DOMENICA 17.MA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Oggi la pagina del vangelo dell’apostolo Giovanni ci propone uno dei miracoli più significatici compiuti da Gesù. Esaminiamo innanzi tutto quello che è accaduto e che tutti e quattro i vangeli ci raccontano con dovizia di particolari.

Gesù è seguito da una enorme folla per la sapienza della sua predicazione e per i segni che compiva, guarendo i malati e cacciando i demoni. Mai si erano visti eventi del genere in tutta la Storia della salvezza.

La folla è instancabile nel seguire Gesù fino a rimaner senza mangiare. Gesù ha compassione di questa gente e decide di sfamarla. Tuttavia non compie il miracolo senza il loro contributo.

Andrea, fratello d Pietro, gli porta un ragazzetto che ha cinque pani e due pesci. Ma “che cosa è questo per tanta gente”?

A Gesù basta questo piccolo contributo, fa seder la gente, prende i cinque pani e i due pesci, rende grazie e li distribuisce a tutti, quanti ne volevano.

Poi fa raccogliere dai discepoli i pezzi avanzati con i quali riempiono 12 canestri. La folla, contando soli gli uomini, era di cinquemila persone.

Qui ci sono migliaia di testimoni oculari che hanno visto e hanno mangiato, ci sono gli apostoli e i discepoli, ci sono pure due degli autori dei quattro racconti del vangelo: Matteo e Giovanni.

Perché allor ci sono quelli che si sbizzarriscono a negare la realtà del miracolo? Il motivo è molto semplice: non credono ai miracoli e non credono neppure che Gesù è Dio. San Pio X li ha chiamati “la peste modernista.”

Questo miracolo però non è fine a se stesso, ma ne anticipa uno ancora più grande, quello dell’Eucaristia dove, per le parole del sacerdote, Gesù sfama innumerevole persone col suo Corpo, Sangue Anima e Divinità.

Se veramente avessimo fede le Chiese alla Domenica sarebbero piene. Invece sono semivuote perché abbiamo perso la fede. Ma senza fede non possiamo salvarci. Bisogna pensarci finché siamo in tempo. E’ una cosa tremendamente seria.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,1-15
 
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
 
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
 
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
 
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
 
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
 
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore