immagine divina, la indebolisce e la imprigiona nelle spire del serpente antico, che la uccide con il suo veleno.
La morte signoreggia in tutti gli strati dell’essere umano. La morte dell’anima è certificata quando c’è l’indurimento del cuore e quindi diventa posseduta dal demonio. Di fronte a questa realtà, non c’è nessun rimedio umano. Di qui l’importanza assoluta di far battezzare i bambini quanto prima, perché viene somministrata la medicina della grazia, che incomincia a guarire l’anima, le difficoltà psichiche e il corpo. Mens sana in corpore sano, vale soprattutto nella prospettiva cristiana. Un bambino abitato dalla Santissima Trinità – che irradia la Sua luce nell’anima – si riflette nella psiche e nel corpo. Le persone che sono unite a Dio sono psichicamente in pace e sperimentano la gioia di Dio. Sono persone che, anche se hanno corpo fragile e debole, sanno riscattare questa fragilità e debolezza offrendo a Dio i limiti e le sofferenze.
Non c’è nessun rimedio se non la grazia di Dio per vincere la morte, che è l’ombra che ci accompagna fin dal momento del concepimento. Al di fuori della fede in Gesù Cristo non esiste altro rimedio. Il Figlio di Dio che ha assunto la natura umana, ha espiato i nostri peccati ed è Risorto glorioso dai morti, sana l’anima, la riempie di luce e di grazia che si riflette su tutta la persona. Con l’intelletto illuminato dalla Verità e la volontà rafforzata dalla Grazia – alla fine dei tempi – riavremo i nostri corpi gloriosi come dono di Dio. Non sarà il risultato dell’intelligenza artificiale con la quale crediamo di aver trovato la chiave dell’onnipotenza.
Quando diciamo che Gesù è la Vita, non abbiamo idea di cosa è contenuto in questa espressione. È la Vita di Dio che ricolma la Sua natura umana. Attraverso di essa e i Sacramenti della Chiesa, è una fontana zampillante alla quale attingendo non moriremo mai. È il farmaco dell’immortalità. Come dicevano alcuni padri della Chiesa, nel Sacramento dell’Eucarestia riceviamo il Cristo risorto. Egli è la pienezza della Vita divina che ricolma di sé la natura umana di Cristo, la Sua umanità gloriosa, attraverso la quale attingiamo per la vita eterna.
Il Sacramento dell’Eucarestia è fonte della vita e della fede cristiana alla quale tutti gli uomini sono chiamati ad attingere. Grazie ad essa, l’uomo può vincere e guarire dal morso tremendo che il serpente antico ha inferto ad Adamo ed Eva, rendendo mortale e potenzialmente polvere la natura umana fin dal momento in cui nasce.
La Madonna ci sta guidando verso Colui – Suo Figlio – che è la Via, la Verità e la Vita. Seguiamola!
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”